Se sul Nuovo Quotidiano di Puglia, edizione di Lecce, spazio non ce n'è, quelle parole le trascrivo qui. Su quel giornale, lo scorso 18 febbraio 2017, nelle pagine 14 e 15 si parlava di Lecce Città Universitaria con i punti di vista dei quattro (poi diventati 7) candidati sindaco: Alessandro Delli Noci, Carlo Salvemini, Mauro Giliberti e Fabio Valente.

Il primo, sostenuto da liste civiche e UdC, pensa che sia necessario, con Accademia delle Belle Arti e Conservatorio, "istituire un tavolo permanente di programmazione e sviluppo del territorio", somministrare Wi-Fi nei quartieri di San Pio e Santa Rosa (quartieri di Lecce con maggior numero di universitari) per un accesso più semplice alle biblioteche online, spazi sociali di aggregazione e bike sharing. Inoltre, in agenda, ci sarebbero delle convezioni con le attività commerciali al fine di ottenere agevolazioni per gli studenti, la nascita di un polo museale diffuso in rete e la costituzione di "un tavolo di lavoro con l'ADi.S.U. per realizzare in questi quartieri – San Pio e Santa Rosa – una Casa dello Studente diffusa".

Anche Salvemini (Partito Democratico, La Puglia in Più e civiche) intraprenderebbe la strada del tavolo di lavoro tra Comune e Università "per stabilire un orizzonte temporale di lavoro, scambio e obiettivi di governo", un tavolo che permetterebbe ai due enti di non intraprendere strade differenti, come ad esempio è accaduto per  l'area dello Sperimentale Tabacchi: "noi avevamo immaginato un sistema di parchi pubblici  l'Università però ha seguito altre vie". Per far fronte al tema delle politiche abitative, dove l'unica soluzione al momento è quella delle Case dello Studente regionali, il candidato afferma che esistono "esempi di Comuni che hanno varato propri piani di edilizia destinati agli studenti". In programma anche l'organizzazione e l'integrazione dei poli museali e delle biblioteche, sia comunali che universitari.

Spazi di coworking e ufficio Lecce universitaria sono le idee di Giliberti (ApNcD, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Noi con Salvini, Movimento Regione Salento, fittiani e civiche) che punta ad intervenire sull'apertura delle biblioteche, chiuse nel weekend per mancanza di personale, consegnare la campagna appena fuori dal capoluogo per il CdL in Viticoltura ed Enologia e istituire un premio per le migliori start-up.

La proposta del Movimento 5 Stelle, attraverso il candidato sindaco Valente, è quella di incrementare i trasporti "nostro cavallo di battaglia" con la creazione di biblioteche nei vari quartieri "col coinvolgimento dei privati, biblioteche che resteranno aperte anche durante il fine settimana". Anche in questo caso sono previsti spazi di coworking per aiutare i neo laureati a fare rete.

Per definizione una città con 95 mila abitanti e un'università con circa 30 mila iscritti dovrebbe essere una città universitaria ma questo, ahimè, non accade a Lecce, capoluogo di provincia nel quale il suddetto tema si riversa sulle agende e sulle bocche dei vari candidati sindaco e consiglieri da oltre vent'anni. Lecce non è da considerarsi città universitaria per via di numerosi problemi come l'evidente distacco tra le due istituzioni più importanti sul territorio, Comune e Ateneo (e mettiamoci anche l'A.Di.S.U.) appunto, le quali trascurano intenzionalmente la pianificazione comune di strategie territoriali, operative e urbanistiche, ostentando così indifferenza e, delle volte, superiorità.

Lecce è carente dal punto di vista del servizio pubblico e degli alloggi. In altri comuni i servizi e i luoghi Universitari sono ubicati in zone centrali e quando si sceglie di collocarli fuori dalla dimensione comunale, in periferia, si valuta l'incremento del carico veicolare sulle arterie di collegamento con la città: nel nostro caso specifico, ad esempio, la strada per Ecotekne, il polo scientifico dell'ateneo salentino, è rimasta la stessa di quando il flusso del traffico era limitato a chi si spostava dalla provincia al capoluogo e viceversa. Inoltre durante il periodo delle lezioni le navette SGM per Ecotekne sono colme di studenti, sottolineando l'insufficienza del numero di corse e della qualità del servizio. Pensate, SGM percepisce denaro dal Comune, dall'Università e dall'A.Di.S.U., senza tener conto poi dei soldi che prende dagli studenti (che dovrebbero ricevere un servizio gratuito con questa pioggia di finanziamenti!) per gli abbonamenti mensili o settimanali!

Non se la passano bene nemmeno i 358 idonei beneficiari di posto letto nelle Case dello Studente A.Di.S.U. alcune con evidenti difetti strutturali: qui il Comune deve dare il proprio contributo mettendo a disposizione propri edifici potenziando l'offerta pubblica a discapito di quella privata ed evitando la propagazione dell'idea di "Case delle Studente diffuse", non vorrei fosse un'opportunità per privati e cooperative di arricchirsi con gli universitari. Penso inoltre agli studenti di Monteroni di Lecce, costretti all'esclusione per via di collegamenti inesistenti (soprattutto notturni) col capoluogo.

Noi ci mettiamo a disposizione, come rappresentanti degli studenti, come rappresentanti degli inquilini delle Residenze Universitarie, come studenti e come cittadini per questo, a breve, lanceremo un confronto nelle Case dello Studente tra i candidati sindaco. Vogliamo dire la nostra e vogliamo ricevere attenzioni senza dover barattarle coi voti anche perché, essendo fuori sede, voti non ne abbiamo.