In questi giorni è ribalzata una notizia insolita che proviene dal Belgio: la scelta di una ragazza giovane che depressa, ha scelto di porre termine alla sua breve esistenza ricorrendo all’eutanasia. Laura, è esausta psicologicamente, non ce la fa più. Autolesionista con un passato travagliato alle spalle -madre alcolista e padre violento – è cresciuta con i nonni e ha vissuto per molti anni in un istituto. Nella sua giovane vita ha già tentato ripetute volte il suicidio. In clinica non riescono a curarla. In questa vita oscura e caratterizzata dall’infelicità generata da un contesto estremamente difficile, le uniche gioie che ricava nascono da una breve relazione con un’altra donna e dal teatro.

Questa giovane donna è esasperata. Dopo aver assistito alla richiesta dell’eutanasia per ragioni mediche da parte di una sua amica, Laura ha presentato la stessa domanda. Il comitato di medici che ha esaminato la sua richiesta ha raggiunto un verdetto unanime che si traduce nella soddisfazione dell'estremo desiderio. Verrà a breve stabilito la data prevista per questa estate. È difficile digerire una simile situazione, una scelta tanto drastica. È per molti, inconcepibile questo bisogno di morte in un’età tanto giovane. La vita è bella nonostante le infinite problematiche che la circondano. Molte volte è incomprensibile una simile decisione in un paziente affetto da gravi patologie e di una certa età, figurarsi per una ragazza di 24 anni in salute, almeno fisica. Per quanto sia stato considerato onorevole in epoche recenti decidere di togliersi la vita, resta una decisione che inevitabilmente colpisce dritto allo stomaco. La depressione è una malattia potente, potentissima. Crea nei pazienti che ne sono afflitti, un senso di perdizione, di vuoto esistenziale, di disorientamento e spesso sopraggiunge la necessità psicologica di farla finita. Laura, ha optato per questa strada forse perché, vista la situazione dell’amica, si sentirà meno sola nella morte.

Oggi sta pianificando il suo funerale, insieme alle ultime parole da dire alla madre e alla nonna. Ribadisce come i suo genitori l'abbiano avuta quando erano troppo giovani e pur considerando la "sicurezza, pace e stabilità" dei nonni, non riesce a sentirsi a proprio agio: "Anche se la mia infanzia ha certamente contribuito alla mia sofferenza, sono convinta che avrei avuto questo desiderio di morte, anche se fossi cresciuta con una famiglia stabile e tranquilla".
In una recente intervista, Laura ha parlato di quando a sei anni, ha inconsapevolmente preso una pistola carica e ha pensanto di spararsi. "Se lo avessi saputo, in quel momento avrei potuto premuto il grilletto". L’eutanasia in Belgio è stata legalizzata nel 2002, con circa 1.400 casi ogni anno. Nel 2013, il Parlamento belga ha approvato un emendamento che estende la legge anche alle richieste che riguardano bambini malati terminali.

La richiesta di questa 24enne resta nonostante tutto accettabile. Deve essere garantito il diritto di decidere come gestire la propria vita oltre ogni moralismo, per ognuno di noi. È chiaro che Laura potrebbe ripensarci da un momento all’altro, io personalmente me lo auguro. Le ragioni per continuare a vivere ci sono. Tuttavia, questa decisione spetta alla ragazza, la vita è sua e soltanto sua.