La città di Napoli s’appresta a rievocare una gloriosa pagina della sua millenaria storia umana e sociale: le "4 giornate di Napoli" consacrate ad essere uno dei più luminosi esempi di amor patrio. Tanto più grande e significativo se solo si consideri che la coraggiosa insurrezione popolare, contro un odioso occupante, fu organizzata e realizzata dal cosiddetto “popolino”; termine che appare più che vezzeggiativo un tantino dispregiativo. E già: allora, e siamo in anni di fame e di pezzenteria, il sud era allo sbando e la sua ex capitale del regno appariva, nel misero panorama nazionale, più deleritta ed abbandonata di altre città. Curzio Malaparte scriveva “La pelle” descrivendo tutto il male possibile originato dallo stato di occupazione d’allora che costringeva le donne a vendersi e gli uomini a calpestare la propria dignità. Non fu un caso che il Vaticano s’affrettasse a confinare il libro nello “ index librorum prohibitorum”: la gente non doveva sapere.

La rivolta contro l’occupante costò migliaia d’innocenti vittime e fra queste quattro “scugnizzi”

In quegl’anni furono circa 25.000 le vittime dei bombardamenti alleati e non si contarono le distruzioni del patrimonio artistico e monumentale della città. Sappiamo che dopo l’8 settembre si incrudelì ogni azione contro l’occupante nazista che ancor forte sul territorio non fece attendere ogni possibile reazione agli attacchi subiti. La rabbia del popolo costretto a subire fucilazioni e saccheggi, raggiunse stadi di esasperazione intollerabile. La rivolta contro l’occupante costò migliaia d’innocenti vittime e fra queste quattro “scugnizzi” che più d’altri avevano dato prova di un incosciente ardimento affrontando, con sassi e bottiglie incendiarie, le armate del maresciallo Kesselring ormai in ritirata.

Le gesta dei quattro giovani napoletani non passarono inosservate assumendo, anzi, agli occhi della città, e poi dell’Italia tutta un simbolico alto esempio di amor patrio. Il loro eroismo fece meritare, alla città di Napoli, la Medaglia d’Oro al Valor Militare con questa motivazione

Con superbo slancio patriottico sapeva ritrovare, in mezzo al lutto ed alle rovine, la forza per cacciare dal suolo partenopeo le soldatesche germaniche sfidandone la feroce disumana rappresaglia. Impegnata un'impari lotta col secolare nemico offriva alla Patria, nelle "Quattro Giornate" di fine settembre 1943, numerosi eletti figli. Col suo glorioso esempio additava a tutti gli Italiani, la via verso la libertà, la giustizia, la salvezza della Patria. Napoli, 27 – 30 settembre 1943.

Ciò premesso veniamo all’oggi per gettare un fugace sguardo su quanto il Comune di Napoli si propone di realizzare per onorare l’imminente 71° anniversario delle famose e gloriose “4 giornate” nelle quali immolarono le loro giovani vite i nostri amati “scugnizzi”. Ne riportiamo di seguito i nomi con la certezza che non sfuggirà ad alcuno, posare lo sguardo sulla loro giovane età ed elevare, semmai, un devoto pensiero in loro memoria. I ragazzi insigniti di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria sono: Gennaro Capuozzo, detto Gennarino, (12 anni); Filippo Illuminato (13 anni); Pasquale Formisano (17 anni); Con essi furono decorati con Medaglia d’Argento al Valor Militare altri 13 coraggiosi rivoluzionari fra cui la famosa “Lenuccia” (Maddalena Cerasuolo) unica donna caduta sulle barricate napoletane.

