Per uno che è nato in un paese di provincia, cioè Napoli, ma che viene dal Granducato di Acerra affrontare un viaggio del genere non è cosa da niente. E la realtà che ti trovi quando atterri è veramente diversa da quello che hai lasciato.

Spesso quando si pensa a New York, si immagina una città super educata in cui milioni di persone camminano freneticamente in sensi opposti su grandi marciapiedi. Forse sarò io che ho visto sempre i film sbagliati, ma in genere fanno vedere questa grande schiera di maschi bianchi che parlano a telefono nei loro vestiti di sartoria e la cravatta.

Bene, la realtà è totalmente diversa. Innanzitutto, nessuno è più maleducato degli americani. Nessuno rispetta i segnali, nessuno ti chiede scusa se ti "mena pell'aria" e soprattutto i pedoni sono tutti convinti di essere i nuovi eroi della Marvell e quindi non hanno proprio cura del colore del semaforo, ci provano, poi se le macchine suonano fanno finta di niente e tirano dritto.

Poi c'è da dire anche un'altra cosa, New York è la città in cui è più forte la multiculturalità. Quindi se pensate di vedere fiumi di bianchi al telefono, allora cambiate città. Qui si vive un forte melting pot in cui sono presenti forse tutte le etnie del mondo. Certo, è difficile vedere che i sudamericani o gli afroamericani a fare lavori di primo piano, ma questo è un altro discorso.

C'è poi da dire un'ultima cosa: niente è bello come camminare per Broadway e cantare le canzoni degli squallor ad alta voce, sono tutti contenti.

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Non perderti il prossimo post sul cibo qui nella grande mela.