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Mobilità e sicurezza: attenzione alle auto più anziane

Le auto delle generazioni scorse non dispongono degli ultimi ritrovati tecnologici in tema di sicurezza attiva e passiva. Le utilitarie, in particolare, non sono in grado di proteggere sufficientemente gli occupanti in caso di collisione.

Mobilità e sicurezza: attenzione alle auto più anziane.

L’automobile rappresenta il principio portante della moderna mobilità. Senza auto non potremmo vivere, ma accade, talvolta, che le stesse auto diventino il tragico palcoscenico di vite distrutte anzitempo. Parliamo di sicurezza. Le auto moderne hanno fatto passi da gigante in questo ambito sull’onda dello sviluppo tecnologico, della rincorsa dei Costruttori alla differenziazione dei prodotti e della normativa in materia che, seppur lentamente, ha favorito la diffusione di dispositivi utili alla causa (vedi ABS). Sistema antibloccaggio in frenata, controllo di stabilità, airbag, cinture di sicurezza, deformazione programmata della scocca costituiscono i capisaldi della moderna ingegneria automobilistica in materia di sicurezza attiva e passiva. Oltre a tutta una serie di ritrovati che abbracciano svariate situazioni potenzialmente generatrici di pericolo: segnalatori per ovviare al problema dell’angolo morto degli specchietti laterali, informazioni e dati proiettati sul parabrezza, sistemi di visione notturna, avvisi nel caso di superamento involontario della carreggiata, sensori anti colpo di sonno, etc. La domanda è abbastanza scontata: nel processo di acquisto il consumatore che importanza attribuisce alla sicurezza? In un sondaggio del 2008, effettuato dall’Istituto Piepoli per Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), solo il 4% mette in cima gli standard di sicurezza tra i motivi principali che guidano la scelta. Un risultato che non deve risultare inaspettato per due ordini di motivo:

  • il consumatore dà per scontato che le auto moderne siano tutte sicure ;
  • il consumatore non considera (o solo in maniera lieve) la possibilità potenziale di subire un incidente;

Prima della sicurezza, i plus maggiormente considerati sono il buon rapporto qualità/prezzo, il design, consumi, fiducia nella marca. Spesso sono gli elementi immateriali, quelli in grado di differenziare lo status sociale ed economico del proprietario, a prendere il sopravvento su opzioni maggiormente razionali. Basti osservare come sia cambiata la comunicazione di certe case automobilistiche. La svedese Volvo, ad esempio, è passata da un advertising incentrato sulla sicurezza a concetti molto più emozionali: “From Sweden with love” per citare uno dei mantra utilizzati. Fatta questa premessa mi interessa aprire un punto che ritengo molto importante: la capacità di un’auto di risultare sicura in caso di impatto dipende da una moltitudine di fattori. Uno dei più rilevanti è la propensione delle parti strutturali ad assorbire l’energia cinetica posseduta dagli occupanti. Appare evidente come tale caratteristica sia direttamente proporzionale all’epoca in cui l’auto è stata concepita ed ingegnerizzata. Nel nostro Paese circolano oltre tre milioni e mezzo di veicoli con più di vent’anni di età e tra questi ci sono modelli che non rispettano le elementari condizioni di sicurezza. Auto come Fiat Uno o Fiat Panda della prima generazione (per citare prodotti nostrani ancora molto diffusi), hanno svolto egregiamente il loro compito: affidabili, parche nei consumi, sincere nella guida, versatili. Oggi, però, non più sono compatibili con gli standard della moderna mobilità per una serie di motivi:

  • non dispongono dei sistemi di sicurezza attiva e passiva più importanti;
  • le auto sono sempre più pesanti e di conseguenza pericolose per gli occupanti che ne subiscono l’impatto (una berlina media attuale pesa quanto una berlina di alta gamma di 10/15 anni fa);
  • peggioramento della rete stradale;

Voglio essere molto chiaro ed esplicito: gli occupanti di queste auto sono a sottoposti ad un enorme rischio potenziale, anche quelli estremamente accorti e rispettosi del codice della strada, comunque suscettibili ai pericoli innescati dalle scelte altrui. Sono consapevole che in questo momento storico auspicare la sostituzione di un’auto può sembrare un affronto per chi è costretto ad affrontare problemi di bilancio più impellenti, ma non posso esimermi da formulare un preciso invito: la prossima auto che acquisteremo (anche usata) diamo uno sguardo alle valutazioni di Euro Ncap (programma europeo di valutazione dei nuovi modelli di automobili) sulla sicurezza attiva e passiva delle auto e cerchiamo veicoli (anche anzianotti) in grado di tutelare gli occupanti per il tramite di una solida protezione strutturale. Almeno quella.

Nel video la prova Euro Ncap relativa alla Fiat 600 (modello 1998), una della auto più insicure testate dall’ente europeo sopracitato (una stella e mezzo sulle cinque disponibili). Si può osservare un impatto frontale a 64 Km/h in cui il 40% della larghezza frontale colpisce una barriera mobile deformabile. Da notare la “risposta” della cellula abitativa.

Approfondimenti: Vincenzo Basile

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