in foto: Credit: pagina facebook Swapmuseum

Domenica notte, fuori non fa particolarmente freddo. In radio sono reduce da un puntatone di Teste di Calcio in Campo (video), momento vero di distensione, momento in cui realizzi l'amore per la musica balbettando qualcosa sul Festival, annunciando un pezzo di Sanremo (nonostante tu non sia fisicamente presente in riviera e nonostante tu sia in una radio locale) e parlando di calcio.

Come al solito le mie giornate sono fatte di ritrovi, incontri, viaggi di parole, di circostanze ed occasioni. Belle queste giornate, interessanti, anche se senti diminuire le forze fisiche, perché sempre in giro, perché immagini, vaghi, con i piedi (piccoli percorsi), con la testa (grandi itinerari).

Anche questa domenica è stata così. Questa mattina quel vulcano di Robert, ad esempio, m'ha fatto conoscere Swapmuseum. E c'ebbete?!, direte voi. Tranqi funky, ci arriviamo.

Alcuni giorni fa UniSalento ha compiuto un altro passo importante per la valorizzazione dei suoi luoghi e dei suoi giovani: riportare l’istituzione museale al centro della vita sociale partendo dal web grazie alla volontà e alla dedizione di giovani universitari. Attraverso la piattaforma il piccolo museo manifesta l’esigenza di migliorare servizi non specialistici ma fondamentali per la sua stessa sopravvivenza come apertura e accoglienza, documentazione fotografica delle attività, monitoraggio dei visitatori e altro.
I giovani, in base alle proprie attitudini, potranno scegliere le attività da svolgere in cambio di benefit commisurati al numero di ore impiegate nel museo; gli stessi benefit vengono individuati ed erogati da Swapmuseum e vanno da una serie di agevolazioni riconosciute dagli esercizi commerciali affiliati alla possibilità di usufruire degli spazi museali per un certo numero di ore o ancora dai gadget a forme di ringraziamento pubblico, fino al riconoscimento dei crediti formativi.

Credit: pagina facebook Swapmuseum
in foto: Credit: pagina facebook Swapmuseum

Swapmuseum – si legge sulla loro pagina facebook – da un lato vuole essere un elemento di rottura rispetto all’immobilismo del comparto museale legato alla mancanza di risorse che sta portando alla chiusura dei piccoli musei e alla perdita di un patrimonio inestimabile in termini di identità culturale. Dall’altro lato il progetto vuole avviare un percorso partecipativo per i giovani ignari dell’esistenza di tali istituzioni sul proprio territorio e sempre più spinti verso l’isolamento culturale e sociale.

Non so voi ma io mi sono proprio incuriosito e vorrei approfondire meglio la questione e v'invito a conoscerli meglio su swapmuseum.com. Chi m'accompagna?