A questo si aggiunge che l'aver deciso una riduzione drastica del prezzo del petrolio tra il 2014 e il 2016 (l'Arabia Saudita contribuisce per un terzo all'intera produzione OPEC) non ha messo in ginocchio la produzione americana. Quindi il tentativo di conservare quote di mercato e allo stesso tempo fare la guerra dei prezzi agli altri paesi produttori non ha funzionato. In generale sembra che l'Arabia Saudita non sappia usare la teoria dei giochi, propendendo troppo spesso per un'opinione eccessivamente ottimistica sull'esito dei conflitti che ingaggia.

Le ragioni del dissidio con il Qatar riguardano il ruolo del paese nella sponsorizzazione delle attività terroristiche di stampo arabo, presunti legami con l'Iran e i rapporti con la Turchia. Naturalmente la contestazione vera e propria riguarda la completa autonomia con cui il Qatar si pone rispetto agli equilibri geopolitici. Questa autonomia è pronunciata e visibile in tutte le attività diplomatiche, economiche e finanziarie del paese e non stupisce che nel golfo la guardino con sospetto. Effettivamente la sensazione è che il Qatar ambisca addirittura all'egemonia culturale dell'area.

The United Arab Emirates orchestrated the hacking of Qatari government news and social media sites in order to post incendiary false quotes attributed to Qatar’s emir, Sheikh Tamim Bin Hamad al-Thani, in late May that sparked the ongoing upheaval between Qatar and its neighbors, according to U.S. intelligence officials.
Washington Post, 16 luglio

Succede anche che secondo la CIA siano stati i paesi dell'UAE a organizzare l'hackeraggio dei siti istituzionali e dei media del Qatar e a diffondere false frasi compromettenti attribuite allo sceicco Tamim Bin Hamad al-Thani. L'attività degli hacker sarebbe avvenuta il 24 maggio. Sappiamo che sulle conseguenze di questa fuga di notizie è stato costruito il blocco dei rapporti diplomatici con Doha. Dunque l'Arabia Saudita, i paesi dell'UAE, l'Egitto e il Bahrain avrebbero bloccato Al Jazeera e boicottato il Qatar per ragioni diverse da quelle dichiarate, trattando al Thani come un bimbo capriccioso e indisciplinato. Senza per questo raggiungere l'obiettivo sperato. Infatti il Qatar continua ad avere regolari forniture alimentari, all'Hamad International Airport il traffico non è cambiato e i rapporti diplomatici con il resto del mondo, inclusi Turchia e Iran, non sono stati in alcun modo indeboliti.
Good job, Saudi Arabia!