Per loro, in loro onore e per la gratitudine perenne che la città loro deve, sono previste celebrazioni rievocative il 28 settembre 2014 organizzate dal Comune di Napoli il cui gonfalone si fregia –fra i pochi in Italia- della medaglia d’Oro al Valor Militare concessa in virtù, solo e proprio, del sacrificio dei suoi quattro “scugnizzi”. Ebbene, abbiamo dato uno sguardo al “programma” celebrativo dettato dal Comune di Napoli. All’evento sono stati invitati a partecipare tutte le massime autorità civili, religiose e militari della città che, ovviamente, non potranno esimersi dal prendere parte alle cerimonie previste, non foss’altro che per non essere additate come transfughi ingiustificati. Ed alle celebrazioni, com’è ormai prassi consolidata, sono state coinvolte/invitate anche tutte le numerose decine di Associazioni combattentistiche e d’Arma attive nella città. Queste partecipano con piccole delegazioni costituite da una decina, al massimo, di persone guidate dal proprio Presidente e dall’alfiere con il labaro associativo: in tutto un centinaio di persone. E fin qui nulla quaestio.

Il sig. sindaco, in appena 45 minuti, intende liquidare un evento rievocativo fra i più gloriosi d’Italia

Ciò che lascia allibiti sono i tempi di realizzazione delle celebrazioni che il Signor Sindaco ha così inteso di disciplinare (raccomandando per iscritto, a tutti, di essere sul luogo delle cerimonie almeno 15 minuti prima). Questi gli appuntamenti perentori che implicano una movimentazione –all’unisono- di non meno di un centinaio di persone fra Autorità, associazioni, parenti dei caduti et c et c. Ore 10.30 tutti al mausoleo di Posillipo. Ore 10.50 tutti accanto alla lapide in Piazza Bovio.Ore 11.15 tutti in piazza Carità (monumento a Salvo D’acquisto). Ne consegue che il sig. sindaco, in appena 45 minuti, intende liquidare – con tre distinte cerimonie – un evento rievocativo fra i più gloriosi d’Italia. Considerato che le cerimonie sono tre, che iniziano alle 10,30 per concludersi alle 11.05 che si svolgono in luoghi diversi della città difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici, che la maggior parte degli invitati (parenti dei defunti, associazioni, delegazioni varie) non dispone di auto blu, sirene, lampeggianti e motociclisti apripista, appare obiettivamente demenziale organizzare un importante evento celebrativo in tali inaccettabili termini temporali.

E’ questa l’importanza, la riflessione, il momento di preghiera, il cerimoniale che il primo cittadino intende conferire alle celebrazioni per le nostre “4 giornate”? Con i deliranti tempi da lui imposti a tutti non vi è nemmeno il tempo per declamare, nel Mausoleo dedicato a tutti i caduti, i quattro nomi dei ragazzi decorati con Medaglia d’Oro perché se ne perpetui, almeno, il ricordo fra noi sopravvissuti. La cosa che maggiormente lascia stupefatti è che – da quanto è dato sapere- nessuno degli alti Comandi Militari necessariamente coinvolti negli eventi celebrativi – ricordo che si tratta pur sempre di Medaglie d’Oro al Valor Militare- abbia inteso far riflettere il sindaco sull’inopportunità di conferire alle celebrazioni tanta indecente fretta. Ma, forse, non ci sarebbe nulla più da meravigliarsi. In una città allo sbando priva di qualsiasi controllo del territorio, invasa in ogni dove di rifiuti, preda di un quotidiano caos del traffico, vittima dell’inesistenza di un Corpo di VVUU degno di tal nome, perché mai il sindaco avrebbe dovuto conferire, ad un evento lontano mille miglia dalla sua sensibilità umana, la dovuta attenzione ed il necessario rispetto?

Tre cerimonie in 20 minuti l’una? Ma si! Che volete che sia! Quei morti li celebriamo da più di settant’anni… è ora di dimenticare… Nei tre siti cittadini deputati ad accogliere – frettolosamente- i tre eventi ci saranno, com’è consuetudine, i rituali squilli di tromba. E tutti renderanno gli onori: autorità, militari, associazioni, labari e medaglieri. Poi subito tutti via, che il ricordo dei nostri eroici ragazzi caduti, anche per la nostra libertà, non superi i quarantacinque minuti. "Ahi serva "Napoli" di dolore ostello,non donna di province, ma bordello!" ( purgatorio canto V).