L' arrivo di Ntv, con i suoi treni ad alta velocita Italo, sono stati presentati come una liberalizzazione del mercato nel settore trasporti. «Finalmente un concorrente del monopolista Trenitalia», hanno gridato e auspicato i più. Una curiosità, e magari anche una speranza, serpeggiava soprattutto tra i pendolari nella Napoli-Roma. Circa 3mila campania ogni giorno si recano nella Capitale per lavoro: operai, insegnanti, professionisti e studenti. Pagano 356 euro mensili, non hanno il posto a sedere e sono il terminale dei tanti disservizi (ritardi, rallentamenti, etc…) che si registrano in percentuale maggiore per chi viaggia ogni giorno e non sporadicamente.

Ebbene, la prima speranza era riferita proprio al costo del ticket mensile. Invece a fine agosto è arrivata la sorpresa: con Italo l’abbonamento costa 362 euro con obbligo di prenotazione e con una serie di limitazioni. A spiegare bene la faccenda e a rappresentare lo sconcerto è stato un pendolare che così ha scritto sulla pagina facebook di Ntv-Italo: «I pendolari sono molto delusi dal vostro lancio degli abbonamenti Napoli-Roma: prezzo superiore al concorrente, necessità di chiamare per il posto prima di partire, e se non c'è posto si aspetta il successivo per tornare a mezzanotte a casa?
Noi lavoriamo e non viaggiamo per piacere. Poi ci sono ancora pochi treni ad orari scomodi, insomma noi andiamo a lavoro a roma tutti i giorni e ci servono treni frequenti e un abbonamento che ci permetta di arrivare in stazione all'ultimo secondo e partire anche in considerazione dello schifo che è il trasporto regionale e locale. Facevate prima a dire non facciamo abbonamenti. Oppure è il primo passo per fare cartello a vicenda con Fs?». Insomma, alla luce di quanto scritto il dubbio finale è legittimo: come mai un nuovo attore che arriva sul mercato ha prezzi superiori al concorrente? Come mai al costo maggiorato si aggiungono tutte queste limitazioni? Eppure ci avevano spiegato che il meccanismo del mercato e della concorrenza si esercita in maniera completamente contraria. Luca Cordero di Montezomolo parlava così lo scorso 20 aprile: «Noi dobbiamo raggiungere il 20-25% del mercato entro il 2014».

Ma visti i costi attuati, in tempi di crisi e il numero determinante di pendolari sulla tratta Napoli-Roma, sarà un obiettivo impossibile da raggiungere. Oppure, ancora una volta, al pupillo di Angelli come all’ex sindacalista Mauro Moretti (Ad di Trenitalia) interessa solo “il treno pieno di Signori” cantato da Francesco Guccini nella famosa “Locomotiva”.