in foto: Patto Mc

L'hip hop e il rap, come quelli di una volta: questa può essere una prima lettura di ImPatto, il nuovo disco di Patto MC. Il tutto è stato anticipato da Chiù Tuost ‘e lor, il primo singolo estratto dall'opera a cui hanno preso parte anche Rocco Hunt (Tutt ‘E Vie), Zulu dei 99 Posse (Distanti) e E-Green (Dubsmash).

Benvenuto, Patto. Partiamo subito con una domanda sul tuo ultimo album: qual è la sua genesi?

«ImPatto è nato con l’intento di fare un album che restasse nel tempo, ed è nato circa un anno e mezzo fa con la canzone Pusher, da lì a seguire gli altri testi».

C’è un filo conduttore che accompagna tutta l’opera o ogni traccia ha una storia ha se stante?

«Io scrivo in base all’ispirazione che mi dà il beat, ma in effetti le storie che racconto in questo album e i temi che tratto parlano tutti di vita vera. Di vita vissuta. Senza lasciare spazio a “ bugie" nate solo per divertire l’utente».

Diverse sono le collaborazioni che accompagnano il disco, tra cui Rocco Hunt e E-Green. Inoltre, in passato, hai lavorato con Clementino. Quanto sono fondamentali queste collaborazioni nel tuo percorso?

«Beh, per un rapper le collaborazioni sono importantissime, anche se sono dell’idea che se non spacchi puoi collaborare pure con Eminem, ma resterai sempre là».

Chiù Tuost ‘e lor è il primo brano estratto dall’opera, in cui parli della degenerazione della condizione umana. Stiamo andando così tanto allo sbando? 

«Anche peggio, secondo me, solo che la merda che conosciamo noi è solo la punta dell’iceberg. Pessimista? Affatto. Realista (ride)».

Il tuo è un singolo molto attuale, e quindi credo la domanda sia pertinente: quanto i social network hanno contribuito a deteriorare la nostra condizione di umanità? E quali sono le altre ragioni della nostra disfatta?

«I social hanno portato più distruzione che benefici nelle nostre vite. Chi li usa con intelligenza e criterio, può fare mille passi avanti rispetto al passato. Di contro però ti misurano con i like non più con il talento. È tutto diventato una gara dell’apparire e non c’è privacy. Le ragioni della nostra disfatta? È una domanda che per rispondere mi ci vorrebbe una giornata intera (ride)».

Patto MC
in foto: Patto MC

In cosa possiamo riscoprire la speranza per un futuro migliore?

«La speranza di un futuro migliore? Rischio di cadere nel banale, ma è senza dubbio l’amore, il tornare a fidarsi un po' di più del prossimo, fare unione».

Domanda più generale: in che condizioni versano l’hip hop e il rap in Italia? Rispetto ai tuoi anni d’esordio, i Novanta, com’è cambiata la scena musicale?

«Prima c’erano le jam, tutti insieme si voleva dare qualcosa senza ambire a fare i milioni, si respirava un'altra aria, c’erano i più bravi, ma nessuno era vip, oggi ci sono solo concerti ed i rapper diventano personaggi».

Patto MC
in foto: Patto MC

Negli ultimi anni, molti dei rapper divenuti noti al grande pubblico hanno origini campane o, comunque, del Sud Italia. A tuo avviso, da cosa dipende? 

«Secondo me, gioca forza un dialetto in grado di inserirsi perfettamente nei canoni artistici e musicali del rap e dell’hip hop. Mah, penso dopo tanti anni di supremazia di rap milanese e romano, era ora che toccasse pure al sud, in particolar modo alla Campania, che straripa di rappers in gamba. E ovviamente si, il nostro dialetto è fatto per il RAP».

A livello musicale, Salerno è una città importantissima. Quanto ha influito questa componente sul tuo percorso artistico? 

«Come in ogni città ci sono movimenti musicali, e Salerno ne è stata sempre piena, quindi la mia formazione non è dovuta solo al mio contesto. Anche se purtroppo, non essendo una metropoli, è molto più difficile emergere».

Patto MC
in foto: Patto MC

E credo anche che l’old school italiana sia stata centrale nella tua formazione…

«Ovviamente, nascendo come rapper nel 96, l’old mi ha generato, ispirandomi molto ai messaggeri della Dopa, ma sono stato sempre a guardare di più gli Americani che gli italiani».

Riusciresti mai a concepire il rap e l’hip hop all’interno di format televisivi come X-Factor o The Voice. 

«Io purtroppo ancora no, anche se so che la tv è il mezzo più potente per portarti al successo. Le ospitate invece ci potrebbero stare, apparizioni, ma non partecipare».

Domanda a bruciapelo: SIAE o soundreef?

«Se consideriamo che mafia è la siae, beh..anche se a me non è che entrerebbero comunque tutti ‘sti soldi!».

Anticipazioni sul futuro? 

«Per ora pensiamo a realizzare i video dei brani di ImPatto, e poi vediamo. ImPatto è un discorso appena iniziato».

Patto MC
in foto: Patto MC