Questo 2015 è cominciato, davvero, nel peggiore dei modi. Le vicende di Parigi hanno macchiato di rosso sangue l'inizio di un nuovo Anno che un po' tutti speravamo migliore dei precedenti. C'è sicuramente tempo per rimediare… Tuttavia, se il buongiorno si vede dal mattino, non s'intravede nulla di buono all'orizzonte.

La prima riflessione che ho fatto di fronte a quanto successo in Francia è la solita, se volete un po' banale e scontata, che mi viene ogni qualvolta mi ritrovo davanti alla cattiveria dell'Essere umano: che gran teste di cazzo che siamo! Viviamo in un Mondo meraviglioso, ricco di ogni ben di Dio… Siamo, noi stessi, protagonisti di un vero e proprio “miracolo vivente”… Eppure, nonostante ciò, “perdiamo tempo” nel generare mostruosità assurde ed inimmaginabili (sia come pensieri, che come azioni). E' davvero pazzesco…

Oltre a ciò, mi sono sorte anche alcune considerazioni un po' più specifiche rispetto ai fatti accaduti. Prima di esporvele, però, faccio una doverosa premessa (onde evitare fraintendimenti o manipolazioni)… Ciò che hanno compiuto i fanatici di Parigi non ha alcun tipo di “giustificazione” o “logica”. L'azione violenta, dal momento in cui diventa tale, è sempre e comunque sbagliata. Lo so che è stupido e banale dirlo… Tuttavia, su temi delicati come questo, è sempre meglio esser chiari.

Ciò su cui vorrei ragionare è il contesto da cui sono partiti i terroristi. A mio avviso, è sempre importante riuscire a cogliere le radici e l'humus in cui crescono taluni fenomeni. So che, ad alcuni, potrebbe apparire come un “discorso inutile”… La frase più immediata è: “erano dei pazzi invasati”. Punto. Fine. Intanto, fossero anche dei “pazzi” (termine che può comprendere un po' tutto), sarebbe interessante comprendere il percorso che li ha fatti diventare tali (credo che anche di fronte ad un serial killer folle, si cercherebbe di capire il perché e il per come della sua follia). Inoltre, non riuscire a capire le radici di certe “pericolose devianze” pregiudica anche il trovare le giuste soluzioni.

In questi giorni ho sentito spesso dire che si tratterebbe di un “attacco all'Occidente” da parte di estremisti islamici che vogliono portare le loro “idee” da noi, e che l'unica soluzione sarebbe “fermare l'immigrazione”. Credo che questo discorso si scontri con la realtà dei fatti… Tutti i terroristi coinvolti nelle azioni dei giorni scorsi erano immigrati di “seconda generazione”. Sono ragazzi nati e cresciuti a “pane ed Occidente”. Diciamo che più che un “attacco all'Occidente”, potremmo forse definirlo un “fallimento dell'Occidente”. Per carità: non è per dire che è colpa nostra (la colpa è sempre e solo di chi commette certe atrocità)… Tuttavia, è la realtà dei fatti che ci dice che non si trattava di “trogloditi” cresciuti nelle grotte, fra le capre (a cui, magari, poteva apparire “demoniaco” il nostro stile di Vita). Queste erano persone cresciute con la nostra “civiltà” (… uno dei due fratelli Kouachi era un rapper! Non so se vi rendete conto…). Nonostante conoscessero bene il nostro Occidente, però, hanno preferito sposare le idee folli di gente che viveva a migliaia di chilometri da loro (con cui non condividevano nulla, se non le antiche origini). Credo che qualche domandina in merito, se non siamo proprio stupidi, ce la dovremmo fare.

I contorni della vicenda non sono del tutto chiari… Tuttavia, la storia dei terroristi (in particolare quella dei fratelli Kouachi), pare essere quella dei classici soggetti “borderline”. Ragazzi mai effettivamente integrati (seppur nati qui), con un passato nella micro-delinquenza, che finiscono per dare un “senso allucinante" alla loro Vita con il martirio. Questa è la realtà dei fatti. Magari non c'entrerà nulla con i loro percorsi, ma è indubbio che la nostra Società crea tantissime lacune e vuoti a perdere… I quartieri “ghetto”, la “macchia” di essere sempre uno "straniero", la totale mancanza di idealismo nella nostra Società (una realtà in cui si muore senza aver vissuto – viviamo solo per produrre e consumare – può trovare il parallelo in una dove si muore per un ideale, seppur malato e perverso), possono fare da cornice al nascere di fenomeni deviati come quelli appena conosciuti.

