in foto: Giulio Regeni.

Gentilissimi Claudio e Paola Regeni,

seguo col cuor dolente, come solo può esserlo quello di un papà e di un nonno, la vostra dolorosa ed infinita vicenda umana.

Ho letto sempre con apprensione, incredulità, rabbia e, raramente con fievole fiducia, le incredibili esternazioni, da chiunque espresse, relative agli ultimi giorni di Giulio e a quanto succedutosi nel tempo.

Le parole che sgorgano dal vostro cuore:"il nostro dolore è per sempre, fa parte del nostro tempo di vita" mi hanno fortemente addolorato e mi m'inducono al coraggio d'esprimere ciò che, da qualche tempo, avrei voluto dirvi.

Le mie settanta primavere e l'intuizione, per poco che possa valere, dell'inestricabile, granitica, polverosa ed ambigua realtà egiziana, m'inducono a considerare che mai e poi mai troverete, in quel mondo di millenarie sfingi di duro calcare, specchio delle anime àlgide dei dittatori d'oggi, la risposta al vostro: Perché?

E la volatilità delle mille (vane) promesse di varie istituzioni nazionali ed europee non fanno altro che alimentare le vostre speranze destinate a restar tali per i decenni a venire.

Ed allora ecco la mia preghiera rivolta la buon Dio ché vi conceda il dono, preziosissimo, della rassegnazione illuminando le vostre menti così che possano darsi pace dall'inseguire una "verità" che in tanti conoscono, nessuno ammettere, ed a voi sarà sempre negata.

Siamo tutti sudditi di una globalizzazione (mediterranea) che non può ammettere l'esistenza di stati assassini.

Giulio è volato via perché inseguiva impossibili sogni di giustizia, di verità, di pace, fra gli uomini d'ogni latitudine.

Ricordiamolo così: generoso ed eccellente com'era nella serena gaiezza della Sua giovinezza, di uomo e di figlio, che oggi riluce più di prima.

Il Suo sorriso sarà per sempre nei cuori di tutti gli italiani migliori che non vogliono sapere "chi è stato"; perché tutti sanno "chi era" Giulio: uno stupendo italiano; quello che tutti avremmo voluto per amico, per figlio, per fratello.

"Siate forti!" vi ha detto Papa Francesco.

Ardisco credere e sperare che solo nel dolce alveo della Preghiera e nella Fede potrete ritrovare quella pace del cuore e dell'anima che meritate.

Inseguire "piste" e verità indicibili che nessuno vuole dire rischia di distruggervi. E credo che Giulio non lo voglia.

Con affetto infinito

Gen.le (r) Aeronautica Militare

PS. Leggo che non disdegnereste avere un contatto con un'alta autorità egiziana. Vi prego: non offrite a nessuno dei figli del Nilo tale vetrina mediatica. Se proprio doveste andare nella terra dei faraoni, recatevi nella necropoli di Giza che ospita dal 2500 a.C. la "sfinge". Il suo sguardo mummificato, rivolto al deserto, vi conforterà infinitamente di più di qualsiasi vana promessa e di qualsiasi abbraccio giudeo che doveste ricevere dal ras di turno.