Inizialmente, la sua identità era sfocata, celata, nascosta. Il "misterioso Gazzelle" era l'epiteto più diffuso. Ma dopo l'ottimo successo di Superbattito, il disco d'esordio, e il tutto esaurito all'esordio al Monk (Roma), l'artista torna nuovamente sulle scene musicali dopo soli pochi mesi, e pubblica Sayonara e Stelle Filanti – in ordine di cronaca -. E ieri [13 luglio, nda], la notizia che entrambi i singoli sono stati selezionati per essere contenuti in Plastica, il suo primo vinile. Ma le idee del giovane artista romano non sono finite qui.

Benvenuto Gazzelle. Ci puoi raccontare com’è nata l’idea di Stelle filanti?

«Stelle filanti è nata un paio di mesi fa in uno dei pochi giorni di riposo dal tour. Ero a letto con una ragazza, lei dormiva, io ero sveglio e avevo una melodia in testa che non riusciva a farmi prendere sonno. La mattina seguente abbiamo fatto colazione insieme, poi lei è andata via e io mi sono messo al pianoforte».

Il singolo ha già avuto un riscontro eccezionale, soprattutto su Spotify e Youtube. Ti aspettavi questo successo immediato?

«Non mi aspetto mai troppo da nulla, ma sapevo che fosse una canzone potente e sincera, quindi ero molto tranquillo e sereno. Sono felice che stia piacendo».

A tal proposito, cosa ne pensi della musica nell’epoca dello streaming?

«Io non ho Spotify ma sono su Spotify. Questa potrebbe essere una buona sintesi della questione».

Anche Superbattito è stato accompagnato da un notevole successo. A tuo avviso, qual è la componente che nei tuoi testi e nella tua musica funziona?

«In realtà non ci ho mai pensato, ma credo che quello che arrivi di più alle persone sia il mio modo sincero e diretto, a volte quasi spietato, di dire le cose. Parlo di me, mi spoglio completamente. Non ho filtri. E poi le melodie credo siano molto riconoscibili e popolari».

Da Superbattito a Stelle Filanti: cos’ha imparato Gazzelle in questi anni?

«In realtà sono passati solo quattro mesi dall'altra uscita del disco all'uscita dei nuovi due singoli. Probabilmente ho imparato ad avere più voglia e ad essere meno apatico. Lasciarmi prendere dalle cose positive che mi stanno accadendo. E iniziare anche a sorridere un po'».

cover-stelle-filanti-gazzelle-video-intervista-angelo-andrea-vegliante-fanpage-autori-blog-romain foto: Cover di "Stelle Filanti"

Stelle Filanti e Sayonara anticipano l’uscita di un nuovo album?

«Non proprio. Sono due canzoni che ho scritto e che volevo fare uscire. E l'abbiamo fatto. Questa è la cosa bella di stare in un etichetta indipendente (Maciste Dischi), facciamo come ci pare».

Fai parte della scena pop romana. A tal proposito, quanta strada e gavetta bisogna fare per emergere nella scena musicale della Capitale?

«Non lo so. Io conosco solo la mia di storia e parecchie cose neanche le ricordo. Non ho una buona memoria. Quello che so è che se hai qualcosa da dire e lo sai dire bene , prima o poi qualcuno che ha voglia di ascoltare lo trovi. Non ho consigli però, o suggerimenti a riguardo. Di base bisogna convincere se stessi prima di pretendere di convincere qualsiasi altra persona. Credo».

Capitolo musica emergente: c’è qualche artista o band che stai seguendo? In generale, che stagione sta vivendo il vivaio musicale italiano?

«Sì, sono sempre attento alle cose nuove, e credo che questo sia un periodo d'oro per la musica in Italia. Finalmente non siamo costretti a sentire solo robaccia tipo Modà, ecc… C'è un buon fermento nell'aria, ci sono un sacco di parole e di idee. Sono felice di questo».

Domanda secca: SIAE e soundreef?

«Per ora SIAE, poi chissà».

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Se potessi collaborare con un grande della musica nazionale e internazionale, su chi ricadrebbe la tua scelta? Nel caso, avresti già in mente cosa produrre?

«Mi piacerebbe collaborare con Cesare Cremonini, e ci metterei un sacco di synth».

E ora sei in giro per l’Italia con un tour. Come sono andate le prime date?

«Sì, per ora ho fatto più di 40 date in tutta Italia e, anche ora mentre rispondo a queste domande sono in furgone non so bene dove. Ma fino a settembre ho altre 30 date che mi aspettano. Poi ancora altre. Il tour sta andando in un modo che non avrei mai immaginato. E' un sogno. A volte penso che sia tutto uno scherzo e che non sia vero. Invece però…».

Futuro: hai già pronto qualche lavoro da registrare durante l’inverno?

«Quando finirà il tour mi metterò a scrivere roba nuova. Ho già un paio d'idee. Non vedo l'ora di chiudermi in studio e anche di farmi una vacanzetta in un posto esotico e Sayonara. Poi boh. Chi lo sa».