Potrebbe accadere che un creditore bussi alla porta del signor "X" e ricordi a quest'ultimo di vantare un credito di circa 35 mila euro per l'acquisto di gadget e organizzazioni di eventi per l'associazione sindacale della quale il signor "X" era l'amministratore.

Mister "X", con il sorriso sulle labbra, atteggiamento tipico di chi pensa di averla fatta franca, riferisce al creditore di non essere più il rappresentante dell'associazione sindacale per la quale aveva contratto il debito e pertanto si sarebbe dovuto rivolgere al nuovo amministratore.

A Mister "X" sfugge però che le associazioni non riconosciute hanno autonomia patrimoniale imperfetta e  il semplice avvicendarsi nelle cariche sociali del sodalizio non comporta alcun fenomeno di successione nel debito.

La responsabilità personale e solidale, di cui all'art. 38 c.c., delle persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione non grava su tutti coloro che, essendo successivamente a capo di questa, ne assumano la rappresentanza, ma riguarda esclusivamente le persone suddette, a tutela dei terzi che con essi siano venute in rapporto negoziale.

Sarebbe assurdo, per esempio, che qualsiasi semplice iscritto fosse chiamato a rispondere dei grossi debiti contratti dal Segretario Nazionale del suo sindacato. La responsabilità grava quindi esclusivamente sui soggetti che hanno agito in nome e per conto dell'associazione.

Mister "X" è quindi passivamente legittimato all'azione del creditore anche dopo la cessazione della carica con riguardo alle obbligazioni risalenti al periodo in cui egli aveva esercitato le sue funzioni, pertanto tutte le relative obbligazioni e l'azione risarcitoria riconnessa all'eventuale inadempimento non grava sul successivo rappresentante legale ma sui soggetti (anche quelli collegiali) che illo tempore avevano in concreto deliberato e/o contratto il debito. 

Delle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi, rispondono sia il fondo comune dell'associazione sia, personalmente e solidalmente, le singole persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione, secondo quanto stabilito dall'art. 38 del codice civile.