Lo ripeto ancora una volta: questa non può, e non deve essere, una qualsivoglia forma di “giustificazione” per nessuno. Tuttavia, può essere una strada per comprendere talune dinamiche, e trovare risposte appropriate. Sarebbe infatti perfettamente inutile intestardirsi sul bloccare l'immigrazione, se il “problema” fossero i ragazzi nati e cresciuti qui. Cosa faremmo, in quel caso? Butteremmo fuori dai nostri confini europei milioni d'immigrati di prima e seconda generazione? E' evidente che la soluzione non può essere questa.

Un'altra riflessione che mi è scaturita riguarda l'episodio specifico della strage al giornale satirico “Charlie Hebdo”. Ulteriore, doverosa, premessa: l'uccisione di dodici persone a sangue freddo è un atto infido, ripugnante, e bastardo. E' inutile dire che si condanna tutto, senza se e senza ma. Oltre alla condanna, però, si è voluto trasformare i vignettisti di “Charlie Hebdo” in degli eroi, e dei “simboli” della nostra civilizzazione. Legittimo. Personalmente, però, non sono d'accordo. Pur provando un immenso dolore per la loro morte (come per quella di qualunque altro Essere umano ucciso), non credo fossero degli “eroi”. “Charlie Hebdo” era, ed è, un giornale con un obiettivo specifico (fra i molti… Taluni anche condivisibili): il “diritto all'insulto”, e alla “blasfemia”. Lo hanno ribadito, con onestà, anche in questi giorni. La “filosofia” che muove le loro vignette è che le religioni in quanto tale sono un Male assoluto… Per questo motivo, ritengono di avere il diritto d'insultare Dio (in ogni sua declinazione: cristiana, musulmana, eccetera). E' un Pensiero assolutamente legittimo. Tuttavia, dire “Je suis Charlie” significa esattamente questo (ciò che in molti, in questi giorni, non hanno forse capito…).

Personalmente, non sono credente. Mi definisco “agnostico”. Credo che le religioni abbiano lacune, sbagli di fondo, ed ipocrisie varie (senza parlare dell'uso strumentalizzato che ne ha fatto l'Essere umano…). Tuttavia, non sposo affatto l'idea che un Mondo senza religioni sarebbe un posto migliore in cui vivere. Anzi. C'è in atto una sorta di “fanatismo ateo” che vuole il dominio della “razionalità” come soluzione a tutti i nostri problemi (vedasi anche il successo riscontrato da quelle “svitate” delle Femen…). Io credo che le religioni, nonostante gli aspetti sopracitati, siano comunque qualcosa di positivo. Tutte, di fondo, hanno un elemento molto importante ed utile: la spiritualità. La Fede, se vissuta in modo sano, spinge sempre l'Uomo ad essere un soggetto migliore, e a vivere in Pace con i suoi simili. Bisogna anche ricordarsi che la religione è uno strumento! Tutto sta nell'uso che se ne fa. E' un po' come Internet: lo puoi usare per arricchire la tua sete di conoscenza, o per sfogare la tua rabbia e frustrazione (se taluni lo utilizzano male, non è un buon motivo per bandirlo dalla faccia della Terra!?). Inoltre, spesso tendiamo a confondere ciò che gli uomini di Fede fanno, con ciò che effettivamente la Fede dice…

Purtroppo, non riesco a simpatizzare con “Charlie Hebdo” nemmeno come “artista” (per chi non lo sapesse, la mia attività principale è la pittura…). Proprio alcuni giorni prima dei fatti tragici di Parigi, ero stato invitato ad intervenire in un evento in cui si parlava di “arte” ed “impegno sociale”… In quell'occasione, ragionai sul fatto che chi fa Arte ha una grandissima “responsabilità civile”. L'Arte, infatti, ha un'arma segreta e potentissima: arrivare alla parte più profonda ed inconscia di noi stessi, utilizzando le ali della leggerezza e dell'estetica. E' uno strumento micidiale (un po' come la religione): può creare ponti e climi di pace, come contribuire ad innalzare muri e pregiudizi. E' indubbio che “Charlie Hebdo” faceva, anzi fa, parte della seconda categoria (perlomeno una parte della sua linea editoriale…). Lo ripeto ancora una volta: ciascuno è libero di fare Arte come vuole (e, soprattutto, non deve essere nemmeno lontanamente minacciato per questo… Figuriamoci altro…).

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Tuttavia, trovo quantomeno azzardato dipingere quei vignettisti come dei “modelli”. Personalmente, non riesco a trovare nulla di “educativo” (o anche solo di “simpatico”) nel rappresentare la Trinità che si sodomizza a vicenda, o nel mostrare Maometto con le chiappe al vento (anche se per me la Trinità, o Maometto, possono non significare assolutamente nulla). La verità è che molte vignette erano assolutamente stupide, volgari, e inutili (dico questo pur portando il massimo rispetto UMANO per chi ci ha rimesso la Vita nel disegnarle).

