in foto: Da sinistra: Antonella Piccolo, Debora Caprioglio, Enzo Casertano, Chiara Cavalieri

Ma quanto è bizzarra la vita degli attori. Soprattutto quelli di teatro, che il pubblico ce l'hanno davanti e non possono arrestarsi di fronte a intoppi fuori dal copione. Questo è lo spettacolo, baby. Quelli più bravi, tuttavia, che non hanno perso l'estro del cantastorie per acquisire il piglio dei divi, sanno trasformare i piccoli imprevisti del mestiere in momenti inattesi di spettacolo. E' il caso di Enzo Casertano (noto al grande pubblico come il fraticello che, assieme a Luca Zingaretti, pubblicizza un gestore di telefonia fissa) brillante artista napoletano salito sul palco della rassegna "Teatri di Pietra", nell'Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere (Ce). In scena la commedia "Cercasi dea disperatamente" ispirata alle opere di Aristofane, con una vezzosa Debora Caprioglio nella seducente veste di Afrodite (e nei panni maschili di Prassagora); un'agguerrita Antonella Piccolo armata dell'arco di Artemide (e della decisione di Lisistrata); una puntigliosa, ma non per questo meno affascinante, Chiara Cavalieri dall'eloquio erudito caro ad Atena (e a Sostrata). Impiegate nell'ufficio smistamento delle preghiere che gli uomini sono soliti rivolgere a Zeus, le tre divinità sono in affannosa ricerca di una donna in grado di sostituire Estia, dea della casa, che si è licenziata perché stufa della routine impiegatizia. Fin qui il "disguido" previsto dalla sceneggiatura di Marco Caponera. E la messinscena è andata avanti, tra le risate del pubblico, secondo i dettami del regista Roberto D'Alessandro. In realtà, nell'arena dell'antica Capua, i quattro attori sono stati chiamati a prove più ardue di una interpretazione credibile. Dapprima la fortuna avversa ha assunto le spoglie di una muta di cani che in lontananza, ma distintamente e lungamente, abbaiava alla luna: gli artisti non hanno fatto una piega. Poca roba, del resto era una rappresentazione all'aperto. Dopo un po', una pioggia colorata di fuochi d'artificio ha illuminato il cielo notturno e lo scoppio dei petardi è andato avanti per parecchi minuti: gli attori hanno tenuto duro, alzando il tono della voce. A metà spettacolo, probabilmente lo spirito goliardico di Aristofane direttamente dall'Ade ci ha messo lo zampino per mutare la commedia in farsa: i riflettori si sono clamorosamente spenti. A questo punto il canovaccio scritto è stato messo da parte a favore di battute estemporanee e il versatile Enzo Casertano, ai ruoli di coro balbuziente, messaggero delle dee e pletora di donne, ha aggiunto quello di menestrello garbato, capace di calmare le obiezioni di una piccolissima parte del pubblico, indispettita da quella brusca interruzione. Ci sono voluti circa trenta minuti prima che l'esibizione riprendesse: qualche spettatore è andato via seccato, qualcun altro, me compresa, è rimasto colpito dalla professionalità dimostrata dagli attori che hanno terminato l'atto unico alla luce di un faro di fortuna e di effetti sonori tutt'altro che stereofonici. Bravi. Hanno dimostrato carattere e ironia, doti di improvvisazione e poi, peccato per chi se l'è persa, la scena del "picco ritto" è stata la più divertente. Una nota a parte merita la circostanza che l'alimentatore della corrente si è spento tre volte, prima di rompersi definitivamente, al solo nominare Lisistrata: evidentemente lo sciopero del sesso da lei promulgato proprio non s'aveva da fare!

L'esilarante scena del "picco ritto": Enzo Casertano interpreta la "pletora di donne". Molto divertente anche il ruolo di Chiara Cavalieri, brillanti Antonella Piccolo e Debora Caprioglioin foto: L'esilarante scena del "picco ritto": Enzo Casertano interpreta la "pletora di donne". Molto divertente anche il ruolo di Chiara Cavalieri, brillanti Antonella Piccolo e Debora Caprioglio