È trascorso ormai un anno da quando l’ex premier Silvio Berlusconi si riconobbe alla guida di una nave diretta contro un iceberg chiamato crisi. Protagonista di uno dei rarissimi esempi in cui la decisione “schettiniana” appare, agli occhi dell’opinione pubblica, l’unica cosa giusta da fare. Abbandonata la nave, la collisione è stata evitata con brusche, inevitabili manovre. Ed ora che il nuovo equipaggio si stava ambientando, la nave si prepara ancora una volta a fermarsi in porto nella stagione primaverile. Cambierà (forse) il capitano . E (forse) anche la rotta. Arriverà la nave Italia a destinazione? E soprattutto: a che punto siamo della navigazione?

Si dovrà attendere la primavera, stagione della rinascita. Ed a questo proposito, il nostro paese presenta i sintomi di un neonato venuto alla luce a seguito di un parto complicato. A poco più di nove mesi dall’entrata in carica del governo tecnico firmato Mario Monti, eccola l’Italia. Orfana. Per qualche tempo affidata a genitori seri e rigorosi. Lo si sapeva dall’inizio: loro non potranno prendersene cura ancora per molto. Ma in questi pochi mesi hanno provato ad insegnarle tutto ciò che era in loro potere insegnare. L’hanno iscritta all’asilo più esclusivo, l’Europa, e hanno controllato ogni sera i compiti assegnati con la serietà dei genitori di altri tempi. Ora si è alla disperata ricerca di sostituti altrettanto validi. Ed il lavoro degli assistenti sociali appare più arduo che mai. Da una parte e dall’altra, a destra e a sinistra, tanti i problemi. I primi sono combattuti riguardo l’idea del ritorno del proprio padre, allontanatosi momentaneamente a seguito di una condotta opinabile. Alcuni lo invocano a gran voce al grido di “Torna! Sta casa aspetta a te”; altri ritengono di poterne fare a meno. Sul secondo fronte, il capofamiglia emiliano si è messo in discussione e a breve si conoscerà il verdetto dei suoi figli più fedeli. Intanto, un altro giovane padre fiorentino è pronto a prendersi carico di ogni responsabilità. Al loro fianco ci sono zii un po’ indecisi. Lo zio pugliese vorrebbe sposare il suo compagno ma la famiglia non sembra molto d’accordo. Lo zio Antonio riflette sul da farsi. Chi otterrà l’affidamento?

Sembra proprio che di questi tempi affidamento faccia rima con fiducia. La fiducia che gli italiani non hanno più nei confronti della classe politica. E dire che di possibilità ne sono state date tante. Molte promesse. Pochi fatti. Tanti, tanti scandali. Quel vizietto di utilizzare soldi pubblici a scopi personali e non del tutto nobili persiste. Questa Italia era entrata in una fase di riabilitazione che pareva esser promettente. Ed invece no. Tutto da capo.  Ancora feste, ballerine e travestimenti. Proci cafoni che fan baccano e sperperano. Intano nella sua stanzetta la nostra Italia, come Penelope, ogni notte vanifica tutto il lavoro fatto alla luce del giorno. Un ricamo che proprio non va. Colori sbagliati, sempre gli stessi. Una trama da cambiare. Subito. Prima che Odisseo torni.  Ma Odisseo, tornerà?