Le sessanta poesie della silloge “Oltre la curva del tramonto” descrivono diverse realtà attraverso uno stile molto riflessivo e introspettivo. L’intento della scrittrice Aurora Cantini è quello di portare il lettore a vivere forti emozioni e riflessioni senza versi in rima ma facendo uso di enjambements che spezzano il pensiero in più parti.

Ogni poesia poi, ha una sorta di introduzione che spiega il contesto oppure da chi o cosa è stata ispirata l’autrice. Molto spesso si legge che le statue dello scultore Luigi Oldani sono state le principali muse per la vena poetica della Cantini. La silloge è ricca di significati e affronta tematiche diverse: si passa dall’aspetto astratto religioso dell’Eden, di Maria e di Gesù all’aspetto concreto della realtà di tutti i giorni con versi dedicati ai lavoratori. Minatori, contadini e allevatori: tutti mestieri dove l’uomo è a stretto contatto con la natura e gli animali. Cantini si immedesima nelle situazioni degli altri, raccontando, per esempio, di un uomo sulla sedia a rotelle, “intrappolato nel guscio vuoto del dolore”.

Un linguaggio semplice, ma con interessanti accostamenti e giochi di parole, caratterizza le poesie in prosa dell’autrice, un ritmo che segna il racconto in libertà. La silloge è caratterizzata da un tipo di poesia perlopiù rurale e immerge i personaggi nella natura che descrive nelle sue infinite sfaccettature.  Aurora Cantini ha pubblicato tre libri di poesie: “Fiori di campo”, “Nel migrar dei giorni” e “Uno scrigno è l’amore”. Un libro di narrativa “Lassù dove si toccava il cielo” e il romanzo “Come briciole sparse sul mondo” sulla tragedia delle Torri Gemelle.

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