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Materassi Pirelli: una già nota “naturale perfezione”

La Pirelli pubblicizza i propri materassi, capaci di garantire un riposo perfettamente naturale ai consumatori, utilizzando come esempio di tale perfezione...il corpo di una donna. Criticata e segnalata allo IAP la scelta di pubblicizzare il prodotto tramite affissioni...ritroviamo comunque la pubblicità in versione cartacea sulla rivista Casamica, che si rivolge ad un pubblico...prettamente femminile.

Materassi Pirelli: una già nota

Sfogliando la rivista mensile CA (Casamica), allegato del Corriere della Sera del 26 Novembre 2011, ad attirare particolarmente la mia attenzione è stata la pagina pubblicitaria dei materassi Pirelli, che punta sulla perfezione del riposo che essi possono garantire al consumatore… perfetto come la natura.

Un messaggio interessante, se non fosse che la prima cosa che lo sguardo del lettore incontra è il corpo nudo di una donna, voltata di spalle. Ecco il simbolo della naturale perfezione, ecco con cosa i pubblicitari Pirelli hanno pensato di paragonare la perfezione del riposo che i loro materassi possono garantire.

Infatti, il mio primo pensiero è stato: Allora i pubblicitari di oggi sono fissati? Non hanno fantasia? Sanno usare solo il corpo delle donne per trasmettere i loro messaggi? Per di più, una pubblicità di questo tipo, in una rivista prevalentemente femminile come Casamica…mi ha lasciato ancor più perplessa.

Facendo qualche ricerca sul web, poi, ho scoperto che l’associazione culturale DonneInQuota, ad Aprile 2011 aveva mandato una segnalazione allo IAP, perchè erano state realizzate anche affissioni di questa pubblicità.

Fortunatamente a me non è mai capitato di imbattermi in questa versione della pubblicità ma, come si legge sul sito dell’associazione, lo IAP rispose (riporto solo alcuni passaggi):

“… il Comitato di Controllo ha ritenuto opportuno sollecitare, una riflessione critica da parte dell’inserzionista proprio riguardo alle modalità comunicazionali adottate”.

“La società inserzionista (…) non ha escluso la fondatezza dell’opinione del Comitato di Controllo secondo cui la campagna sia poco adatta ad un utilizzo per affissioni. Il mezzo infatti impone la visione del messaggio indistintamente a chiunque, potendo essere recepito anche dai bambini”.

“Ciò considerato, la società inserzionista (…) ha manifestato il proprio impegno a non utilizzare in futuro questo soggetto creativo, dato che allo stato la campagna è cessata, nelle affissioni.

Corretta decisione. Ma, a mio avviso, sarebbe ancor più giusto non utilizzare proprio più questa pubblicità, studiarne un’altra (con altri esempi di perfezione naturale) anche per un mezzo come la rivista CA, che non ne impone la visione a chiunque ma ad un pubblico prettamente femminile, che difficilmente la gradisce.

Approfondimenti: donne, pubblicità

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