Mai come in questi ultimi anni giornali, social network, stampa, editoria, televisione, hanno dedicato tanta attenzione a quello che mangiamo e che beviamo. Siamo sicuri che a tutta questa comunicazione corrisponda una informazione che metta i consumatori, ovvero tutti noi, in grado di capire e di mangiare e bere, non dico in modo corretto, ma consapevole e non troppo dannoso per il nostro benessere ? Pensiamo di no, pensiamo che, per usare un concetto di parecchi anni fa del filosofo e sociologo francese Jean_Baudrillard, "l'inflazione dell'informazione genera la deflazione del senso".

Un segno di tutto ciò è, ad esempio, il sorgere di una nuovo disturbo alimentare l'ortoressia, oltre a quelli già noti della bulimia e della anoressia. Un comportamento proposto come forma patologica per la prima volta da Steve Bratman nel 1997, che correla certi comportamenti alimentari ad una paura, a volte maniacale, di ingrassare o di non essere in perfetta salute, che possono condurre a un risultato opposto con conseguenze negative sull'organismo e sulla psiche. Certo che se ci si pensa, le diverse tribù del cibo, ognuna sostenuta da certezze inossidabili e da testi di riferimento che spesso, in modo poco scientifico, propagandano stili alimentari diversi, stanno facilitando la regola "vivere da malati per morire sani". Sia ben chiaro che non stiamo proponendo le trasgressioni alimentari come stile di vita, ma cerchiamo di richiamare ad un più sano principio di realtà. Principio di realtà che dovrebbe ispirare anche i comportamenti che riguardano gli acquisti di cibo. Daniele Segrè, il fondatore di Last Minute Market, nel suo recente saggio Cibo, sottolinea come il frigorifero, a causa di acquisti compulsivi, sia spesso diventato l'anticamera del secchio della spazzatura.

La spettacolarizzazione del cibo e del vino e un controllo ossessivo,finiscono per danneggiare anche il fondamentale valore affettivo e relazionale che costituisce uno dei momenti più alti della nostra cultura. Non a caso tutte le religioni, anche quando lo fanno con divieti e norme, si occupano di cibo.

In questo trionfo di varie tribù, per tornare a citare Andrea Segrè " nascono le linee di alimenti "senza": senza calorie, senza alcol, senza zuccheri, senza grassi, senza lattosio, a km zero, senza tutto. ….Siamo finalmente arrivati al cibo senza (più) senso" Come si vede torna l'affermazione messa all'inizio di Baudrillard.

Davide Paolini, il Gastronauta, autore del recente Il Crepuscolo degli Chef , analizzando in una intervista il fenomeno del boom mediatico, rileva come a fronte di 13 milioni di foto di cibo su Instagram, 25.000 blog , migliaia di siti dedicati , non si riscontra un altrettanto vasto fenomeno economico, perché il valore economico di questo settore vede un calo dei consumi dal 2007 in poi con un ritorno ai consumi di 25 anni fa. Di fronte a questo stato di cose pensiamo che si possa ritornare ad un rapporto giusto e sano, in tutti i suoi aspetti, accettando anche il positivo che può derivare dalle tante pluralità di posizioni, favorendo un rapporto diretto tra i consumatori, gli operatori e i produttori, mettendo al centro quanto affermato dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini: "un cibo buono, sano e giusto".

La V edizione di Simposio Trionfo del Gusto (www.simposioroma.it), che si terrà nei giorni 12 e 13 novembre dalle ore 10 alle ore 20.30 al Salone delle Fontane dell'Eur, organizzata principalmente dalla Bottega dei fratelli De Ventura, si muove in tal senso. Saranno presenti circa 350 aziende d’eccellenza del panorama italiano della filiera enogastronomica, che presenteranno e faranno degustare i loro prodotti. Apicoltori, mastri birrai, vignaioli, distillatori, pescatori, casari, sommelier, foodblogger, e tanti altri. Sono loro i personaggi al centro del Simposio: tutti quelli che fanno i prodotti con passione e maestria, e anche tutte quelle figure che esaltano oggi questi valori, restituendo una visione più autentica del cibo di qualità, buono, sano e rispettoso dell'ambiente.

La manifestazione, rivolta agli operatori commerciali, ai ristoratori ed agli appassionati del settore è il risultato di un impegno basato sulla convinzione che i produttori, gli operatori e i consumatori, devono essere messi nelle condizioni di formare una comunità in grado di migliorare tutta la filiera dei prodotti enogastronomici.

Nelle due giornate di attività verranno organizzati seminari tematici, degustazioni guidate e verticali di vino per rendere magica una giornata all’insegna del Gusto. Cooking show e dimostrazioni in real-time valorizzeranno i prodotti delle aziende espositrici.

Si realizzeranno 16 seminari esperienziali, 8 momenti di show cooking con brigate di cucina di ristoranti stellati di Roma e, ad esempio, degustazioni guidate e dimostrazioni in real-time di pasta fresca e mozzarella di bufala.

Insomma alla spettacolarizzazione astratta, ai discorsi, si sostituirà un dialogo fatto da persone vere e basato sui prodotti e sulla loro degustazione concreta. Un momento di gioia, di cultura e di conoscenza.