in foto: Illustrazione di Joan Wong; Foto di Zach Gibson/The New York Times

La sua elezione rimarrà nella storia proprio come la sua uscita: otto anni dopo il suo arrivo alla Casa Bianca, Barack Obama si è espresso in favore della continuità democratica alla guida del paese manifestando il suo endorsment per  Hillary Clinton. La sua presenza ha rappresentato, inoltre, l’addio di un uomo e di un presidente comunque eccezionale. Ci si ricorderà di lui per la sua eloquente difesa dei principi fondatori degli Stati Uniti. Gli stessi principi che gli hanno permesso di elargire il concetto stesso di essere americano. Sotto questo aspetto, è certamente innegabile che Obama ha cambiato il paese.

Nel suo editoriale intitolato Il presidente Obama e la lunga marcia, il New York Times, ricorda i fondamentali della dottrina Obama: “Un inguaribile ottimista. Durante i suoi otto anni passati alla Casa Bianca, Mr. Obama non ha potuto cicatrizzare le divisioni razziali e politiche, nonostante tutti i suoi sforzi e le sue qualità. Ha espresso il suo rimpianto e il suo fallimento su questo soggetto. Ma una verità fondamentale della storia vuole che questi cambiamenti arrivino lentamente e siano spesso identificati retrospettivamente”.

IL DISCORSO PRONUNCIATO DOPO L'ELEZIONE.

OBAMA CHIAMA I VOTI PER HILLARY.

L’autorevole The Washington Post, a proposito di retrospettive si ricorda della Convention del partito democratico del 2008. “Obama aveva promesso che le cose potevano essere fatte in maniera diversa e che le divisioni tra rossi e blu erano artificiali e che la buona volontà poteva farcela”.

Un discorso che sollecitò la replica dell’allora rivale Hillary Clinton contro la visione irrealista di Obama: “Forse ho vissuto un po’ troppo ma non mi faccio illusioni e so quanto sarà difficile”, replicò. Il quotidiano della capitale americana stima che oggi “entrambi hanno vissuto un po’ di più. Entrambi hanno visto come l’opposizione ha inesorabilmente condotto Trump alla guida del partito repubblicano, il candidato più pericoloso e più irresponsabile che un partito politico possa avere”. Obama ha concluso il suo discorso spiegando: “I cambiamenti di cui il paese ha bisogno possono essere compiuti solo con Hillary Clinton”-

Ricordiamo come Obama abbia puntato molto sulle promesse del cambiamento che hanno rappresentato la chiave di volta della sua elezione insieme alla storica campagna elettorale “Yes we can”, e proprio sulle promesse di cambiamento rinnova il suo appello, otto anni dopo. “L’America che conosco è rispettabile e generosa”. Il Washington Post coglie in queste parole proprio la speranza.