Ci siamo ormai da un pezzo.

Il caldo afoso, la siccità, gli incendi devastanti che stanno attanagliando il nostro paese ci ricordano inequivocabilmente l’inizio, ormai anticipato, dell’estate. Torrida, lunga, a tratti estenuante anche grazie all’enorme cambiamento climatico che l’uomo è stato capace di causare con l’immissione smisurata di anidride carbonica in atmosfera, frutto avvelenato dello sfruttamento dei combustibili fossili.

Eppure l’estate, per quanto asfissiante, capace di farci grondare sudore ad ogni minima azione che avvenga senza il salvifico getto d’aria di un potente climatizzatore, è anche e soprattutto sinonimo di vacanze, libertà dagli impegni lavorativi (o di studio) e quindi acceleratore di buon umore, allegria, voglia di fare, organizzare, esplorare. Di vera gioia in alcuni momenti.

Mare, tuffi spensierati tra le onde, pisolini al sole, colazioni in spiaggia, sport, strusci serali in tranquille località balneari; tutto ciò e tanto altro ancora rappresentano un vero toccasana, una terapia disintossicante dagli affanni di una vita trascorsa ad inseguire impegni lavorativi e privati, cercando di recuperare tempo in quell’eterna e fallimentare lotta contro l’inesorabile potenza dell’orologio.

L’estate, o per meglio dire la vacanza, è soprattutto uno dei pochi momenti dell’anno in cui, oltre a fare finalmente tutto ciò di cui abbiamo parlato, ci si può dedicare con il massimo delle energie alla compagnia di quell’oggetto in grado di metterci in connessione con noi stessi, la nostra fantasia o anche, in altri casi, la nostra parte più razionale: il libro.

Si, è vero, chi ama leggere lo può fare in qualsiasi momento, di ciascun giorno di un qualunque mese dell’anno. Tuttavia, come le statistiche dicono, metà degli italiani non legge mai e tra chi lo fa, solo il 50% legge più di tre libri all’anno.

Come ho anche scritto nel mio recente saggio “Meno lavoro, più lavoratori”, la mancanza di tempo è tra le cause più importanti che allontana le persone, anche quelle di cultura, dalla lettura sistematica di un buon romanzo o di un interessante saggio. Stare fuori casa per 10 ore al giorno (a volte anche di più), rientrare e badare ai figli nonché alle necessità domestiche in famiglie dove, nella stragrande maggioranza dei casi, entrambe i coniugi lavorano, di certo non avvicina alla lettura e all’approfondimento di autori, pur apprezzati in linea di principio.

In vacanza questo limite, questo verosimile alibi decade di colpo e sta a noi sfruttarne a pieno l’imperdibile occasione.

Cosa c’è di più rilassante di un buon libro da leggere subito dopo un bel bagno, quando, al riparo dal cocente sole sotto un grande ombrellone, sdraiati su un lettino e piacevolmente sorpresi da un’improvvisa e miracolosa frescura momentanea, ci si può finalmente “assentare” dal mondo circostante per qualche provvidenziale decina di minuti?

Se durante il resto dell’anno leggere appare sempre più sinonimo di un’azione frammentata legata all’osservazione di svariati post pubblicati su Facebook, la maggior parte di dubbia utilità e comunque ciascuno fine a se stesso, in vacanza si può osare, dedicarsi a frasi che sono finemente interconnesse tra loro fino a riempire pagine che, nel loro scorrere, raccontano una storia a cui farci appassionare o un argomento di cui prima eravamo a digiuno.

Oggi che i libri sono di fatto entrati anche sui display dei nostri smartphone, inevitabilmente sempre tra le nostre mani, sarebbe un vero peccato non correre a leggerne qualcuno, in grado di farci compagnia e lasciarci, assieme ad altre cose, un dolce ricordo di quel magico momento dell’anno.

Stesso discorso, ovviamente, vale anche per i libri più tradizionali, quelli “di carta”, facilmente inseribili nelle capienti borse usate per portare quanto ci occorre per le ore consumate sulla spiaggia, a bordo piscina o altro posto in cui decidiamo di trascorrere parte della giornata.

Estate, tempo di libri.

Come si è soliti dire: ora o mai più. Almeno… fino alla prossima vacanza!