Certo, possiamo anche decidere di nominare il “diritto alla blasfemia” come “fiore all'occhiello” della nostra Civiltà occidentale (mi piacerebbe solo capire come si potrebbe conciliare con le “radici cristiane dell'Europa”, che amiamo tanto sventolare…). Personalmente, però, credo che l'Occidente (nonostante i mille difetti che lo caratterizzano) abbia conquiste e valori ben più interessanti da rivendicare (senza considerare il fatto che affermare il “diritto alla blasfemia” apre scenari molto complessi… Perché, ad esempio, posso insultare Dio, e non il Presidente della Repubblica? In Italia, quando parli di Capo dello Stato, basta molto meno di una vignetta per essere accusati di “vilipendio”!?).

Un'ultima considerazione… I terroristi islamici, l'Isis, Al Qaeda, sono realtà assolutamente orribili. Tuttavia, a chi dice che “tutti i terroristi sono islamici” (citando Oriana Fallaci… Pace all'Anima sua), vorrei solo ricordare la storia di un certo Anders Breivik: era bianco, biondo, e nel 2011 uccise 77 persone nel nome del “Cristianesimo” (in Norvegia). Purtroppo, non ricordo la stessa bellissima sommossa e commozione di questi giorni. Non c'è stata nessuna marcia dei Leader mondiali, e nessun slogan accattivante. Perché? I morti non son forse tutti uguali? Forse sono gli assassini ad essere diversi. Certo, Breivik era uno di noi… Bianco (cosa fai: manifesti contro te stesso?). I fratelli Kouachi, invece, no (nonostante fossero nati e cresciuti a Parigi).

Inoltre, ricordiamoci che il terrorismo non è l'unica atrocità che si può commettere. Loro sgozzano, si fanno saltare in aria, e prendono ostaggi. Noi, i “civilizzati”, utilizziamo droni, bombe “intelligenti” al fosforo, e proiettili all'uranio impoverito (si sono ammalati, e sono morti, anche i nostri militari… Ricordiamocelo sempre). Loro lo fanno sotto casa nostra (e se son lontani, son così esibizionisti da riprendersi per mostrarcelo). Noi lo facciamo lontano dagli occhi (e camuffiamo il tutto da “missione di pace”).

La verità è che il sedicente Califfato/Stato islamico è la risposta atroce e terribile (utilizzerei il termine “nazista”) ad un Occidente che del Medio Oriente, e dell'Africa, ha sempre fatto “carne di porco”. Può anche non piacerci, ma è così. In quei territori abbiamo fatto di tutto e di più: colonizzazioni, appoggio esplicito a Dittatori compiacenti (fatto salvo il buttarli via, quando non ci “servivano/piacevano” più), semina di odio (quante guerre abbiamo aizzato, finanziato, ed armato in Africa? Abbiamo sempre messo gli uni contro gli altri, per poter avere “campo libero”), invasioni armate, eccetera eccetera. Tutto questo solo per un motivo: avere sempre garantite le “risorse” che non abbiamo (petrolio, e compagnia bella). L'Occidente non sarebbe MAI potuto essere quello che è stato nel “periodo del benessere”, se non si fosse comportato in questo modo. Potevamo, e potremmo ancora, essere onesti con noi stessi… Invece, continuiamo ad avere la spocchiosità ed arroganza di chi dice di far tutto ciò solo per donare agli altri “civiltà” e “democrazia”.

Intendiamoci… Chi sta dall'altra parte non è certo “santo” ed “immacolato”. Anzi. Tuttavia, è sempre meglio ricordare a noi stessi chi siamo “davvero”. Credo che prima di guardare le “travi” negli occhi degli altri (e ce ne sono…), sarebbe meglio guardare le nostre. Questo anche per capire quali possono essere le possibili soluzioni… Come dicevo prima: capire le vere radici del Male, aiuta a trovare la giusta cura.

In conclusione di tutti questi discorsi, credo una sola cosa… Questo è il tempo di gettare ponti, e non muri. E' il tempo d'invocare, e costruire, la Pace. E' proprio nei momenti più brutti, quelli in cui ti verrebbe d'istinto reagire male, che bisogna invece tirare fuori la parte migliore di noi. Mettiamo da parte l'odio, la violenza, l'arroganza, la presunta “superiorità morale”, le inutili provocazioni, ed iniziamo a migliorare noi stessi. Soprattutto, impegniamoci (ciascuno nel nostro piccolo) nel costruire un Mondo più equo e giusto… La disuguaglianza è la radice di (quasi) tutti i problemi.