Da Rimini, non me l’aspettavo. A Vienna ero arrivato preparato: la ruota del Prater affacciata sulla Reisenradplaz è un po’ l’equivalente del Colosseo sulle cartoline di Roma.

La London Eye riflessa nel Tamigi pure l’avevo messa in conto, come non avrei potuto?

Vedere far capolino ad Helsinki la Finnair Skywheel sul molo di Katajanokka lo scorso giugno già mi ha invece fatto dubitare delle mie cognizioni geografiche. Mi hanno poi rassicurato sul fatto che fosse lì solo da poche settimane.

Ora che sono qui a Rimini per la “convention” dei blogger turistici di tutto il mondo, TBDI 2014, Travel Blogger Destination Italy,  dovrei essere “ben preparato” e mi sarei aspettato dalla città felliniana parecchie cose – quelle  più o menoclassiche – ma non lo svettare alla fine del porto canale di cinquanta metri di ruota liberty. Anche qui la ruota si specchia nell’acqua e la mia disinformazione è dovuta al fatto che essa è stata parcheggiata solo pochi mesi fa da queste parti dopo un viaggetto dall’Olanda. Pare pure che potrebbe essere solo di passaggio.

Nonostante l’inusuale caldo ottobrino, quasi quasi mi sembra di essere ancora a Helsinki, se da alcune angolazioni la vedo riflessa tra una pilotina e un cabinato nelle acque adriatiche.

Se il trend della globalizzazione del paesaggio turistico è questo, forse tra qualche anno anche nei selfie davanti alla Torre di Pisa, alla Torre Eiffel e al Duomo di Milano occhieggeranno sullo sfondo – un po’ come il disturbatore televisivo Paolini dei vecchi tempi – delle scintillanti cabine dell’ennesima torre panoramica.

E nessuno si meraviglierà più, le ruote verranno considerate come naturali ingranaggi della promozione turistica locale.

Raffaele Basile