Al calar della sera settembrina, le note delle melodie del Maestro Rota, mixate alle sonorità dei Beatles e alla grinta sonora dei Blues Brothers hanno iniziato a diffondersi tra gli spazi espositivi, i padiglioni e il Decumano dell’Expo milanese. I fiati erano quelli del singolare gruppo musicale della Street Band Contrabbanda. È stato questo l’epilogo, lo scorso martedì 22 settembre,  della giornata dedicata al KIP Pavillon Day.

Le Idee e pratiche per territori attraenti in un mondo sostenibile hanno avuto così la loro ulteriore celebrazione nell’ambito dell’Esposizione Universale meneghina. La cerimonia ufficiale ha avuto luogo presso il palco del Media Centre. Le delegazioni dei partner del Padiglione KIP hanno lanciato i loro messaggi carichi di fattiva speranza ai visitatori Expo 2015 presenti all’evento. Sono state sottolineate le mille valenze e le opportunità offerte dello sviluppo territoriale sostenibile e responsabile.

Il Commissario Generale dell’Expo, Bruno Antonio Pasquino, ha accolto con interesse ognuno di tali messaggi, evidenziando nel suo discorso l’auspicio che “la cooperazione internazionale riesca a collegare in modo sistematico le buone esperienze di sviluppo territoriale del Sud e del Nord del mondo.” La cerimonia ha visto la presentazione delle esperienze di più di trenta Paesi. Le delegazioni hanno poi dato vita a un significativo corteo, preceduto proprio dalla Street Band Contrabbanda, che ha sfilato lungo il Decumano. Il corteo è quindi giunto nei pressi dell’ UN Garden, lo spazio di pertinenza dell’ O.N.U., dove i rappresentanti hanno simbolicamente consegnato i loro messaggi alle Nazioni Unite.

Sullo sfondo dell’U.N. Garden, la mole lignea e rassicurante del padiglione KIP. Quest’ultimo si trova a ridosso di quello che è probabilmente lo spazio più affascinante di Expo 2015, quello su cui troneggia la scritta “Divinus halitus Terrae”, vale a dire il Padiglione Zero.  Sulla facciata in legno del Kip Pavillon, appare la significativa scritta, in inglese, “Territori Attraenti per un Mondo Sostenibile”. Lo spazio Kip ad Expo 2015 si propone quale “Villaggio del Mondo”, ispirato alle antiche costruzioni rurali. KIP, la Scuola Internazionale di Saperi, Innovazioni, Politiche e Pratiche Territoriali per la Piattaforma del Millennio delle Nazioni Unite, rappresenta una sorta di catalizzatore internazionale di organizzazioni, centri di istruzione e formazione nonché università.

La mentalità contemporanea ha smarrito un bel po’ della sensibilità che deriva dall’intimità del contatto con gli elementi naturali. Riuscire a bilanciare i diritti umani e le teorizzazioni dell’Economia – entrambi antropocentrici per definizione – e i diritti della natura, è certamente una bella sfida. Ci vorrebbe una buona dose di fantasia costruttiva, per realizzare un simile intento. Ci vorrebbe, sia quando si creano le leggi che governano gli Uomini e i Mercati che quando le si applica. Cosa non facile, c’è poco da dire. “I giuristi non possono permettersi il lusso della fantasia", chiosava più di mezzo secolo fa Pietro Calamandrei, esimio giurista e uno dei "Padri" della Costituzione italiana. Non è difficile pensare che molti degli economisti che controllano l’andamento della nostra società la pensino con altrettanto rigore, per quanto riguarda le Leggi di Mercato. Rassicura un po’ di più scoprire che Albert Einstein la pensava diversamente. Tra le tante affermazioni attribuite allo scienziato della relatività, colpisce quella per cui “la fantasia è più importante del sapere”. Rassicura anche imbattersi sempre più spesso in imprenditori, manager, pubblici amministratori, esponenti del mondo della formazione culturale e dell’associazionismo, in grado di discostarsi da visioni consolidate ma superate su natura, opportunità e limiti del rapporto uomo-ambiente. Riempie di speranza per il futuro del Pianeta sapere che si fa sempre più strada una sensibilità in grado di armonizzare il comportamento dell’homo economicus con la componente “Comunità Terra”, della quale l’uomo è una – ma non la sola – delle componenti. Nel Padiglione Kip tante iniziative si sono succedute da maggio ad oggi ed ancora ce ne saranno sino alla fine di ottobre, spesso caratterizzate dalla menzionata sensibilità armonica tra le attività umane e la loro sostenibilità etica, ambientale, sociale. Tante le organizzazioni che hanno dato il loro contributo alla “vita” del padiglione, da maggio ad oggi.

Solo per citarne qualcuna, L’ Ils Leda con la sua rete internazionale dell’Economia sociale e le sue 100 pratiche territoriali internazionali per un mondo migliore, le iniziative riconducibili al Programma Ideass, quelle pertinenti all’Oxfam, le suggestioni del turismo responsabile dell’associazione Rincones de Atlantico, le azioni incisive di Save the Children, le suggestioni alimentari di Cittaslow e Dieta Mediterranea. Un elenco che non rende ovviamente giustizia ai tanti enti di rilievo che hanno animato questo padiglione.

Tra i messaggi consegnati al Commissario Pasquino ed all’Onu , vi era anche uno che recitava “Eco-regioni, territori con un’energia positiva”. Si tratta del messaggio della Rete Internazionale dei Bio-distretti, IN.N.E.R significativa rete transnazionale di buone prassi di sviluppo integrato territoriale. Una vera e propria rete virtuosa, che si sta diffondendo non solo in Italia ma anche in Europa e nel bacino del mediterraneo, con la prospettiva di estendersi anche alle Americhe. Le “maglie” della Rete IN.N.E.R. sono costituite dai bio-distretti. Questi ultimi sono aree geografiche dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni si propongono di gestire in modo sostenibile le risorse locali, rifacendosi a quanto di meglio è sotteso alla “filosofia” delle produzioni agricole biologiche. Nei bio-distretti, la componente produttiva agisce in sinergia con la salvaguardia e promozione del territorio, dando pieno impulso alle potenzialità economiche, sociali e culturali dei luoghi. Perché l’economia, la produttività, possono essere un valore aggiunto per ogni territorio, “dare” qualcosa ad esso e non solo “sottrarre” come troppo spesso è avvenuto in passato.

Raffaele Basile

foto della copertina Raffaele Basile

foto della Galleria a cura di Kip Pavillon at Expo