Solitamente gli asteroidi passano sulle nostre teste e dopo qualche giorno, passata la paura, ci dimentichiamo della loro stessa esistenza; ma per YU55 2005 non è così.

Abbiamo una dichiarazione esclusiva di Sergio Campana astrofisico dell’INAF che ci racconta in sintesi la sua geniale idea per ottenere altre informazioni dal meteorite che qualche giorno fa ci è passato molto vicino tanto da esserlo più della luna.

Ma andiamo per gradi.

Il passaggio della cometa era atteso tra la notte dell’8 e il 9 Novembre, tutto era già predisposto per poterlo bombardare con onde radio grazie ai telescopi Goldstone e Arecibo e mentre tutti si organizzavano per scovare il modo di poter osservare il passaggio della cometa, un italiano si è posto una domanda molto curiosa: “Perchè osservare l’asteroide solo dalla terra? Perchè non provare ad osservarlo anche dallo spazio?".

Tra il pensare e l’agire è passata una manciata di minuti, il tempo di scrivere una mail alla NASA e solleticare la loro curiosità inserendo l’asteroide nel Target of opportunity del satellite Swift.

Bhe ovvio che la NASA non se l’è lasciato ripetere due volte e ha dato subito conferma all’astrofisico nostrano che dopo qualche ora poteva già vedere I risultati della sua proposta, infatti il satellite era già stato riprogrammato per seguire il passaggio dell’asteroide, fotografarlo, scrutarlo per carpire a fondo I segreti nascosti al suo interno.

La proposta di Campana segna un passo importante nell’identificazione di YU55 già definito potenzialmente pericoloso.  I dati che Swift potrebbe riferire ci fornirebbero sicuramente informazioni più dettagliate per valutare in futuro, speriamo remoto, eventuali rischi e partire preventivamente con le contromisure da adottare. Ma non è solo questo che ci interessa dell’asteroide.

Dati importanti ci illustrano come questo meteorite assorba calore e lo rifletta a sua volta, cosa che secondo gli studiosi, potrebbe con il tempo portare a modificare il suo moto gravitazionale.

Ci offre la possibilità di studiare un asteroide "piccolo" in grande dettaglio

Sergio Campana
Così Swift ben istruito, ha atteso con calma il passaggio del meteorite, l’ha seguito e lo ha atteso per una seconda volta, poichè non era semplice vista la velocità con cui si spostava l’oggetto, ma Swift, questa è una delle sue qualità, è un satellite che riesce orientarsi velocemente senza i soliti tempi di attesa che avrebbero potuto far perdere di vista il meteorite.

Ciò che è scaturito da questo inseguimento è stata una bellissima sequenza di immagini riportate in un video con la costellazione di Pegaso sullo sfondo. Immagini che ci mostrano quanto bellissimo e infinito  e in qualche modo poetico è l’universo che ci sovrasta in ogni istante.

Ricapitolando quindi, l’asteroide è stato bombardato dalla terra con onde radio ed è stato spiato dallo spazio attraverso I telescopi infrarossi  e X. Una fonte di dati che potrebbero riservare agli studiosi dei pianeti tantissime sorprese, potrebbero perfino aiutare a comprendere come il meteorite si è formato e le sue evoluzioni nel futuro. Insomma una scoperta che va oltre i limiti dell’immaginabile.

Ma non è finita qui, per riuscire ad ottenere immagini che  Swift non è riuscito a rilevare è stato impiegato anche il telescopio spaziale Herschel dell’ESA, che si trova a un milione e mezzo di kilometri dalla terra, ed è riuscito a immortalare YU55 quando si trovava appena ad 800 mila km di distanza, si potrebbe azzardare quindi a considerarla una distanza ravvicinatissima, dato che Paolo Saraceno, Astrofisico INAF-IFSI e membro del gruppo Herschel ha dichiarato che “Si tratta dell’oggetto più vicino che il satellite abbia mai osservato”.

Sono riuscita per mia grande fortuna e soprattutto grazie alla sua disponibilità ad avere una piccola spiegazione da parte dell’astrofisico in questione Sergio Campana che ha dichiarato : “L'evento è certamente molto interessante ed estremamente raro e ci offre la possibilità di studiare un asteroide "piccolo" in grande dettaglio".

I telescopi da Terra hanno potuto studiare il passagio in ottico e in radio.

Per allargare la banda spettrale si deve ricorrere a telescopi fuori dall'atmosfera terrestre.”

Da qui l’idea brillante di utilizzare Swift che ha compiuto il suo lavoro egregiamente  rilevando, come abbiamo detto prima, una grandissima quantità di informazioni: “Da questi dati ci aspettiamo di poter meglio caratterizzare la composizione dell'asteroide, studiando come riflette la luce solare cioè la sua luminosita`”.

Ma non a caso il suggerimento di Campana è stato accolto così velocemente, infatti l’astrofisico italiano è anche membro del Team Swift e non solo, è il responsabile internazionale per la calibratura dello strumento XRT del satellite.

Insomma, l’uomo giusto al momento giusto!