Il Sud Italia è un territorio ricco di storia, cultura, fare artigiano e genialità imprenditoriale.  Rispetto al Nord abbiamo una sola grande metropoli (Napoli) ed una concentrazione di bellezze naturali e storiche in tanti piccoli borghi di eccellenza. Gli studiosi in materia utilizzano il termine "centri storici minori".  Affinchè le bellezze siano fruite occorre tuttavia immaginare una promozione adeguata, fatta di programmazione e di volontà costruttiva.  Gli anni Ottanta sono stati una sorta di falsa chimera per tante piccole realtà del Sud in cui il fenomeno delle seconde case ha arricchito pochi costruttori, "cementando" di fatto la possibilità di uno sviluppo differente, sostenibile ed improntato su canoni di bellezza estetica e contenutistica. L'ultimo ventennio non è stato facile tuttavia per il Sud. L'offerta turistica di realtà come Grecia, Croazia, Spagna hanno pian piano cannibalizzato le velleità di realtà che hanno improntato la propria offerta esclusivamente sulla bellezza naturale, senza immaginare iniziative e contenuti in grado di essere efficacemente alternative alla crescita delle grandi mete internazionali. 

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: flussi turistici deviati all'estero e seconde case come mero dormitorio senza alcuna valenza economico-finanziaria per il territorio.  Ma come sempre accade, le persone di buona volontà e di lungimirante visione imprenditoriale, provano ad organizzarsi ed a creare insieme al pubblico , alternative valide a questo calo di interesse. La prima sfida da vincere è la destagionalizzazione dell'offerta: perchè puntare esclusivamente sul mare, sulle spiagge, sulla bellezze ammirabili pochi mesi all'anno senza immaginare di integrare questo splendido tesoretto con un'offerta diversificata anche nei periodi tipicamente no turist ?   E' questa la sfida che Praja a Mare , importante centro turistico dell'alto tirreno cosentino ha vinto organizzando negli ultimi due anni una serie di iniziative che hanno calamitato l'attenzione non soltanto dei turisti ma anche dei piccoli centri nel raggio di almeno un centinaio di km.  

La più recente è il PRAJA CHRISTMAS VILLAGE ,  kermesse natalizia che intende valorizzare la produzione locale di prodotti artigiani ed enogastronomici  attraverso una leva di efficacia trasversale dai 5 ai 90 anni: la musica.  Ecco concerti, serate di cabaret, iniziative di giovani talenti.  L'aspetto più interessante di questa iniziativa che ha visto protagonista l'Associazione "Enjoy Praja" è stato proprio il coinvolgimento indiretto dell'intero comprensorio.  Ecco che un piccolo gioiello come la cittadina di Praja a Mare già meta turistica di valenza nazionale nel periodo estivo, ha saputo diversificare la propria offerta, attraendo turisti in un periodo tradizionalmente "riservato" ai fortunati prajesi. 

Come accade in ogni piccolo centro l'iniziativa ha visto anche pareri non favorevoli: c'è chi vede il turismo come un fenomeno di disturbo della quiete.  Una lettura più attenta dei dati dovrebbe in realtà ribaltare questa logica:  valorizzare l'artigianato, creare attrazione per il commercio locale, far girare moneta nel food e nel divertissemen è una leva importante per creare occupazione e valore aggiunto.  E' un caso differente da quello di città in cui il turismo mordi e fuggi non crea di fatto economia ma solo marketing. Chi visita il Praja Christmas Village conosce Praja e spende sul posto in prodotti locali.  Ci sarà più gente ai bar, più acquisti di prodotti artigiani e gastronomici. Molti giovani potranno fare esperienza e capire come il turismo va programmato e preparato e non può essere legato esclusivamente a comunicazione social.  Il fare deve andare di pari passo con la promozione off ed on line, altrimenti il tutto rischia di divenire un grande autogoal. 

Il Praja Christmas Village ha una durata di 30 giorni : ed è questa la chiave di lettura vincente. Non un mero fine settimana ma una programmazione di lungo periodo, in grado di valorizzare tanti aspetti.  La dimensione dell'iniziativa è perfettamente percepibile visitando qualche altro centro turistico non troppo lontano da Praja che non ha avuto la stessa attenzione da parte dei curiosi.  A Praja hanno dedicato attenzione non soltanto dalla Campania, ma anche da Scalea, Diamante, San Nicola Arcella, Tortora ed ancora Maratea, Lagonegro, il comprensorio del Cilento e via dicendo.   A dire il vero….qualche comune ha organizzato piccole iniziative proprio immaginando di utilizzare l'effetto scia dell'iniziativa di Enjoy Praja. 

Ed allora nasce un nuovo modo di concepire la valorizzazione del territorio. Come affermato dal giovane studioso di dinamiche turistiche Angelo de Presbiteris nel suo affondo su https://povemergenti.wordpress.com/2016/12/14/event-tourism-e-praia-a-mare-puo-rinascere/   queste iniziative hanno un grande valore strategico: quello di dimostrare con i fatti che il "fare" è possibile e che soltanto facendo si crea valore aggiunto per il territorio e per i suoi abitanti.   Ed allora tutto il territorio dell'alto tirreno cosentino, può vivere un momento d'oro a patto che si riesca a fare rete. Soltanto se l'esempio di Praja sarà considerato come riferimento per una serie di iniziative destagionalizzate, magari legate tra di loro per una grande offerta di un territorio vasto e ricco di cose belle da mangiare, da vedere e da vivere……..allora si potrà parlare di rinascita del Sud e della sua capacità di competere con l'offerta turistica internazionale secondo standard di sostenibilità, che non impattino negativamente su ambiente e modus vivendi dei cittadini.