Secondo la Harvard Business Review, negli Stati Uniti l'eccesso di management costa 3.000 miliardi di dollari all'anno, nel senso che comporta 3.000 miliardi di dollari di risultati economici in meno. L'eccesso di burocratizzazione delle aziende, dice la HBR, impedisce lo sviluppo del 17% del PIL statunitense. Estendendo la stima a tutti i 32 paesi dell'OCSE si arriva a 9.000 miliardi di dollari. I dati dicono che negli stati uniti c'è un manager (o un supervisore/coordinatore) ogni 4,7 lavoratori e questo esercito di manager drena il 30% del costo del lavoro. Ma quale potrebbe essere un rapporto equilibrato tra management e forza lavoro? Analizzando i casi delle aziende innovative un rapporto di 10 a 1 sembra un buon target.

In che modo la burocratizzazione frena lo sviluppo? Su questo la HBR ci dice che:
1. appesantimento: troppi manager, amministratori, middle manager
2. attrito: troppo lavoro che rallenta il processo decisionale
3. isolazionismo: troppe attività riguardano questioni puramente interne
4. dis-empowerment: troppi vincoli limitano l'autonomia
5. avversione al rischio: troppi vincoli limitano l'assunzione di rischi
6. inerzia: troppi impedimenti frenano il cambiamento
7. politica: si spende troppo tempo a costruire reti di potere

Non è facile misurare questi costi ma non per questo non si può fare. La HBR ha allestito un assessment per misurare il BMI, il Burocracy Mass Index. Questo perché non si può parlare di fenomeni e cercare di contrastarli senza averne una misura, anche approssimativa, sulla quale fondare un processo di cambiamento serio ed efficace. Inoltre va detto che il contrasto al costo dell'eccessiva burocratizzazione non prenderà il via fino a quando i portatori d'interesse, interni ed esterni, non ne saranno pienamente consapevoli. Dunque un metodo di stima va inevitabilmente allestito. Non resta quindi che affrontare l'assessment, che si trova qui, e mettere alla prova la propria azienda.