Facciamocene una ragione: adesso è una questione di "responsabilità".

Da quando Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica, la parola "responsabilità" è il nuovo mantra della politica italiana. Niente di strano, se non fosse che gran parte dell'informazione ci si è placidamente adagiata sopra ripetendo "responsabilità" come se non esistessero altre chiavi di lettura della realtà politica e soprattutto, utilizzando quella che fa più comodo alla politica stessa.

Scoccia ripetermi, ma il giochetto è sempre lo stesso,  una cornice-concetto chiave in cui inserire tutta la narrazione giornalistica: la "sobrietà" per Monti, l' "umiltà" per Papa Francesco e la "responsabilità" per Napolitano e Letta.

Se osi ammettere che né Napolitano Presidente né Letta premier ti facciano impazzire, sei irresponsabile: cavolo, abbiamo votato a febbraio, questi due si sono caricati l'onere di un paese allo sbando, si sacrificano per la causa e tu storci il naso? Ma allora sei un incontentabile, un sabotatore della democrazia che non accetta un Presidente scelto secondo le sue regole.  Il momento è grave per cui vaffanculo al diritto di critica: il momento esige il sacrificio.

Se pensi che la scelta di Napolitano come Presidente della Repubblica profuma di accordo sottobanco tra Pd e Pdl perché Napolitano è noto per aver firmato tutte le leggi vergogna, ti becchi Galli Della Loggia e il suo j'accuse contro il sospetto universale. L'editorialista del Corriere della Sera scrive che l'inciucio per " i denunciatori di professione dell' anti inciucio" è  "il non fare, il disertare, l'abbandono della posizione di fronte al nemico". No, al contrario: l'inciucio (parola orribile tra l'altro) è mettersi d'accordo in privato con l'avversario politico; è fare pure troppo, fingersi avversari nelle sedi pubbliche e strizzarsi l'occhio in quelle private. In pratica, il doppio della fatica.

Non è un'idea "bellica" della democrazia, è solo sana indignazione davanti alle facce di tolla che si fingono sorprese se ti accorgi che sono facce di tolla, tutto qui.

L'antifona mi sembra già chiara: Letta va al Quirinale in macchina, e comincia la beatificazione dei media che non fanno che sottolineare la cosa: ok si, ho capito, bravo, ma ci vuole ben altro per farmi digerire Letta che i seggiolini da padre di famiglia dietro la sua Fiat Ulisse. Non l'aveva fatto nessuno, ok, è un buon segnale, ok, ma la politica è fatta anche d'immagine, e  un cucchiaino di zucchero non basta per ingoiare una pillola di cianuro come se fosse una Zigulì alla fragola.

Memorabile la sviolinata della direttrice di Youdem Chiara Geloni sull' Huffington Post che titola sobriamente il suo post Auguri Enrico, amico mio, andrà tutto beneVa bene l'amicizia, essere blogger, va bene l'opinione, va bene tutto, ma le telefonate e i messaggi privati non si usano più?

Incarichi su incarichi di prestigio, qui una sua biografia, il Letta-pensiero è già noto: lo scorso luglio, in un'intervista pubblicata dal Corriere della Sera, dichiarò di volere un'alleanza  "guidata dal segretario del Pd, con ai lati Casini e Vendola", di lavorare per un governo che fosse in continuità con Monti, "come contenuti e come uomini".

A parte che se ne parla come se avesse messo il primo dentino da latte perché giovane alla tenera età di 47 anni, Letta è quanto di più vecchio esista. Equilibrista, sempre equidistante, seduto composto nei salotti televisivi, mai una parola fuori posto, mai che si infervori davanti a un avversario politico che l'ha sparata grossa.

Personalmente ho avuto un sacco di discussioni con Letta. Lui non lo sa, ma ogni volta che era da Vespa, io ero davanti alla televisione che, novella Nanni Moretti, gli urlavo: "Dì qualcosa di sinistra!Dì qualcosa di sinistra, cazzo".

Capiamoci, l'altra ipotesi che si profilava era  Amato: scegliere tra i due è francamente come scegliere tra una colica renale e l'amputazione di una gamba; preferisci la colica, ma non salti certo di gioia all'idea. Ecco, alla fine dei giochi preferisci Letta, però speri di svegliarti sudato la mattina dopo.

Dico solo questo: visto che questa parola, "responsabilità", piace a tal punto che i politici la stanno violentando, quand'è che qualcuno si scuserà con gli elettori? Perché tutta la gente che ha dirottato il proprio voto dal Pd sul Movimento di Grillo, di certo non l'ha fatto perché voleva un democristiano inside come Enrico Letta al governo né Napolitano alla Presidenza della Repubblica.  E secondo me, molti di quelli che hanno continuato a tapparsi il naso votando Pd, dopo aver visto di nuovo l'inettitudine del partito all'opera, stanno prendendo in seria considerazione l'ipotesi droga: se non chiedete scusa, almeno rimborsate le cure mediche.