in foto: "Luminarie Blu" – Acrilico e smalto su tela di Marco Marciani

Il 17 dicembre sarà inaugurata presso l’Ostello di Magliano Sabina l'esposizione artistica di Marco Marciani, dal titolo "Luminarie”, a cura di Chiara Palozza. L'artista, originario di Magliano Sabina, ha lavorato come attore in teatro, cinema e tv, è stato insegnante presso l'Accademia Beatrice Bacco per 7 anni ed ha scritto e diretto diversi spettacoli teatrali. L'esposizione delle opere sarà aperta al pubblico gratuitamente, fino a domenica 15 Gennaio. Così il critico d'arte Duccio Trombadori, definisce l'artista Marciani in una bellissima nota critica.

"Come Nasce un Pittore", la critica di Tromabadori a Marco Marciani.

Come nasce un pittore? Inutile negarlo: nessuno sa dire bene come, da dove e perché. Diciamo, per brevità, che un pittore nasce per ‘caso’: ma in verità intendiamo sottoscrivere la metafora metereologica di Ottone Rosai (‘sorgerà un artista come una brutta giornata’) accompagnandola a quella metafisica di Eugenio Montale, quando scriveva che la poesia ‘sta come una pietra o un granello di sabbia, e finirà con tutto il resto’…
Riconoscere il granello di pura poesia che si esprime nella pittura di Marco Marciani fa l’effetto benefico del più semplice e immediato evento di natura: la messe di tela dipinta sorprende per la iridescente musica delle luci e dei colori, e si offre spontaneamente come trama di mirabili corrispondenze formali.
Così nasce un pittore: quasi senza saperlo, per insopprimibile bisogno di espressione. Marco Marciani fin dall’inizio ha avvertito il bisogno di raccontare un mondo ‘lineis et coloribus’. Il suo noviziato ha conosciuto un tempo lungo di gestazione. Ne è scaturita una compiuta maturità espressiva, che si muove con calibrata maestria estetica e riesce ad ottenere risultati eccellenti.
Seguiamo con partecipazione il pittore all’opera, quando stende la tela sul piano di lavoro e comincia a ‘tessere’ l’immagine per sicuri modi compositivi: egli distribuisce le tinte semplici di fondo, abbozza scarti di tono, sovrappone striature levigate, abbozza metamorfosi di vegetali, associa inquadrature ravvicinate e sguardi da lontano in una simultanea e sintetica visione di insieme con una patina smaltata che blocca la forma.
Si snoda, di tela in tela, un canto pittorico omogeneo, lungo come il corso di un fiume. Variabile nel fraseggio e puntualmente ricondotto al tema originario. Le immagini cariche di suggestione si impongono con singolare fantasia. Un punto di luce diventa evocativo: basta un solco sulla superficie a garantire l'idea di un movimento cosmico e molecolare da cui diramano elementi biomorfi a malapena riconoscibili e pure dall’ apparenza familiare.

Indoviniamo parafrasi di alberature al vento, frange di petali, fronde iridescenti, gambi ritorti o screziati, coppe di fiori secchi. Si presenta un diorama di sensazioni ricavate dal visibile e filtrate dalla memoria, che si rispecchia come limpida vocazione illustrativa: e sono vocalizzi impressionisti in variazioni di azzurro, dal ceruleo al blu di Prussia, che disegnano contorni immaginari di ninfee verdi e bianche, baluginanti da trasparenze d’acqua, o meteore luminose nello spazio vuoto; ma si ritrovano anche allusive fibrillazioni ‘mafaiane’, fiori appena colti o disfatti, dissolti in grumi di colore cangiante dal giallo allo scarlatto, coi fondi di tono miele; in altri casi, invece, il pulviscolo cromatico insegue l’ossatura arcuata di un albero fino alla linea profilata di una chioma sfavillante di luci come un fuoco di artificio; oppure, con tono metaforico, l’eterno azzurro del cielo fa da sfondo ad un intreccio controluce di sagome lineari sotto il faro giallo e bianco avorio del sole primaverile; a volte, poi, la trasparenza degli effetti luminosi può esaltare il reagente cromatico di una retina che osserva dall’alto in basso con l’ immagine che sembra una prospettiva rovesciata, come dissolta in una visione istantanea di spazio e tempo…

La pittura di Marco Marciani cattura lo sguardo e persuade di primo acchito, all’ improvviso: perché appare quale espressione figurativa che non cerca compromessi estetici e testimonia di un’ opera che vuole superare sempre sé stessa, in cerca di un nuovo culmine di bellezza. Il pittore Marciani si è formato lentamente nel tempo, ma giusto il tempo che ci vuole per riconoscere il merito della sua pittura. Quest’ ultima, invece, si può dire che in quanto tale ‘non è mai nata’, come ci ricorda Eugenio Montale: poiché essa preesiste ad ogni tempo storico e ‘sta come una pietra o un granello di sabbia’, al pari di ogni evento naturale e di ogni poesia degna di questo nome. Questo attributo vitale ed esistenziale covava nell’ animo del pittore Marco Marciani fin dal principio, fin da quando egli ebbe le prime sensazioni delle ‘cose viste’: ed erano queste per l’occasione il fluente paesaggio della campagna sabina, la valle del Tevere, ed altri luoghi dai quali trae alimento l’ albero frondoso di una puntuale, mai abbandonata, ‘volontà d’ arte’. Il pregio dello stile di Marciani consiste nella fedeltà estetica a questa emozione che nutre e dà sostanza ad una originale e più che persuasiva ‘maniera di vedere’.

L’appuntamento con la mostra di Marco Marciani è a partire dalle ore 18 all’Ostello di Magliano Sabina in via Mariano Falconi 2.