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Lotta alle Malattie da cibo: i 4 disordini da combattere

Cosa succede se si perde il controllo dei chili in eccesso? Una corretta alimentazione e una costante attività fisica sono la giusta chiave per la salute del proprio corpo prima e dopo l'estate.

Lotta alle Malattie da cibo: i 4 disordini da combattere.

mangiare in salute

Si avvicina la bella stagione, l’estate, i tempi caldi, tempi di minigonne, top e bikini. I tabloid di gossip mostrano già i primi scatti di VIP al bagno con fondoschiena sodi come uova e tette supercosmiche da infarto miocardico. Come possono le comuni mortali competere con tutto questo ben di Dio? Come possono non invidiare questi corpi da divinità greca? La tentazione di perdere qualche chilo (o almeno di provarci) ed emulare così le innumerevoli soubrette  comincia a farsi spazio tra teenager e non. Ed ecco allora che ritornano in auge, proprio nelle idi di Marzo, le iscrizioni in palestra e in piscina, con la speranza che il buon istruttore possa, come con uno scalpello, ridisegnare sederoni  flaccidi e fianchi abbondanti. Ed accanto all’attività fisica  spuntano le prime diete fai da te, dieta della carota, della luna, del tè, dell’arancia e ancora dieta dei centrifugati, dei carboidrati e delle proteine. La lotta ai chili in eccesso è uno dei tormenti maggiori per uomini e donne che vogliono, o meglio devono, assolutamente superare a pieni voti la famosa “ prova costume”. Ma quali sono i rischi più comuni di tale accanimento? Correre ai ripari dopo un anno di laissez faire calorico a volte può essere molto dannoso perché il nostro corpo come ogni cosa ha bisogno del giusto tempo, delle corrette abitudini e soprattutto di una costante dieta alimentare e attività fisica perché si possa abituare ad uno stile di vita sano e fit.

 Obesità

Kirstie Alley

I disordini alimentari sono tra le patologie più comuni del nostro secolo e sono anche tra quelle che necessitano di un trattamento radicale e cronico, perché richiedono  non solo un intervento sul nostro metabolismo ma anche sulle origini psichiche che spesso accompagnano l’origine della malattia. L’obesità è una condizione caratterizzata da un anomalo ed eccessivo accumulo di grasso corporeo, in genere dovuto ad un’alimentazione scorretta e ad una vita sedentaria. Questa è una delle patologie più diffuse tra i paesi industrializzati e in quelli in fase di evoluzione tecnologica. I tassi di incidenza sono infatti in rapida crescita e raggiungono anche il 70% della popolazione adulta. Sovrappeso e obesità rappresentano inoltre fattori di rischio per una serie di malattie croniche tra cui diabete, malattie cardiovascolari e il cancro. Una misura grossolana ma indicativa di obesità è l’indice di massa corporea (BMI), comunemente utilizzato per classificare il sovrappeso e l’obesità negli adulti. Esso è definito come peso di una persona in chilogrammi diviso per il quadrato della sua altezza in metri (kg/m2). Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) una persona con un BMI maggiore o uguale a 30 è considerato obeso e una persona con uno uguale o superiore a 25 BMI è considerato in sovrappeso. Questi sono valori che possono essere attribuiti ad entrambi i sessi e a tutte le età degli adulti. Tuttavia, dovrebbero essere considerati a titolo puramente indicativo, perché non possono corrispondere allo stesso grado di grasso in individui differenti. Infine, a livello psicologico, l’obesità può stravolgere completamente la vita di una persona: chi è obeso spesso viene isolato e sottoposto a una vera e propria emarginazione sociale, che rende difficile qualunque tipo di socialità. Ne sanno qualcosa le innumerevoli star che hanno perso il controllo della loro silhouette tra cui Christina Aguilera, criticata fortemente per il suo aumento di peso, Kevin Federline l’ex marito di Britney Spears e la famosa attrice di “Senti chi parla”, Kirstie Alley.

Anoressia Nervosa

Kate Moss

Diametralmente opposta è l’anoressia ovvero la riduzione o addirittura la mancanza di appetito. In genere l’anoressia è solo un sintomo di altre patologie più gravi che per diverse cause possono manifestarsi con inappetenza. Diventa invece una vera e propria malattia quando essa è originata da disturbo psichico primitivo ed in questo caso è definita anoressia nervosaQuesta patologia colpisce soprattutto il sesso femminile con una prevalenza nei paesi occidentali intorno allo 0.5-3,7 % e con un’incidenza pari a 8 casi su 100.000 persone ogni anno. L’esordio cade, per lo più, tra i 10 e i 30 anni, anche se non mancano casi di anoressia nervosa in donne anziane. In genere la paziente ha una paura costante e insopportabile di aumentare di peso indipendentemente da quello attuale e ciò influenza fortemente l’autostima e l’immagine che la donna ha di sé e del suo aspetto fisico. Vi è inoltre un forte rifiuto nell’ammettere la propria condizione di sottopeso cosicché si può addirittura arrivare alla perdita dell’85% del peso standard che il soggetto dovrebbe avere per età ed altezza. Tutto ciò si associa all’assenza del ciclo mestruale che induce un’ulteriore disagio nella donna, soprattutto se di età giovanile. Innumerevoli sono state le lotte contro tale patologia come quella della NoLiTa che aveva come testimonial la modella Isabelle Caro, morta proprio qualche anno fa in seguito a tale male, e molte ancora le donne in preda all’anoressia come Lindsay Lohan, Kate Moss e l’attrice Christina Ricci.

