in foto: Immagine tratta dal web

L’insicurezza del vivere ci porta a voler fuggire dalla realtà, chi di noi non ha pensato di andarsene per non ascoltare né vedere più nulla? Il bombardamento dei media, che giustamente fanno informazione, fa aumentare la nostra ansia. C’è chi resiste e non molla, ma c’è anche chi fugge nella droga o chi si stordisce di web. Non è una novità: esiste la dipendenza da social network che porta a credere, e questa è la vera “patologia”, di essere onnipotenti. Osservo spesso, per questioni di studio sulla comunicazione, i ragazzi con lo smartphone o l’i-phone in mano e l’auricolare nell'orecchio: non capiscono nulla se rivolgi loro la parola perché sono assorbiti dal mondo virtuale. Assumono un’espressione inattiva, lo sguardo è perso, la mimica facciale è assente, e poi credono che basti un profilo pubblico e qualche foto per essere nel mondo. Gli adulti l’hanno presa ancor peggio. Molti sono convinti che, con a disposizione l’uso dei social, si possa dire grandi verità inconfutabili. Ognuno sostiene la propria, a volte offendendo, mentendo, fingendo e sproloquiando. Insomma, il web, che poteva essere un mezzo per agevolare la comunicazione, ci sta portando verso l’ignoranza e l’arroganza. Non voglio negare il diritto sacrosanto alla libera espressione, ci mancherebbe! Ma non si può sentenziare e criticare senza possedere un minimo di competenza nella materia in cui ci si vuol cimentare. Qualcuno ci aveva insegnato: se ti porgono una domanda e non sai rispondere, ammetti la tua lacuna, farai più bella figura. Sembra di parlare del paleocene, ma come fa a tornarmi alla memoria un’idea così balzana? Come posso fantasticare che chi parla sia competente? Sono una filosofa preistorica e illusa, o davvero possiamo cambiare rotta e rimetterci a leggere, o magari studiare, i libri? Dobbiamo leggerne tanti però, per istruirci, nutrirci e imparare. Ricordiamo che anche i libri più brutti hanno un gran pregio, quello di far recuperare il senso critico: a partire dal nostro.

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Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata