Quando anche le ultime luci del palco si spengono, e i suoni della piccola orchestra lasciano spazio a quelli stridenti di sedie da trascinare ed impilare, allora capisci che anche questa quinta edizione del Social World Film Festival volge inesorabilmente al termine.

C'è qualcosa di magico in questo festival. Sarà per la location, Vico Equense, la "porta" della splendida Costiera Sorrentina, che per una settimana trasforma la toponomastica di vie e piazze, ribattezzando i luoghi e gli angoli  cittadini, con i nomi dei grandissimi del cinema italiano. Dall'Arena Loren alla Terrazza Cucinotta, passando per le sale Bertolucci e De Filippo. E c'è addirittura un terrazzino Mollica, con affaccio sul palco centrale, proprio come il balcone sanremese che affaccia sopra l'Ariston, e da sempre identificato col simpatico giornalista Rai.

Sarà perchè l'intero staff, dall'autista al fotografo, dal capo cerimoniale all'addetto stampa, dagli agenti di sicurezza al direttore, sono tutti under 30.

Eh sì, il direttore. Giuseppe Alessio Nuzzo è un ragazzo di 25 anni, che 5 anni fa ebbe l'intuizione di creare una kermesse dentro cui si potessero fondere in modo perfetto il cinema, i giovani, la valorizzazione del territorio.

Bisogna dire che ci è riuscito. E senza voler scimmiottare Giffoni, rivendica con orgoglio l'importanza della sua mission. Un tema di anno in anno diverso, il coinvolgimento mirato dei giovani attraverso workshop ed incontri con i protagonisti del grande schermo, girare il mondo a portare il "verbo" del Social praticamente ovunque.

Quest'anno ha regalato alla cittadina costiera il concerto del Premio Oscar Bacalov, ha trasformato la spiaggia in una cinema all'aperto, con le sedie a sdraio a sostituire le tradizionali poltroncine, ha organizzato dei movie tour, giri turistici per la costiera, sui luoghi che da sempre sono stati scelti come location naturali per film di ogni genere e nazionalità. Da De Sica a Pierce Brosnan, passando per Totò e Pier Paolo Pasolini.

Offre alla città un vero e proprio red carpet, dove sfilano i volti noti del cinema e dello spettacolo. In un angolo della Piazza ha installato il Wall of Fame, una parete che si sta riempiendo con le firme dei divi partecipanti. Dalla Cucinotta a Franco Nero, passando per Isabella Ragonese e Giancarlo Giannini, fino alla coppia Scamarcio-Golino, con quest'ultima madrina dell'edizione appena conclusa.

Sarà che è forse la magia del cinema che rende questo festival, un grande evento. Che merita di essere vissuto, fosse solo per godere della bellezza e pace di questi luoghi, per trovarsi fianco a fianco con personaggi che siamo abituati a vedere solo su uno schermo, per passare notti infinite e senza tempo nella piazza cittadina, trasformata nel set immaginifico di un dopofestival dove, ve lo assicuriamo, si parla di cinema tra un birra ed uno spritz, in mezzo ai ragazzi delle giurie e dei workshop, una marea azzurra come il colore delle t-shirt ufficiali, donate stavolta anche alla stampa.

Eh sì ha ragione il direttore, «a Vico si respira aria di cinema». Peccato respirare aria salubre solo sette giorni l'anno. Ma è vero pure che è bello attendere questo "venticello" che mitiga anche il più afoso caldo. Perchè la macchina non si ferma, e da domani si pensa già all'edizione che verrà.

Negli occhi del cronista, bagnato fradicio dal caldo di questi giorni, cui nulla hanno potuto i bicchieri d'acqua sulla Terrazza Cucinotta, luogo magico dove la stampa incontra i protagonisti, resteranno le lacrime di Alessandro Haber mentre ricorda l'amica Monica Scattini, il profilo inconfondibile di Liliana De Curtis che ha ricordato quel genio della comicità che è stato suo padre, Totò. Ma più di tutti le parole di Leo Gullotta.

L'artista siciliano ha lanciato un messaggio ai giovani: «Vogliono crescere e studiare grazie ai sacrifici dei genitori, ma se non sei il figlio di o il nipote di, sei fregato. I giovani non vanno via per una speranza, come si faceva prima, ma per esasperazione!». E invita loro a riappropriarsi della propria vita perchè «non è degli altri».

L'ultimo scatto sul palco, la telefonata di Francesco Munzi, regista del premiato Anime Nere, film difficile e coraggioso, in un tempo in cui manca il coraggio, in ogni cosa. La notta si alza su Vico Equense, le sedie sono quasi tutte impilate, da lunedì si torna alla normalità.

Ma io attendo già il prossimo anno. Eh sì, questo festival è tanto Social quanto magico. Maledettamente magico.