Nella vita di una donna ci sono migliaia di incontri da tenere nel cuore, nell'anima, o semplicemente nel libricino nero delle rivendicazioni.
A far un bilancio ci si rimette sempre.
Non è mai tempo di bilanci, ma è sempre tempo di bilanciamenti.
Differenza sostanziale che dovrebbe far parte del quotidiano della donna moderna.
Non possiamo far bilanci, perché le persone sfuggono, non hanno tempo, o perché semplicemente ‘non c'hanno fatto caso'
Il cuore non è contemplato. C'è su Whatsapp.
La corte non si fa. Ci sono i like su Facebook.

Il momento del parliamoci è ridotto al minimo indispensabile.
I bilanci dovrebbero esserci negati per costituzione, la donna è meglio che non ne faccia.
Nei bilanciamenti siamo invece strepitose.
Fare in modo che le cose funzionino, che la vita trascorra, che al mattino, nel letto ci si svegli con un bel pensiero.
L' impoverimento delle conversazioni dovuto alla tecnologia è oramai un alibi che non siamo più disposti a tutelare.
Le finestre si aprono, il vento ci scompiglia , il sole ha maturato le migliori relazioni.
Non esistono sorrisi più veri di quelli reali.
Non esistono più belle verità di quelle dette col sorriso.
A soffrir per amore facciamo tutti fatica, è capire il perché che ci è incomprensibile.
Lo sterile avvicendarsi di persone accanto appare uno slow motion fastidioso.
La sufficienza cui si vorrebbe portare un conoscersi appare svilente.
E sia chiaro, la sufficienza non è quella splendida meravigliosa cosa che è la leggerezza.
La leggerezza non presuppone intermittenza, non ne è una clausola.
La leggerezza può essere felice, deve esserlo. La leggerezza esiste. Non è una lucina di Natale che balugina a comando.
L'essere umano sta perdendo o forse l'ha già perso, lo splendido dono di poter godere fisicamente e mentalmente senza paura del bello, del bene.
Nel frattempo ci si scurisce il cuore, giochiamo al dolore cattivo, all'incomprensibile silenzio in cui cadiamo volontariamente.
Prendersi cura è la risposta.
Di noi. Di una persona. Di un sorriso. O semplicemente della propria educata, seria leggerezza.