Il nostro paese ha una superficie di oltre 300.000 chilometri quadrati, di cui il 2,4 % circa è composto da acque. Trattandosi di una penisola stretta e lunga, non c'è nulla di cui meravigliarsi in questi dati, di fatto l'Italia è (diversamente da quel che credono in molti) il paese, membro della comunità Europea, con il maggior numero di acque balneabili – circa ¼ del totale – e questo grazie ai quasi 7500 km di coste, che rendono l'Italia il terzo paese in Europa per estensione costiera, seconda solo al Regno unito e Grecia.

La costa italiana non è ovviamente costituita da sole spiagge, esistono anche numerosi porti, militari e civili, turistici e commerciali, fondamentali per l'economia del paese. Un economia basata in gran parte sul turismo, forte delle numerose città d'arte presenti lungo la penisola, oltre che dalla presenza e l'esistenza di un mare limpido e cristallino che bagna quasi ogni angolo del paese. La commissione tra porti e spiagge, per un occhio disattento, potrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, com'è possibile far coesistere due realtà tanto diverse e lontane e sfruttare comunque al massimo ogni angolo costiero ?

Qualcuno potrebbe pensare che là dove sorge un porto, di qualunque natura esso sia, difficilmente esisteranno zone atte alla balneazione, e pure, gli esempi di una perfetta coesione tra le due forze sono numerosissimi e mostrano la capacità eccezionale di utilizzare al massimo le risorse costiere disponibili. Di fatto creare un porto non significa escludere la possibilità di balneazione, ma anzi, può diventare un valido incentivo al turismo, attirando bagnanti e turisti da tutto il paese (e non solo).

Un'eccellenza in questo senso è rappresentata probabilmente dalla riviera Ligure, la cui conformazione particolare, ricca di insenature naturali, sembra rendere la regione perfetta per la creazione di porti, non è dunque un caso se la regione Liguria ospita nel proprio territorio più di trentacinque diversi porti, più o meno grandi. Sul versante occidentale della regione, località turistiche di alto profilo, come Bergeggi nel savonese, ma anche la vicina e più famosa Sanremo, sorgono a poche decine di metri da imponenti porti turistici e scali marittimi, o ancora, l'intera area di Savona, incastrata tra due porti, la cui presenza non influisce minimamente sulla sicurezza, la pulizia e la qualità di quelle acque che si presentano come l'ultimo italico tratto di costa azzurra.

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La punta all'occhiello di questo angolo di mare, è certamente il principato di Monaco, situato nel cuore della costa azzurra, e ad un passo dalle coste italiane, condivide le poche centinaia di metri di costa e le sue acque tra area balneabile e area portuale, la netta divisione delle due aree adiacenti, ed il rispetto della legge e delle norme ambientali da parte dei diportisti, rende la balneazione sicura e mantiene le acque pulite.
Una situazione analoga possiamo riscontrarla lungo tutta la costa ligure fino al versante opposto del golfo, dove località del calibro di Portovenere e Lerici hanno ormai da tempo attuato la stessa soluzione, garantendo ai propri bagnanti una sicura discesa in acqua a pochissimi metri dalle imbarcazioni.

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Un uso intelligente dello spazio disponibile ha permesso a queste località di massimizzare le proprie entrate, dando piena soddisfazione al turismo senza venir meno alle richieste dei locali, si è dunque giunti ad un ghiotto compromesso che ormai da generazioni, non fa altro che portare vantaggi e lustro a queste magnifiche località, immerse in una cornice naturale come poche in Italia e riuscendo a fare ciò che altrove, non si è neanche in grado di pensare.