Il Sud Italia può crescere soltanto attraverso adeguate politiche mirate e programmate, dirette alla riduzione concreta e rapida della disoccupazione, al rilancio della ricerca ed alla ripresa dei consumi. E' questo in sintesi il punto di partenza del convegno organizzato dall'Università eCampus in collaborazione con Confartigianato Imprese Napoli e con il contributo di AISEPS e AVOC (Associazione Voce del Cittadino Consumatore) per lunedì 19 dicembre presso la sede di Confartigianato Imprese Napoli in Via Medina 63 (ore 10-13). Prevista tra gli altri la partecipazione di Matteo De Lise (Presidente Giovani Commmercialisti ed Esperti Contabili di Napoli), Patrizia Naccarato (Responsabile Università eCampus Sede di Napoli),  Amedeo Amarante (Direttore Generale Garanzia Fidi), Leonardo Lasala (Presidente AISEPS) e Riccardo Guarino (Presidente AVOC).

Moderatore il giornalista Alessandro Sansoni

Un incontro che nasce dunque con premesse differenti rispetto a quelle che tradizionalmente animano questo tipo di appuntamenti.  Non un elenco di numeri ed indicatori diretti ad acclarare uno stato di difficoltà palese del territorio, nonostante le sue possibilità evidenti di crescita, quanto un momento di confronto propositivo che vedrà per la prima volta professionisti, artigiani, università, ricerca e consumatori attorno al tema rilancio del Sud.  Il coinvolgimento di artigiani e consumatori appare la vera novità proposta dall'incontro di Napoli , fortemente voluto dall'Università eCampus presente a Napoli e punto di riferimento per migliaia di giovani studenti e da Confartigianato.

In un momento storico in cui la pressione fiscale è una vera e propria morsa aggiuntiva a quella del credito tradizionale che vede gli Istituti bancari affrontare la più grande crisi del nuovo secolo con conseguente stretta su imprese e cittadini, appare possibile ipotizzare il rilancio del Sud soltanto attraverso un rilancio di politiche e modelli di sviluppo adeguati ai tempi.  Necessario probabilmente rivedere il rapporto tra Paese e Sud, lasciando al Mezzogiorno maggiore autonomia in scelte decisionali che vengono assunte sempre più spesso dallo stato centrale a discapito dello stesso territorio. Basti pensare allo stato di difficoltà di porti strategici come Taranto e Gioia Tauro, in un momento delicato e centralissimo come quello vissuto in questi anni dal Mediterraneo.  Va tuttavia sottolineata l'incapacità delle regioni del Sud di fare fronte comune da un punto vista politico con un progetto unico, difficoltà palesata anche dal sistema imprenditoriale.  Ancora troppi i personalismi e le divisioni in una terra come quella del Sud che oggi più che mai può candidarsi al ruolo di leader dello sviluppo mediterraneo. 

In questo scenario il ruolo di professionisti, artigiani e consumatori troppo spesso considerati marginali nelle decisioni politiche ed economiche ed invece (come dimostrano i recenti dati relativi alla ricapitalizzazione degli Istituti di Credito) vero e proprio "motore ingolfato" del Paese.  D'altra parte immaginare un rilancio dei consumi con rincari di IVA, tasse da brivido ed aumento incontrollato dei prezzi appare utopistico. Le soluzioni appaiono chiare: riprogrammazione di tutte le politiche di sviluppo previsto per il Sud, rilancio dell'autoconsumo, protezione delle fasce economicamente più deboli e maggiore tutela per i consumatori. In tutto ciò la ricerca appare come il vero potenziale motore di un'economia che ha dimostrato negli ultimi anni di poter marciare a velocità enormemente più elevata di quella attuale.