 Bulimia

Lady Gaga

Anche la bulimia, insieme all’anoressia, è un disturbo del comportamento alimentare molto in voga soprattutto nelle teenager dell’occidente, detti anche Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP) per la loro forte componente psicologica . Ciò che contraddistingue la bulimia è l’atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito (e non il desiderio di mangiare un determinato alimento) correlato da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare il proprio comportamento. La maggior parte dei soggetti ricorre poi a diversi metodi per poter eliminare e non metabolizzare l’ingente quantità di cibo ingerito con l’autoinduzione del vomito, l’uso di lassativi, di diuretici o di purghe. Anche la bulimia colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile (90%).Generalmente compare attorno ai 12-14 anni (tarda preadolescenza) o nella prima età adulta (18-19 anni).Gli episodi bulimici possono essere scatenati da alterazioni dell’umore, stati d’ansia o stress. In alcuni casi gli episodi bulimici possono anche essere programmati anticipatamente. Così come ad esempio ha dichiarato la medaglia d’oro alle olimpiadi Federica Pellegrini che in alcune interviste ricordando i suoi passati da bulimica racconta : “La mia prima volta da bulimica ho trangugiato un chilo di gelato voracemente, quasi in trance. Dopo l’ultimo cucchiaio è scattato immediatamente il senso di colpa: sono corsa in bagno e ho stimolato il vomito.”   E come lei stessa sorte hanno subito anche la cantante Alanis Morisette anoressica e bulimica per sei lunghi anni e Lady Gaga che ha rischiato in seguito agli attacchi di vomito che si auto induceva di perdere anche la voce e di conseguenza il successo che poi ha conquistato.

 Binge Eating Disorder (BED)

Kelly Osbourne

Tra i disordini alimentari di recente riscontro c’è infine il Binge Eating Disorder (BED) in Italia definito anche “la sindrome dell’abbuffata”, definizione che rispecchia totalmente i caratteri della patologia. Il BED infatti è caratterizzato da attacchi della durata di almeno due ore, durante i quali la persona mangia ad una velocità impressionante fino a quando non si sente scoppiare, ma in realtà non ha fame e alla fine ha forti sensi di colpa. Si pensa che questi attacchi siano un modo per alleviare forti situazioni d’ansia o episodi depressivi e che il cibo possa essere una fonte di gratificazione momentanea per il soggetto. Negli Stati Uniti soffrono di questa sindrome il 3,5% delle femmine e il 2% dei maschi con una prevalenza fino al 30% in coloro che stanno facendo una dieta troppo tirannica. A differenza della bulimia non è mai accompagnata da fenomeni di eliminazione del cibo ingerito, come il vomito o l’uso di lassativi, ecco perché la maggior parte dei soggetti tende ad aumentare sempre di più il proprio peso ed a diventare prima sovrappeso e in alcuni casi a sfiorare anche l’obesità. Inoltre, a differenza dell’anoressia e della bulimia nervosa, il BED è una patologia di difficile riscontro negli adolescenti ma più frequente negli adulti dai 30 ai 40 anni che abbiano alle loro spalle già storie di depressione e scarsa autostima. E’ una sindrome abbastanza difficile da individuare e di nuova origine ecco perché sono ancora pochi i casi noti,inoltre il paziente come in tutti i Disordini alimentari di origine psicogena tendono a nascondere agli altri le proprie difficoltà, ma per poter guarire e riuscire a superare queste problematiche è necessario in primis ammettere di avere un problema alimentare. E’ il caso di Kelly Osbourne che commenta con queste parole il suo primo passo alla guarigione: “Quando sono uscita dalla riabilitazione ed ho smesso di usare droghe, ho sostituito la droga con il cibo. Ero emotivamente legata al mangiare e odiavo il modo in cui mi vedevo, ma non potevo più nascondere il disgusto verso me stessa con le pillole”

Limitare l’assunzione di grassi saturi a favore degli insaturi, limitare l’assunzione di zuccheri liberi e di sale preferendo l’assunzione di sale iodato, ed infine aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca e noci.

OMS

Un’alimentazione scorretta e l’inattività fisica sono inoltre importanti fattori di rischio per le principali malattie croniche ecco perché, riconoscendo l’opportunità di ridurre le morti e le malattie in tutto il mondo, nel maggio 2004, l’Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la Strategia globale su dieta, attività fisica e salute” dell’OMS. Questa strategia offre suggerimenti agli Stati membri dell’organizzazione, all’OMS, ai partner internazionali, alla società civile e alle organizzazioni non governative, sulla promozione di un’alimentazione sana e una regolare attività fisica per la prevenzione delle malattie non trasmissibili. Gli obiettivi e le raccomandazioni di questa strategia, per quanto concerne l’ambito alimentare, comprendono il raggiungimento di un equilibrio energetico e di un peso sano, grazie ad alcuni accorgimenti come: limitare l’assunzione di grassi saturi a favore degli insaturi, limitare l’assunzione di zuccheri liberi e di sale preferendo l’assunzione di sale iodato, ed infine aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca  e noci. Per quanto concerne l’attività fisica l’OMS fornisce anche raccomandazioni per le quantità ottimali di attività. Persone inattive dovrebbero iniziare con piccole quantità di attività fisica e aumentare gradualmente la durata, frequenza e intensità nel tempo. Le persone di età compresa tra 5-17 devono accumulare almeno 60 minuti di moderata a intensa attività fisica quotidiana. Gli adulti di età compresa tra 18-64 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti di moderata attività fisica per tutta la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica intensa. Le principali raccomandazioni per gli adulti e gli anziani sono le stesse, ma in più gli anziani con scarsa mobilità dovrebbero fare attività fisica per migliorare l’equilibrio ed evitare così la frequenza delle cadute a meno che condizioni mediche specifiche non ne indichino una particolare impossibilità.

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