Per associazione, quando penso alla liberazione dell'Italia dai nazi-fascisti (ad opera dei partigiani) penso ad una frase attribuita a Eleanor Roosevelt: “Do one thing every day that scares you”. Più o meno: fai ogni giorno una cosa che ti spaventa. E dunque, tornando al collegamento, penso: quelle donne e quegli uomini non hanno avuto paura di non farcela? Ho sempre riscontrato alcune difficoltà, caro lettore, a parlare o ad esprimermi sulla liberazione, su qualcosa che non ho vissuto ma che ho studiato, su qualcosa di cui ancora oggi continuo ad ignorare qualcosa nonostante la possibilità, delle volte anche scarsa, di documentarmi.

Ogni 25 aprile si festeggia l'anniversario della liberazione, si celebra un vincolo rotto, sciolto, spezzato, costato risorse umane e sacrifici. Oggi, da quel vincolo, alcune cose le abbiamo cancellate, modificate, stravolte. Basti pensare ad un concetto differente di liberazione che proponiamo per l'occasione come quella di unire la lotta di liberazione al nazi-fascismo con l’emancipazione nel mondo del lavoro: è questo, infatti, il senso dell’iniziativa “Liberazione – Lavoro”, promossa da ANPI, Filcams-Cgil e altri enti in Campania. Comunque non bisogna dimenticare ed è per questo che due anni fa con RacaleCAM facemmo un lavoro di ricerca su quelle donne e quegli uomini che a Racale contribuirono alla liberazione dell'Italia.


a cura di Robert D'Alessandro e Mattia Chetta

Settantadue.
Settantadue candeline per la Resistenza, per il coraggio e la determinazione di molti concittadini che per regalare una Patria libera hanno scelto di allontanarsi dall’affetto delle proprie famiglie e, in alcuni casi, scegliere di morire.

Non c’è una data che stabilisca quando la Resistenza iniziò. Come scrisse Piero Calamandrei, semplicemente, «Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini». La lotta partigiana in Italia fu caratterizzata dall’impegno unitario di tutto il fronte delle opposizioni che il fascismo con la violenza e la persecuzione aveva tentato di stroncare con ogni mezzo.

Cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici, trovarono intesa ideale e organizzativa sotto il comune obiettivo della democrazia e della libertà. È in quella scelta che si trovano le radici dell’Italia repubblicana. È grazie a quella scelta, infatti, che venne a costituirsi il Comitato di Liberazione nazionale che dopo la cacciata dei nazisti e del fascisti fu la culla per il primo parlamento democratico e la fucina feconda della nostra Costituzione.

In questi anni abbiamo osato parlare a sproposito usando le parole “Resistenza”, “Libertà”, “Liberazione” e, avvalendoci di frasi e citazioni di personaggi importanti, cercheremo di capire il significato vero dei termini tentando di risolvere un problema: oggi, 25 aprile, ci sono ancora nemici da affrontare. La mancanza di memoria e l’assenza di verità. E, prima di continuare, permettetemi di riportare una frase particolare, a proposito di mancanza di memoria: oggi la nuova resistenza – disse Sandro Pertini – in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!

Partigiani e Deportati Deceduti
di Racale (LE)
nella Guerra di Liberazione contro il nazifascismo