Sono un caporal maggiore dell’Esercito Italiano. Ho 28 anni e da qualche mese ho scoperto di avere un linfoma di Hodgkin. Sono in cura presso l’ospedale oncologico di Cagliari. Per circa due anni e mezzo ho prestato servizio al poligono interforze di Perdasdefogu, e non nego che tutti i medici, alla scoperta della mia malattia, mi hanno chiesto proprio se fossi stata in quella zona.

E' questo lo stralcio di una triste lettera anonima inviata da una ragazza al sito vittimeuranio.com, ed è purtroppo solo una delle tante testimonianze di quello che è accaduto, e ancora accade, in Sardegna. L'isola dei divertimenti a nove cifre, mortificata dalle feste corrotte della vile politica, dai G8 mancati e dagli appalti corrotti. L'isola che è una meraviglia della natura plasmata con pietra e mare, e che ospita il più grande poligono militare d'Europa, quello di Salto di Quirra.

Questo paradiso troppo spesso usurpato e offeso dalla volgarità del potere, è una vera e propria base militare.
Dei 40 mila ettari di territorio nazionale destinati a queste funzioni, ben 24 mila sono in Sardegna. Oltre al poligono di Quirra c'è anche quello che è il secondo in Europa per grandezza, il poligono di Teulada, e ancora quello di Capo Frasca, a cui va aggiunta la militarizzazione del cielo e del mare, con porzioni di quest'ultimo che superano le dimensioni stesse dell'Isola.

Tutto ciò va avanti da decenni, e da decenni in questi territori cresce la preoccupazione per ciò che sta accadendo. Non tutti riescono a denunciare gli orrori che vivono nelle proprie famiglie, perché non di rado a queste atrocità corrisponde una sopravvivenza economica.
Sindrome di Quirra è stata ribattezzata. Si tratta dell'onda di morte e distruzione che sembra colpire sempre più abitanti, militari e lavoratori civili della zona, senza risparmiare gli animali e la vegetazione. Una sindrome che non fa distinzione di sesso od età e che presenta diverse analogie con le patologie contratte dai militari di ritorno dai Balcani, dall’Afghanistan o dall’Iraq.
I dati parlano chiaro. Su 150 abitanti della frazione di Quirra, negli ultimi dieci anni se ne sono ammalati ben 32 di tumori e leucemie. Una proporzione impensabile per questo tipo di malattie.
Le prime denunce si hanno nel 2001, ma è da almeno un decennio prima che si riscontrano cose strane. A cominciare dall'alto numero di malformazioni tra i nati in quegli anni a Escaplano, ad una cinquantina di chilometri da Quirra.
Nel 1988 il picco, con cinque bambini nati con malformazioni gravi, tra cui deformazioni al capo o al tratto digerente, con l'assenza dell'ano. E ancora casi di ermafroditismo o di incompleto sviluppo degli arti.

E le malformazioni colpiscono anche gli animali. I territori militarizzati continuano ad essere terreno di pascolo per molti pastori, e i casi di pecore nate malformate o morte prima ancora di nascere a causa di tumori, sono molti. Come la pecora nata con gli occhi attaccati sotto le orecchie, che apparteneva a quattro fratelli di cui due sono morti di tumore tra il 2003 e il 2004, a circa 40 anni, e un terzo è attualmente malato.
Tra il 2000 e il 2010 su diciotto pastori della zona di Quirra ben dieci sono stati colpiti da tumore, vale a dire il 65 per cento di chi porta il gregge a pascolare in quei territori.

Non è chiaro da dove arrivi tutta questa distruzione, ma un ruolo centrale sembrano giocarlo i metalli pesanti. A lungo si è ipotizzata l'influenza, nelle malattie, dell'uranio impoverito, ma ad oggi non sembra essere stato riscontrato questo elemento nei terreni. Sono stati invece trovati, e in grandi quantità altri tipi di metalli pesanti.
La dottoressa Antonietta Gatti, dell’Università di Modena e Reggio Emilia e già consulente della Commissione Uranio Impoverito del Governo nel 2002, un'idea se l'è fatta.
Racconta al Corriere Canadese i suoi dubbi e le sue certezze, e

punta il dito in maniera decisa contro le esercitazioni militari. "Io ho analizzato l’erba e vi ho trovato metalli pesanti" -spiega- " tanto che non mangerei mai il formaggio fatto col latte di quelle mucche, ed è per questo che ho chiesto che venissero condotti controlli al riguardo".
Metalli pesanti che appaiono come invisibili armi letali e che sono riscontrabili nei tessuti delle vittime. "La differenza è che queste polveri sono talmente sottili che, quando respiriamo o mangiamo, le nanoparticelle non rimangono nei polmoni o nell’apparato digerente, ma attraverso il sangue possono raggiungere gli organi interni". Inoltre è stato dimostrato come queste particelle "raggiungono la circolazione sanguigna in 60 secondi e il fegato in un ora".
La dottoressa Gatti racconta di aver trovato queste nanoparticelle "nelle gonadi, nei testicoli, nel cervello, nella tiroide, dappertutto. È chiaro che se sono nel sangue causano la leucemia, se sono nei linfonodi causano il linfoma. Di solito queste nanoparticelle vengono da temperature molto elevate ed è questa una delle ragioni per cui lavoro con i soldati".
Esplosioni che producono temperature altissime, fino a tremila gradi, mescolando e nebulizzando queste sostanze nocive.

Ad oggi sono molte le domande inevase e ancora di più le risposte che pretese, ma qualcosa, anche se lentamente, comincia a muoversi.
Qualche mese fa è infatti stata posta sotto sequestro l'area del poligono di Quirra, grazie all'apertura di un procedimento, contro ignoti, da parte del procuratore capo di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Sequestro che non ha fermato le attività belliche, a causa dell'attuale impegno italiano nella guerra del Nordafrica, ma che inizia a circoscrivere il problema.
La questione è molto complessa, perchè gli interessi economici sono immensi, e la volontà di lasciare tutto com'è sembra prevalere spesso. Basti pensare che al poligono possono accedere anche eserciti e aziende straniere, per testare le proprie armi, con un prezzo d'affitto che può arrivare fino ai 50 mila euro l'ora!

E' tempo di crisi, etica, politica ed economica, ma distrarci da tragedie come quella che si compie quotidianamente nella bella Sardegna, non può lasciare in pace le nostre coscienze.