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10:30

ROI: La confusione dei Social Media [La fine del Web 2.0]

Usare i Social Media per aumentare la visibilità del Brand non significa vendere tramite i Social Media, ma porre le basi per farlo ...

Non ho mai apprezzato il termine 2.0, ma questa è un’altra storia …

Non ho mai pensato che si potesse fare

Marketing con il Web, ma questa è un’altra storia ancora …

Non ho neanche mai pensato che i Social Media potessero essere il modo più semplice per dare visibilità ad un’azienda, eppure …

Eppure mi è capitato di seguire lectio magistralis sul buon uso dei Social Media come contesti (IN)naturali di persone.

ROI: La confusione dei Social Media [La fine del Web 2.0].

Precisamente, stiamo parlando di attività artificiose che le persone fanno per ottenere un’incerta visibilità.

Immagini davvero che qualcuno voglia dialogare con un Brand? Eppure c’è stato chi per un tempo ha manifestato questa possibilità.

Mettiamo il cliente al centro del processo decisionale … gridavano …

Ma su, dai, credi davvero sia così perchè le persone hanno la facoltà di scrivere su una bacheca facebook, o nel proprio blog,  le loro lamentele?

Se lo pensi davvero, lasciami dire che sei molto ingenuo … una società terrà conto delle lamentele dei clienti solo quando vedrà compromessa la propria vitalità … come nel caso di Mosaico arredamenti, Patrizia Pepe e molti altri. Fino ad allora se ne sbatterà altamente di te e delle chiacchiere da bar.

Ad un certo punto, però leggo, attraverso una fazione di “integralisti web”, dell’inefficienza dei Social Media come “strumenti” per vendere, semmai ce ne fosse stato bisogno di avere conferma con i dati.

È qui che mi perdo …

Ho studiato, tra le altre materie inutili, anche stitistica … e devo ammettere che mi ha sempre affascinato la retorica dei numeri come strumento di persuasione.

I numeri, come strumenti matematici, sono la dimostrazione “concreta” per dimostrare una tesi … forse.

I Social Media, a mio parere, permettono di osservare sociologicamente l’egoismo umano, ma questo è un discorso filosofeggiante che vi risparmio.

Daniele Vinci

Tornando a noi, per vendere “qualcosa” serve che chi fa l’offerta abbia più informazione di chi acquista, altrimenti chi acquista ha un potere contrattuale maggiore potendo scegliere.

Se, come è vero, i Social Media sono utilizzati da persone e le persone sfruttano queste piattaforme anche per scambiare informazione come può un’azienda pensare mai di “persuadere” con i propri annunci spot? Basta condividere link, basta solo invogliare i “mi piace”?

Ovviamente no!

La dimostrazione fatta da Alessandro Vitale non lascia, apparentemente, dubbi sulla questione “referenzialità” dei contenuti … ma il ROI è un’altra cosa.

Il ROI è un indice economico per valutare l’efficienza e l’efficacia economica di un’operazione. Se volessimo, per assurdo, forzare la mano si potrebbe dire che il

ROI:Web=Soldi:Tempo

I Social Media possono essere usati in due modi:

  1. Pagando qualcuno che lo faccia per conto dell’azienda
  2. Formando qualcuno dell’azienda affinché li gestisca investendo del tempo

In entrambi i casi la variabile economica è il tempo.

Più tempo investi usando i Social Media più avrai possibilità di aumentare la conoscenza del Brand. Usare i Social Media non è una questione analitica, come avviene per Google Adwords, ma è una questione di strategia, di contesto e di saper confrontarsi rispettando il parere altrui.

La conoscenza del tuo Brand è direttamente proporzionale alla capacità di interazione ed al numero di persone con cui riesci ad interagire.

Daniele Vinci

Ecco, allora che è possibile dimostrare che il ritorno “economico” nell’uso dei Social Media è di tipo “immateriale”. Perché far conoscere il Brand non comporta necessariamente che si possa vendere di più. È solo il presupposto da cui partire …

E qui, so già, che tutta quella parte razionale di economisti si strapperà i capelli … Soldi, Soldi, Soldi servono soldi all’azienda non cose immateriali … grideranno.

Io trovo molto interessante, invece,  il sistema utilizzato da alcune aziende online, in particolare gli outlet online, che offrono sconti e sbloccano badge a chi condivide tramite piattaforme social i propri acquisti.

E se questa fosse un’interpretazione corretta dei Social Media a scopo di generare nuove acquisizioni?

Quanto può essere invitante sapere che il mio amico ha comprato un prodotto a prezzo scontato da un sito x?

Che valore economico ha quest’azione per un’azienda?

Riuscire a trasferire il dialogo da

Azienda verso Cliente a

Acquirente verso Conoscente.

Questa è la chiave di volta del web!

Ecco quindi che l’interpretazione del ruolo dei Social Media si trasferisce da semplice “scatola chiusa” a “cassa di risonanza”. Da scatolette di fuffa e fuffologi che impartiscono lezioni di marketing a “sistema di fidelizzazione orizzontale”.

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Secondo me i Governi lo capiscono, è solo che non gli interessa. Startup è un termine che vuol dire "sperimentare" e sappiamo bene che non si vuole sperimentare niente di nuovo, perché il “nuovo” spaventa e non si conosce.


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