L'estate 2016 è stata la più social di sempre.  Grandi campioni dello sport, aspiranti tronisti ed imprenditori d'assalto hanno conquistato l'attenzione dei media tradizionali, dando valore ai "like" dei loro profili social.   Sia chiara la premessa: parliamo di persone che hanno meritato la propria fortuna , conquistata con talento e dedizione. Dunque nessuna ironia o analisi sociologica di rito su personaggi belli e ricchi che prendono con leggerezza il proprio tempo. 

Siamo tuttavia nella società dell'immagine e della comunicazione. Sarebbe quasi scontato e assolutamente improduttivo avvicinare i nuovi paladini del web agli sfollati dei centri terremotati , ai profughi africani o ai bambini disagiati.  E' una morale che non ha logica, potendo ognuno anche eticamente gestire i guadagni nella maniera ritenuta più appropriata.  E sia allora "enjoy" per tutti loro e per chi può permettersi un certo tenore di vita. 

Ciò su cui va discusso è invece il "modello" che attraverso i social viene proposto ai giovani e non solo a loro.  Formentera ed Ibiza divengono le mete di chi si vuol sentire "Re per una notte" . Il chupito un "brivido" essenziale in assenza del quale oggi non si è trendy. Ecco allora imprenditori, giornalisti, docenti, studenti universitari, operai ….tutti in fila per un long week end , da postare sui social per sentirsi meno "normale".   Torniamo ora ai modelli:  l'imprenditore Vacchi ci vuole comunicare in maniera allegra e spensierata come la vita sia una e vada vissuta in logica enjoy.  Il celeberrimo Briatore vorrebbe imporre un modello in cui l'estetica ed il denaro , la comunicazione e l'apparire possano divenire la priorità per un territorio, quasi l'unica strada per non dover lavorare dalla mattina alla sera per poter sbarcare il lunario in maniera decente.  I calciatori Ronaldo, Borriello, Vieri insieme a loro colleghi si propongono come belli e impossibili dei nostri giorni.  Il risultato di tutto ciò , amplificato attraverso il vero Grande Fratello , che è la macchina social, sono professionisti che si sentono Travolta (e spesso over 40….) , giovani che implicitamente scelgono la strada più veloce per vivere una vita in copertina , concorsi per aspiranti miss e mister oramai vicini ad asilo nido ed una grande rabbia sociale che cresce dove il denaro "sparato" in un solo video dei nostri simpaticissimi comunicatori spesso è il guadagno di una vita. 

Si passa così dal reddito di cittadinanza al chiupito di cittadinanza. Non basta più un lavoro per dare dignità ad una persona, ma occorrono tanti soldi in brevissimo tempo, una grande attenzione per l'estetica, e quel sorriso di plastica che fa tanto social.  Il modello sociale da seguire non è più quell'uomo probo e attento che neanche più i giuristi seguono e riconoscono, ma il "peter pan" abbronzato e femminaro che ha nel suo DNA i famosi vitelloni anni 50.  In fondo tutto ciò potrebbe non costituire un problema, se non fosse un modello dilagante.  Nel tempo tutto ciò che ci circonda, dai politici alla famiglia, dai campioni dello sport agli imprenditori …è sempre più vicino ad un carnevale perenne che a tutto quanto è reale, attuale.   

Eppure tutto dovrebbe essere l'opposto di ciò che è .  I grandi campioni dello sport, i protagonisti del mondo dello spettacolo e gli imprenditori potrebbero utilizzare la loro carica energetica, la capacità comunicativa e perchè no anche i capitali per migliorarla questa società. Un chiupito in meno ed un'ora in più passata a far capire a tanti giovani ed alle loro famiglie che qualsiasi traguardo durevole, tranne casi eccezionali (politica) non può non essere frutto del sudore e del sacrificio.  Magari qualche star dello spettacolo potrebbe mostrarsi  naturale al grande pubblico, dimostrando a tante ragazze che è tutto show, soltanto show.  Anche più rotondi e meno palestrati si può vivere ugualmente e dignitosamente.   Pensiamo se i grandi nomi dello star system napoletano, romano, milanese, palermitano ad esempio decidessero di investire una parte dei loro lauti guadagni in opere sociali.  Come ? Adottare delle "famiglie", creare delle attività commerciali, investire in scuole e centri di aggregazione sana. 

Non arriviamo certo agli eccessi di Adriano Olivetti o in tempi recenti del patron di Luxottica Leonardo del Vecchio, che hanno impostato la loro vita in funzione della condivisione di una parte della loro fortuna.  Non si chiede a quelli belli, bravi e fortunati di divenire traino di questa società. Ciò che andrebbe chiesto è di dedicare un'ora in meno ad un video ed un'ora in più ad una piccola azione sociale. Non beneficenza, ma costruzione di un quotidiano migliore.  Può molto di più un allegro ballerino social per questa società che un prete che ogni giorno lavora accanto ai giovani.  Dovrebbe essere lui il modello. Dovrebbe essere un padre che torna con le mani spaccate il modello.

In fondo uno figo come Bruce Wayne investiva tantissimo (anche senza apparire) per la sua terra. Stesso discorso per altri grandi personaggi dell'immaginario collettivo: il Tiger Man dei cartoon giapponesi o lo stesso Lex Luthor della saga di Superman. Ecco anche i cartoon ed i personaggi di fantasia potevano essere un modello sostenibile per i nostri giorni. Qualcuno ci salvi dai chiupito e dagli emuli dei nostri social influencer più famosi.