Osservare dall'esterno il mondo dello Spettacolo, può dare un'idea forse malsana di questo mondo attraente e spesso effimero, ed è giusto quindi dare una delucidazione in più su quello che è allo stato attuale il mondo dello show-biz.
Con la pubblicazione dei dati relativi ai primi 6 mesi dell'anno 2012 fatta dalla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), si può analizzare meglio un trend di inversione di tendenza sulle tipologie di intrattenimento che gli italiani apprezzano di più, che potrebbe non essere però allettante per il lettore.
La parola d'ordine sembra essere spazi aperti, comuni e di intrattenimento dove poter condividere le idee.
Analizzando in dettaglio i settori dell'entertainment, viene fuori qualcosa di incisivo legato all'aspetto economico internazionale dell'ultimo decennio, ovvero, un aumento spropositato dell'offerta con una drastica riduzione della domanda. Prendiamo ad esempio qualche caso.
Il caso del cinema. L'aumento della produzione cinematografica è evidente, in quanto le distribuzioni internazionali riescono a mettere sul mercato sempre più titoli, ma purtroppo, con uno "sbigliettamento" sempre inferiore. La motivazione di questo crollo, molto probabilmente non è collocabile dalla perdita di attrattiva nei confronti del grande schermo, oppure della qualità sempre più scadente dei prodotti offerti agli spettatori, bensì nel continuo aumento del costo del biglietto per l'accesso alle sale. La media in costo di € 7,70 dei multiplex italiani (media che analizza dati da Alessandria a Napoli), porta a comprendere come lo spettatore medio che fa affluenza nel week-end, si veda sempre più privato del potere di acquisto dello scegliere la serata al cinema come accompagnamento all'evasione di un'uscita, in quanto diviene impossibile prevedere di affiancare al cinema, un altro svago che può essere, ad esempio, quello enogastronomico.[quote|left]|Diviene impossibile prevedere di affiancare al cinema, un altro svago che può essere, ad esempio, quello enogastronomico.[/quote]
Secondo caso, può essere quello del teatro. La formula magica dell'incremento degli incassi aumentando il prezzo dei biglietti, non è di sicuro provvidenziale, così come ne è stato contrario anche il Sovrintendente della Scala di Milano, Stephane Lissner. Il teatro, a differenza del cinema, è sempre stato considerato tra le arti privilegiate, in quanto, non essendo considerabile industria, detiene il suo pubblico di nicchia che sa, che per fruire un determinato tipo di spettacolo, deve per forza spendere quella cifra.
Non possiamo quindi non convenire con il fatto che lo spettacolo stia cedendo sempre più il passo a forme di intrattenimento alternative, che si sposano con gli spazi aperti e comuni di cui si parlava all'inizio, in cui musei e mostre la fanno da padrona. Che sia fondamentale l'apporto delle agenzie turistiche entrate in gioco nella compravendita dei pacchetti pro-cultura?
Intanto vi lascio a questa riflessione, anticipandovi che nel prossimo post analizzeremo qualche idea particolare di Intrattenimento redditizio, che arriva dall'estero e che l'Italia potrebbe adottare per dare una scossa a questo settore in fase calante.