Sto elaborando una teoria, ma ci vorrà tempo per concluderla.

Credo che non bisogna farsi conoscere troppo da tutti. Non si deve raccontare il proprio essere ad ogni persona che si incontra nella vita. Non bisogna buttare via la propria essenza raccontandola ad una persona che non conosci abbastanza.
Controindicazioni? Puoi scoprire che quella persona a cui hai aperto il cuore, non sia fantastica come pensi. Può essere che non è in grado di reggere il peso della tua anima. Allora succede che non ce la fa, resta schiacciata e scarica il peso a terra mandando in frantumi il tuo io. Non devi aprirti a chi non conosci abbastanza, altrimenti si arrogherà il diritto di dirti cosa devi e cosa non devi fare. Si sentirà auto-incoronata del tuo regno.

Credo che la conoscenza sia la fase più preziosa e infinita dei rapporti umani. Ognuno di noi ha i suoi pregi, difetti, talenti, limiti e, cosa più profonda, un'essenza dalla quale attingiamo ogni nostro gesto e pensiero. Non possiamo farci nulla. Tutto ciò che siamo e che facciamo la dobbiamo a quel che chiamo essenza.

Poi c'è chi, come me, vive per quelle piccole sensazioni ed emozioni. C'è chi, come me, volge il suo sguardo al mondo attraverso i propri occhi. E se è vero che sono lo specchio dell'anima, riflettono in noi stessi il mondo che guardiamo. Abbiamo dei filtri naturali per i quali vediamo il mondo per come siamo fatti. Abbiamo una visione quasi dannunziana della vita: vediamo la nostra vita come un capolavoro unico ed inimitabile che giorno per giorno si completa.
Riflettiamo, a volte anche troppo, su ciò che ci circonda. Non possiamo fare a meno che sguazzare, che ci piaccia o no, nella m***a che gli altri ci tirano addosso.
Ci chiediamo se sia giusto continuare a credere in ciò che si è, quando ci va tutto storto. In certe situazioni vorremmo non essere noi stessi. Ma poi ci convinciamo di voler essere esattamente come siamo, perché non abbandoniamo gli ideali in cui crediamo.

Ognuno di noi ha dei difetti con i quali condividiamo il posto in auto da quando siamo nati. In autostrada ci capita di passare dal meccanico per andare a smussare gli angoli più ottusi del nostro carattere. Alcune volte siamo costretti a tenerceli così come li abbiamo consegnati nelle mani del meccanico. Altre volte, l'impegno che ci mettiamo ad aggiustarli ci ripaga lietamente. Altre volte ancora, non ci pensiamo proprio di passare in officina. Certe volte, sappiamo di avere dei difetti che cozzano con le altre auto che incrociano la nostra corsia, ma ce ne freghiamo altamente di mettere la freccia o di rallentare. Inevitabilmente, ci ritroviamo schiantati contro un palo, uno di quelli che c'è dietro una curva e che non avevamo previsto. Siamo così costretti a fare i conti dei danni, a contarci le ossa fratturate e ad essere costretti ad affrontare i traumi.

Sto elaborando una teoria, ma ci vorrà tempo per concluderla.

Non tutti meritano di vedere il tesoro che nascondiamo dentro la nostra cassaforte. Certe persone sono diventate speciali nella nostra vita perché se lo sono sudate il diritto di vedere cosa c'è veramente dentro noi. Sono riuscite a distruggere la maschera che ognuno di noi indossa. Ciò che diceva Pirandello non era in fondo sbagliato. Una persona che credevi bella e pura, il giorno dopo potrebbe essere saccente e arrogante. Non ci metterà più di un secondo a modificarti come vuole lei.

Sto elaborando una teoria, ma ci vorrà tempo per concluderla.
C'è chi, come me, si sfoga attraverso la scrittura dalle 3 alle 4 del mattino e cerca di trarne qualche conclusione.
Sto elaborando una teoria, ma non so se sarà giusta.