In arte Millo, Francesco Camillo Giorgino (Mesagne, 1979), è lo street artist che, grazie ai suoi giganteschi murales, ha ridato vita a zone spesso abbandonate di città come Torino, Milano, Bologna e Firenze e altre, nel resto del mondo.

Personaggi spropositamente grandi, in bianco e nero, distribuiti senza forma sulle grandi pareti dove Millo è invitato a dipingere. Ambienti anonimi e metropolitani che tornano a vivere grazie ai disegni di Millo e ai suoi personaggi sempre diversi per ogni opera realizzata. Un utilizzo quasi esclusivo del bianco e nero, con qualche rara punta di colore, un tratto pulito ed essenziale sono le caratteristiche del “pittore volante”, come lo street artist è stato definito dagli abitanti di un quartiere dove ha lavorato. Disegni infiniti e fuori scala che interpretano perfettamente l’ambiente circostante e ne lasciano trapelare la vera essenza. Periferie di grandi metropoli contemporanee dove il writer coglie i tratti più essenziali e li riporta nei suoi murales, ridando vita a zone spesso abbandonate e degradate.

Intorno ai murales il quartiere ritorna a vivere e i luoghi diventano spazi di aggregazione e incontro per gli abitanti del quartiere e non solo. Il Giardino delle Culture a Milano, ad esempio, tra via Morosini e via Bezzecca a pochi chilometri dal centro, è diventato un luogo dove fotografi, designer e creativi da tutto il mondo, si incontrano per shooting fotografici e dove le associazioni di quartiere organizzano letture di poesie, mercatini e altre iniziative per ridare vita a una zona che fino a qualche anno fa era nell’estremo degrado.

Black_coat_leather_fllirossetti_homepage - Copiain foto: Uno shooting fotografico al Giardino delle Culture (foto NonAprireQuellArmadio)

Anche alla Barriera di Torino, oltre 25 mila chilometri quadrati, Millo ha ridato vita a 13 facciate cieche del quartiere riqualificando la zona e riportando l’attenzione su un quartiere spesso dimenticato. Oggi l’Associazione Contrada organizza tour in bici e in bus per scoprire tutti i murales.

Un murales realizzato da Millo al quartiere Barriera di Torinoin foto: Un murales realizzato da Millo al quartiere Barriera di Torino

A Millo abbiamo chiesto come è nata la sua passione per l’arte di strada e dove i suoi sogni lo hanno portato fino ad oggi.

Come sei passato dall’architettura all’arte di strada

Ho sempre disegnato sin da bambino, crescendo ho fatto della mia passione il mio mestiere. Il mio percorso è stato piuttosto complicato. Ho dovuto stravolgere la mia vita per poter realizzare le mie opere. Ma oggi fare ciò che amo, mi rende davvero felice.

Essere un writer oggi in Italia, che cosa significa per chi come te fa arte di strada e si occupa di riqualificare aree urbane?

Io non mi definisco un writer, sono piuttosto, come recitano le ultime definizioni, un muralista. Ultimamente c'è una grande enfasi su questi due concetti! Ad ogni modo, tecnicamente quello che faccio è realizzare grandi disegni su facciate di palazzi, prevalentemente cieche e in zone piuttosto degradate. Una sfida incredibile e ogni volta un’avventura nuova. Rapportarmi a città, culture, situazioni e superfici differenti è davvero stimolante.

Ridai vita e identità ai luoghi e alle persone che ci abitano. Cosa vuol dire per te?

Beh,è sicuramente una soddisfazione immensa. Sapere che attraverso il mio intervento è stato possibile modificare la percezione di un luogo è un riconoscimento impagabile.

Hai studiato da architetto e oggi sei artista di successo.  C'è speranza allora, anche in Italia, per chi non intraprende la strada dei "mestieri tradizionali?

Mi sento di dire che quando si ama qualcosa fino in fondo e si lotta tanto per ottenerla, anche in Italia è possibile vedere la luce. Forse è più complicato rispetto ad altri posti nel mondo, ma a me è accaduto.

Cosa ti senti di dire a un giovane creativo?

Solo due cose: prefissarsi un obiettivo e di combattere per raggiungerlo.

Nei tuoi lavori ci sono dei grandi cuori rossi. Qual'è il cuore pulsante del tuo lavoro. E a cosa ti ispiri? 

La vita di ogni giorno è la più grande forma di ispirazione per me,ciò che ascolto in radio, quello che vedo, quello che vivo finisce sempre in qualche modo per  ritrovarsi nei miei disegni.

Hai realizzato opere non solo in Italia. Nel mondo oggi dove vivono i tuoi personaggi?

I miei lavori sono a Parigi, Londra, Lussemburgo e Rio De Janiero. Ho appena realizzato un’opera in Thailandia sull'isola di Kho-Samui e a breve volerò in Australia per partecipare ad un festival internazionale di street art

Hai ridato vita a tantissimi muri di tante città. Vuoi raccontarci i tuoi progetti migliori?

Non so scegliere il mio progetto o lavoro migliore, di sicuro quello che ho avuto la possibilità di creare a Torino sarà molto difficile da ripetere.A Torino ho realizzato 13 facciate nel quartiere Barriera di Milano, vincendo una competizione internazionale, ed è stata di sicuro una esperienza unica nel suo genere. Un’esperienza davvero travolgente.

Sai ridare speranza a luoghi e persone, anche ai giovani che vivono nei quartieri dove hai lavorato. L’Italia è un luogo facile dove fare street art o la burocrazie e i pregiudizi frenano la creatività?

Nella mia esperienza ho sempre incontrato tanta voglia di fare. Volontà e organizzazione non differiscono molto con il resto del mondo. Forse l'unica differenza sono i fondi destinati a questi eventi poiché in Italia è da pochissimo che si sta iniziando ad investire in questo campo.