Non è facile tenere unite in un amorevole abbraccio, scrittura narrativa scorrevole, ispirazione poetica ed esperienza autobiografica: Emma Fenu lo fa con grande abilità nel suo romanzo Le dee del Miele (ed. Milena). Un libro che è testimonianza della figura femminile e della sua eterna missione a favore della famiglia e della comunità tutta. Una solidarietà messa in luce nei diversi strati sociali ma che s’impara osservando, non solo con gli occhi, le donne che lavorano per estrarre il miele dai favi: operazione materna che nelle figure femminili di questo libro diventa fiera capacità di far nascere e ri-nascere. Come il latte è originato dai seni generosi, così il miele è prodotto dalle api per nutrire l'alveare: un cibo che si fa simbolo, metafora del donarsi per nutrire la Vita. Un emblema del materno che pervade le altre interpretati di questa saga familiare dove le donne madri sono forti e dolci come il miele, inconsapevoli dee della sacralità del mettere al mondo la vita, coscienziosamente genitrici al di là del parto. Si può essere madre anche senza partorire. Emma Fenu, dea del miele, ci offre un libro che sa mettere in luce il senso più profondo, antico e moderno, eterno e mondano, della Maternità e del suo valore al di là di ogni stereotipo. Un romanzo con tracce autobiografiche capace di salvare, traghettandolo, il ricordo di un'infanzia sfamatasi di miele: di dolce cibo divino dei sentimenti. E le dee del miele diventeranno idee e pensieri su cui ritornare.

Emma Fenu, “Le dee del miele”, Milena Edizioni 2016.