Tutti sanno che DOC significa Denominazione di Origine Controllata (e Garantita, nel caso di DOCG). Si tratta di un acronimo molto familiare, il cui uso sistematico in Italia risale alla fine degli anni sessanta. Ma che impegno comporta per i produttori? E che garanzie dà ai consumatori? Per comprendere bene il significato dei contrassegni di Stato DOC e DOCG che troviamo sulle bottiglie di vino è necessario rispondere a queste domande.

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La denominazione DOC o DOCG prevede che la produzione di vino rispetti un disciplinare di produzione approvato dal Governo italiano (di solito si tratta di un decreto ministeriale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). Il disciplinare impone regole rigidissime sui siti di coltivazione delle viti, sulle modalità di coltivazione, sulle tecniche di vinificazione e invecchiamento, sui siti di imbottigliamento. Tutto ciò che riguarda il vino, dalla densità di viti per metro quadrato alle località in cui possono trovarsi gli stabilimenti degli imbottigliatori, deve rispettare il disciplinare di produzione. Per i vini DOC e DOCG, nelle aree di denominazione debbono essere realizzate tutte le fasi: coltivazione, vinificazione e invecchiamento, imbottigliamento.

Chi controlla? Come possiamo essere sicuri delle bottiglie che compriamo? Ora sappiamo che la bottiglia di vino DOC che stiamo per comprare deve essere prodotta con uve coltivate in una data zona e con un sistema di vinificazione ben preciso. E sappiamo che anche vinificazione e imbottigliamento debbono avvenire nella zona d'origine, come la coltivazione. Il controllo del rispetto di queste prescrizioni è affidato a Organismi di Certificazione accreditati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Si basa su analisi chimiche e fisiche molto accurate e i certificati autorizzano l'imbottigliamento con denominazione DOC o DOCG di quantità ben precise di vino. Questo vuol dire che il numero di bottiglie che possono andare in commercio è limitato dalle quantità certificate: se l'Organismo di Certificazione autorizza 100 litri, il produttore potrà usare la denominazione solo per quella quantità. E se il produttore fosse tentato di imbottigliare con la denominazione DOC anche vino prodotto con uve diverse? Come possiamo essere sicuri che non potrà farlo?

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Il contrassegno di Stato prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato garantisce che l'etichettatura DOC e DOCG venga apposta solo su vini autenticamente DOC e DOCG. Il contrassegno viene prodotto in quantità corrispondenti alle masse certificate di vino, impedendo così di attribuire la denominazione d'origine a vini generici non certificati. Non guasta ricordare che i due contrassegni DOC e DOCG sono leggermente diversi: il DOC è facoltativo, mentre il DOCG è obbligatorio. Dall'uso su base volontaria del contrassegno DOC capiamo che i produttori di vini sono essi stessi vittime della possibile contraffazione e trovano nel contrassegno di Stato un modo efficace per difendere il proprio prodotto. Ma hanno bisogno anche dell'aiuto dei consumatori, che oggi hanno un nuovo strumento di controllo.

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Per consentire ai consumatori di controllare l'autenticità delle bottiglie che desiderano acquistare, l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha realizzato Trust Your Wine, un'applicazione per smartphone scaricabile da Google Play e Apple Store. L'applicazione fotografa il datamatrix stampato sul contrassegno di Stato, interroga il sistema informativo dell’Istituto, verifica la corrispondenza dei codici e visualizza le informazioni relative alla bottiglia di vino. Un modo molto semplice per essere più sereni e consapevoli quando facciamo acquisti. Un'applicazione con cui dare qualche soddisfazione agli sforzi enormi che i produttori italiani di vino affrontano per darci un prodotto che non ha concorrenti da invidiare.

P.S. sulla vulgata secondo la quale è tutto marcio, è tutto da rifare. Accade solo in Italia, perché non si è mai visto un paese civile in cui…. Non è così: non è tutto marcio, non è tutto da rifare. Molte cose sono sbagliate, alcune sono anche molto gravi. Invece molte altre sono buone, ottime, eccellenti. Il contrassegno di Stato per vini DOC e DOCG è una cosa fatta bene, che funziona bene, che garantisce quello che il consumatore vorrebbe garantito: che un vino DOC sia effettivamente quel vino DOC. Un sistema così rigoroso l'abbiamo solo in Italia. Produttori di vini che si sottopongono spontaneamente a questo controllo rigoroso li abbiamo solo in Italia.