in foto: Emma e il suo materasso

Emma Silkowicz, per tutti la ragazza con il materasso, è una studentessa della prestigiosa Columbia University negli Stati Uniti, dove è stata stuprata nella sua camera nel 2012. Ha denunciato i fatti e il suo aggressore alle autorità dell'Università che, per proteggere la propria reputazione, non ha mosso un dito. L'aggressore non è stato espulso, è costretta ad incontrarlo spesso, come quando l'ha incontrato nella camera nera in cui sviluppava foto e ha dovuto affrontare una crisi di panico. L'ennesima prova da superare in un mondo che sembra averla dimenticata.

La storia tra i due inizia come tante altre appartenenti alla tradizione accademica americana. La ragazza si iscrive alla facoltà e successivamente entra a far parte di una confraternita dove conosce Paul. Tra i due nasce un’attrazione reciproca che prosegue attraverso alcuni incontri occasionali fin quando lui non parte direzione Europa per passare l’estate. Tornato dal Vecchio Continente, i due decidono di incontrarsi. Si rivedono nel dormitorio. Lei è sobria, lui ha bevuto parecchia vodka. I due danno inizio a un rapporto sessuale consenziente che ben presto però si trasforma in violenza poiché Paul la immobilizza e consuma il rapporto nonostante le grida di Emma che si divincola con tutte le forze, ripetendo e urlando molte volte “no!”. Emma scossa e sotto shock, decide di non denunciarlo inizialmente ma cambia idea quando nel campus si parla di due ragazze che hanno subito la stessa sorte proprio con Paul.

La ragazza confida al “New York Magazine” di essere stata interrogata tre volte per descrivere i dettagli intimi dell’aggressione. Dichiarerà successivamente che da subito le sue parole sono state messe in dubbio e le sue affermazioni non giustamente considerate. Paul nega tutto e conferma che il rapporto è stato assolutamente consenziente. L’istituto emette il giudizio sul caso e reputa l’imputato innocente. A nulla servirà il ricorso presentato da Emma. Negli Stati Uniti, le aggressioni sessuali sono numerose, soprattutto nei campus universitari. Le giovani ragazze devono far fronte a molte difficoltà. La stessa Emma ha dichiarato: "Lo stupro viene considerato impunemente, sesso divertente finito male". Già, perché la sua storia è simile a quella di tante altre. I campus americani sono sempre teatri di simili violenze. Di fronte all'immobilismo delle autorità del prestigioso istituto, Emma Sulkowicz ha deciso di non lasciare che la sua storia finisse nel dimenticatoio e nel silenzio assordante. Nasce così l'idea del progetto "Mattress Perfomance of Carry That Weight".

Oggetto di umiliazione, rabbia, dolore fisico e psicologico è determinata nel portare a termine la sua iniziativa, porta con sé il materasso ovunque vada. Materasso che è il luogo fisico dell'aggressione e simbolo di una violenza troppo spesso nascosta, un fardello certamente pesantissimo. Dagli spazi verdi, alla biblioteca, passando per i corridoi e nelle strade dell'Università, le sue foto con il materasso diventano virali sul web, che è sempre più luogo di protesta. Emma diventa così, il simbolo nella lotta agli stupri dei campus universitari, un problema decisamente considerevole se si pensa che riguarda una donna su cinque negli Stati Uniti.

"Lo stupro viene considerato impunemente, sesso divertente finito male"

Emma Silkowicz
A questo riguardo l’amministrazione Obama ha lanciato negli ultimi giorni, una campagna di sensibilizzazione sulle violenze sessuali nei dormitori universitari. La campagna prende il nome “It’s on us” (tocca a noi, ndr). Nel video Obama e il suo vice Joe Biden, con la partecipazione di alcuni cantanti, tra i quali QuestLove, ricordano come siano gli uomini a dover compiere il primo passo nella modifica del ragionamento e di come il sesso non consenziente sia sempre da considerarsi un reato.

Emma effettivamente è un vero e proprio simbolo in questo senso. Tuttavia, riprendere la vita di tutti i giorni è difficile. Ha dichiarato di essere spaventata all’idea di poter incontrare ogni giorno Paul e ricorda soprattutto di come la Columbia si occupi troppo poco di questi problemi in ragione del suo prestigioso nome. Persino Hillary Clinton è intervenuta sulla faccenda dopo aver visto uno degli scatti di Emma con il suo materasso della quale ha detto: “È un’immagine che dovrebbe perseguitare tutti noi".