Assistendo alla diretta streaming dell’incontro tra la delegazione del Pd e quella del M5S a Montecitorio, la prima cosa che mi è venuta in mente non è stata la parola “trasparenza”, ma una data, 1984. Quella data che George Orwell scelse per ambientare il suo romanzo futuribile, nel quale l’umanità viene ad essere soggiogata da un potere ineffabile, ma pervasivo e onnisciente.

Figura centrale nel romanzo, più degli stessi protagonisti, è il teleschermo – telecamera, strumento attraverso cui il Potere non solo entra col suo volto in tutte le case dei sudditi, ma può tenere sotto controllo ogni cosa di quest’ultimi.

Ho immaginato Grillo ed il suo sodale Casaleggio seduti davanti allo schermo di un Pc, a controllare che ogni sillaba pronunciata dai due figuranti mandati in delegazione fosse al suo posto, che ogni parola detta in faccia a Bersani non tradisse il verbo del movimento, i desiderata del capo.

O noi o niente!, O noi o niente!, O noi o niente!

Noi il nuovo, voi il vecchio! Noi il nuovo, voi il vecchio!

Il Grande Fratello non è presente fisicamente, ma è come se fosse lì. Come nel romanzo di Orwell. Il suo occhio è in quell’obiettivo della telecamera, che costringe i due capigruppo a centellinare le parole, le frasi, gli avverbi e gli aggettivi, perfino gli articoli, per evitare di uscire fuori dai margini, per non commettere errori censurabili.

Di questa politica non ci fidiamo! Di questa politica non ci fidiamo!

Noi il nuovo, voi il vecchio! Noi il nuovo voi il vecchio!

Perfetto. Tutto secondo copione. Ma dove sta la democrazia? E l’uno vale uno? No. Qui siamo qualche gradino più indietro. Nella trama di un film, o di un romanzo, che ha molto di antico, a parte i computer ed il web.

Una prova (L’ultima)? Ciò che Grillo ha detto a proposito dei  commenti scomodi ai post sul suo blog: “Da mesi orde di trolls, di fake, di multinick scrivono con regolarità dai due ai tremila commenti al giorno sul blog. Qualcuno evidentemente li paga per spammare dalla mattina alla sera”.

Capito? I commenti in dissenso con le sue tesi sono di sabotatori infiltrati al soldo di qualcuno. Come quei dissidenti che in certi regimi totalitari erano traditori o guastatori “al soldo dell’imperialismo” o della “massoneria pluto – giudaica”.

Evidentemente il Grillo nazionale non riesce proprio ad immaginare che tra l’insulto e l’adulazione possano esserci anche posizioni critiche, semplicemente idee diverse.

Sarete spazzati via! Sarete spazzati via! Sarete spazzati via!

Noi il nuovo, voi il vecchio! Noi il nuovo voi il vecchio!

Poi ho fatto un giro sul suo blog e ho fatto una scoperta molto illuminante. Ho trovato un suo vecchio post nel quale egli stesso citava il 1984 di Orwell, per denunciare l’uso distorto che si farebbe attualmente delle parole nel linguaggio dei media e della politica.  In sostanza paragonava la moderna lingua italiana alla “Neolingua” del Socing, l'ideologia totalitaria del mondo raccontato dallo scrittore inglese, dove “le parole indicano l'opposto del loro significato originale”. Curiosamente, però, nella foto di corredo al testo, presa dal fumetto "1984 The Comic" di F. Guimont, il volto ritratto non era quello originale con i tratti somatici mescolati di Hitler e di Stalin, né di qualche altro personaggio che simboleggerebbe la politica di oggi, ma proprio il suo!

Si, proprio lui nei panni del Grande Fratello. Con la nota scritta sotto: "Big Brother is watching you" (Il Grande Fratello ti sta guardando)!

Errore marchiano o caso freudiano?