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Alcuni ricercatori del Missouri University of science and technology, hanno studiato le possibili conseguenze di un’intensa vita online (articolo pubblicato sul New York Times). L’esperimento è stato condotto su 216 studenti , reclutati all’interno della stessa università, facendo compilare loro una serie di questionari di psicologia.

Il trenta per cento dei ragazzi, soffriva  di sindrome depressiva e gli altri esaminati, avevano invece sofferto in passato di qualche episodio depressivo, praticamente nessuno sembrava essere immune. Hanno poi correlato la modalità di utilizzo di internet, delle chat, delle app , dei social network e soprattutto la frequenza con cui questi giovani, aprivano la posta elettronica.

I soggetti depressi, aprivano di continuo la posta, con modalità convulse, frequenti e continue; girovagavano da un sito all’altro con fare nevrotico ed ansioso e trascorrevano  molto più tempo, rispetto ai ragazzi non depressi, su internet, su youtube, su facebook ed a giocare con i video giochi. La conclusione è che giovani che soffrono di deflessione del tono dell’umore, navigano nervosamente e nevroticamente, nel web.

Lo studio è sicuramente molto interessante e fa riflettere anche noi adulti, ma da psicologa credo che non sia così unidirezionale il rapporto causa-effetto tra vita online e nevrosi da posta, a mio avviso giovani e non, con personalità più fragili e con tratti di insicurezza e scarsa autostima, fanno un uso, anzi abuso, del mezzo informatico, che nel tempo, concorre a rinforza la sintomatologia depressiva ed ansiosa. Una diagnosi differenziale, sarebbe sempre da effettuare, caso per caso.

Internet, è un luogo simbolico di incontri, di frequentazioni, di spionaggio autorizzato delle vita altrui, dell’apparente comunicazione giovanile, ma in realtà cela molte “solitudini mascherate”.

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