Fino al 3 aprile al Teatro Brancaccio di Roma è in scena Marchette in trincea. Work in Regress, spettacolo scritto e interpretato da Lillo&Greg, all'anagrafe Claudio Gregori e Pasquale Petrolo. Sul palco i due comici italiani non sono soli, ma troviamo attori ed attrici importanti, come Monica Volpe, la cui carriera artistica è divisa tra teatro, cinema, televisione e doppiaggio.

Di cosa parla Marchette in Trincea e che ruolo hai nella storia?

E' la storia di una modesta compagnia che mette in scena una rappresentazione della seconda guerra mondiale. Purtroppo l'assenza di pubblico e di incassi non permette di estinguere le rate di un'ipoteca, ed alla compagnia vengono pignorati tutti gli oggetti di scena, fino all'arrivo di un imprenditore tedesco che decide di produrre la commedia, a patto che si scenda a compromessi di vario genere, come dare un ruolo maggiore all'attricetta di cui si è invaghito ed inserire degli slogan pubblicitari di prodotti tedeschi durante la rappresentazione. Da qui si sviluppano tante vicende di comicità surreale. Io interpreto un'attrice famosa per aver partecipato ad un reality televisivo e faccio innamorare perdutamente di me il produttore tedesco, il quale avrà la capacità di rendermi la protagonista della rappresentazione stessa.

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Sono stati proprio Lillo e Greg a volerti in questa nuova avventura. Come ti sei sentita di fronte alla decisione di due pilastri del mondo dello spettacolo italiano? Com’è lavorare con questi artisti?

Essere stata scelta da Lillo e Greg è un grande onore, oltre che una grandissima opportunità lavorativa. Adoro la loro comicità, a volte surreale, e far parte di Marchette in Trincea è l'occasione che aspettavo da tempo. Mi hanno selezionata tra tante ragazze e sono felice di essere al loro fianco sul palco. Sono gentili, simpatici e li stimo a livello professionale e umano. Durante le prove concentrarsi non è sempre possibile, si ride nella realtà tanto quanto nei loro spettacoli.

Oltre al teatro, hai calcato anche il palcoscenico della televisione. Dopo la partecipazione nel 2012 al programma Sky Manuale d’amore di Giacomo Veronesi come attrice emergente, attualmente sei nella nuova serie televisiva Il bello delle donne…alcuni anni dopo, diretta da Eros Puglielli ed in onda su Canale 5. Come ti sei trovata di fronte a questa nuova esperienza e cosa ne pensi delle serie televisive italiane?

Essere parte del cast de Il Bello delle donne è sicuramente un'altra grande occasione per me. Un'esperienza nuova, che mi appassiona giorno per giorno. Orari interminabili di set che a fine giornata mi rendono un po' stanca, ma altrettanto entusiasta di questo splendido lavoro. Il ruolo è lontano dai personaggi che solitamente interpreto: Lilli Bormioli è una ragazza molto timida, a tratti introversa e sensibile, innamoratissima di un giovane e bellissimo ragazzo che sta con lei più per interessi che per amore. Non posso svelare di più. Ho sempre seguito le serie italiane, ce ne sono alcune che reputo davvero ben fatte, altre meno. Per ora la mia preferita è sicuramente Gomorra.

Fondamentalmente, sei un’attrice poliedrica, in quanto hai militato anche sul grande schermo, dove sei stata Floriana in Amici come noi e Diana in Un Natale Stupefacente. A tuo avviso, in che condizioni versa il cinema italiano?

Grazie per il poliedrica. Il cinema italiano è riconosciuto in tutto il mondo. Negli ultimi anni si parla di crisi, ma questa è sempre da attribuire allo Stato che non si preoccupa di salvaguardare l'identità di questa industria dello spettacolo, che ha sempre portato prestigio al nostro paese nei decenni scorsi. Apprezzo moltissimo i film italiani: il nostro paese è pieno di bravi attori ed in questo momento storico c'è  un bel ricircolo di giovani, ancora sconosciuti al grande pubblico, che hanno molto da offrire.

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Cinema, teatro e televisione richiedono preparazioni artistiche differenti, e metodologie di studio pressoché diverse. Come riesci a distinguere i vari tipi di lavoro? Preferisci un mondo rispetto all’altro, o trovi in ognuno di essi una particolarità che ti affascina?

Non riesco a fare distinzione. Se uno è attore, lo è in qualsiasi contesto, che si reciti in teatro, in TV o al cinema. L'attore è colui che riesce ad emozionare emozionandosi, la priorità è sempre quella di toccare delle corde che facciano sì che le nostre emozioni vengano percepite da chi ci guarda. Il teatro ha un impatto maggiore perché sei a contatto con il pubblico direttamente, ed è una grande scuola per qualsiasi attore. La TV, come il cinema, è una scatola magica, ha un potere particolare di affascinare chi la fa e chi la guarda. Amo tutte e due le cose. Sono cresciuta a pane e cinema, perciò, se dovessi proprio trovarmi a fare una scelta, sceglierei il grande schermo.

Artisticamente, sei cresciuta con il doppiaggio. Cito la voce di Bettina in Django Unchained, di Heidi nella nuova edizione del cartoon, e di vari personaggi in diverse serie televisive americane, come Dirty Sexy Money, Gossip Girl, True Blood e Greek – La confraternita. Questo impegno artistico è stato uno spartiacque importante per il tuo futuro? Com’è nata la passione per il doppiaggio?

Il doppiaggio è il mio lavoro quotidiano. Amo questo mestiere, e sottolineo quanto sia difficile fare il doppiatore. Ci vuole tanta tecnica, tanta passione, tanta dedizione e soprattutto bisogna essere attori, perché trovo alquanto difficile esprimere delle emozioni soltanto con l'uso della voce. È nato tutto per caso, mia mamma è l'artefice di tutto. Questo lavoro mi ha dato la possibilità di imparare da grandi maestri l'arte di utilizzare la voce in tutte le sue sfumature, saper gestire le emozioni con le intenzioni dando una voce a quest'ultime, prestandola a mia volta all'attore da doppiare. È una grandissima scuola di recitazione e credo di essere arrivata ad avere questa preparazione – che ancora deve essere affinata con tanta esperienza e ancora tanto studio – grazie a questa attività.

Una nuova forma artistica che si sta sviluppando è quella delle web series. Cosa ne pensi? Ti vedi un giorno a sperimentare questa palcoscenico online?

Seguo moltissimo le serie web, ho partecipato anche a Cast Away. Le faremo sapere, regia di Alessio de Leonardis, e WC, un piccolo esperimento online nato da me e da un mio carissimo collega. Mi diverte sapere che c'è un popolo web che possa seguirti pur non essendo per forza un volto conosciuto e che apprezzi qualche tua idea originale. Il web è il nostro presente e sarà anche il nostro futuro.

Qualche nuovo progetto che bolle in pentola?

Nuovi progetti ci sono, ma sono ancora da definire. Incrocio le dite con la speranza di renderli pubblici a breve!