Da assidua frequentatrice dei social noto che anche quest'anno comincia a farsi notare quel simpatico fenomeno che porta molti di voi a postare foto di agnellini indifesi da salvare dal ‘massacro' di Pasqua
Come con ogni scelta che non condivido ne mostro il più profondo rispetto.

Ma mi chiedo.
Quanti saranno quelli che per protesta non mangeranno il cucciolo di Pasqua e si presenteranno al pranzo col cappello di vacchetta, le scarpe di cuoio o quella borsa di pelle cui proprio non potevate rinuncare?
Il mio assoluto inchino va a chi non mangerà il tenero agnellino e coerentemente già non indossa alcunché di origine animale.
Io non ho fatto una scelta vegetariana per etica, mangio l'agnello, ma non a Pasqua, lo preferisco più cresciuto e sottoforma di arrosticino.
Oltre la sottile ironia, c'è da realizzare che prima di postare le proprie idee su Facebook, bisognerebbe crederci davvero.
Abbiamo perso il senso della coerenza, e della misura, dando in pasto agli altri un'immagine di noi distorta dall'incoerente messaggio che lanciamo loro.
Prima di cliccare su condividi …. guardatevi le scarpe.

Buona Pasqua.