I privilegi di nascita non sono una colpa. C'è chi può vantare una lussuosa dimora romana che dà su piazza di Spagna. Chi abita in un fighissimo loft a Londra. Chi può permettersi un'aria decadente perché dalla finestra della sua cameretta vede la Tour Eiffel. E chi da un attico ammira con giustificata amarezza lo skyline di New York ormai spoglio delle Torri Gemelle.

Da tre giorni mi sono "installata" a casa dei miei genitori i quali vivono in un palazzo anni Settanta che affaccia su piazza Mazzini a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.

Come? Il privilegio dove sta?

Poter seguire dall'alto di un quinto piano, senza dover scendere per strada, tutti gli appuntamenti del ricco programma di festeggiamenti di Ferragosto.

in foto: La statua della Madonna Assunta portata in processione

Significa, in particolare, avere un palco riservato da cui ammirare la processione, seguita da un'oceanica folla di fedeli provenienti dall'intera provincia. A sfilare per primi sono i membri delle confraternite contraddistinti dai diversi colori delle tuniche, dritti, composti, orgogliosi di reggere i rispettivi stendardi, visibilmente scocciati per le lunghe soste del corteo; poi tocca alle suore e ai bambini con l'abito della prima comunione, quindi al parroco del Duomo e al vescovo dell'arcidiocesi di Capua che sgranano il Rosario seguiti dal chierichetto che trascina l'altoparlante. A seguire, portate a spalla dagli accollatori che di tanto in tanto fanno tappa davanti a un portone o agli incroci per riprendere fiato, le attese statue della Madonna Assunta, che sembra fluttuare sulla base di candide nuvole, e del patrono san Simmaco, che reca sul capo la sua tiara dorata di vescovo. Dimenticavo: la banda. La banda che scandisce le poste del Rosario e che aiuta le persone a non spazientirsi mentre attendono le icone alle quali rivolgere una preghiera, chiedere una grazia, raccomandare una persona cara, prima dell'applauso liberatorio di saluto, rafforzato un tempo dallo scoppio dei botti, oggi dal lancio di coriandoli.

Dal salotto alla cucina: da qui si vede distintamente il campanile del Duomo destinato, la notte della vigilia di Ferragosoto, a essere "incendiato" da coreografici fuochi d'artificio. Dopodiché la Madonna e san Simmaco ritorneranno nelle loro nicchie fino al prossimo 14 agosto.

Quest'anno la vista era nitida, il vento girava bene e il fumo non ha coperto nessuna delle girandole e delle cascate che piovevano dall'alto dell'edificio sacro.

L'incendio del campanile del Duomoin foto: L'incendio del campanile del Duomo

Da adolescente scappavo volentieri da tutto questo, ma adesso sono cresciuta abbastanza per apprezzare persino una parola come tradizione. Proprio come quando ero bambina e mio padre preparava i pop corn, mentre mia madre predisponeva tre sedie, per me e i miei fratelli maggiori, affinché potessimo goderci in prima fila il cielo notturno che s'illuminava di mille fiammelle colorate. E ricordo l'aria, fino ad allora impregnata dello zucchero che si disperdeva dalle bancarelle di dolciumi attrezzate con la macchina per renderlo filato oppure per caramellare le noccioline; quell'aria che diventava acre dopo la raffica finale di botti.

Il giorno dopo, in serata si torna in salotto per il concerto: quest'anno niente big della canzone italiana o napoletana, causa mancanza fondi, ma un giovane duo che è riuscito a infuocare una piazza gremita di ragazzi che urlavano, ballavano, cantavano. Franco Ricciardi e Ivan Granatino si sono esibiti su un palco allestito con apparati fonico e luci di tutto rispetto.

E' per questo che una nota a parte merita il fuori programma di ieri sera degli "Swingers", disponibili a una sostituzione dell'ultimissimo minuto. Pensavo addirittura che fosse un gruppo "abusivo" che si fosse impossessato del palco spoglio, buio, desolato, pronti a tutto pur di esibirsi, finanche davanti a uno sparuto gruppo di curiosi. Stavo per andare a vedere da vicino quando sul pianerottolo ho incontrato un simpatico vicino dai capelli bianchi che, con piglio da cronista d'assalto, si è prestato a fare da inviato.

Fuori programma degli "Swingers" in piazza Mazziniin foto: Fuori programma degli "Swingers" in piazza Mazzini

Peccato che come fotografo non sia tagliato, ma è stato all'altezza nel fare il "lavoro sporco" di raccogliere informazioni, confermate dal proprietario del bar che ha offerto la sangria ai musicisti. Quando la calda voce di Carlino Di Sergio ha attaccato con la prima canzone di un repertorio rubato a Frank Sinatra, ai pochi presenti è sembrato di far parte di una piccola schiera di privilegiati, mentre le note del sassofono di Pasquale Barbato avvolgevano l'intera piazza Mazzini. In via Bonaparte – ma di questo penso di essere l'unica testimone – una coppia di mezz'età, pensando di essere lontana da sguardi indiscreti, si è messa a ballare e si è scambiata un bacio. Quello di ieri è stato un concerto per pochi, il concerto ufficiale degli "Swingers"  – per tutti gli altri – si tiene stasera, in occasione della chiusura dei festeggiamenti, nell'area dell'Anfiteatro campano. Ma nemmeno i privilegi casuali sono una colpa.

Piazza Mazzini vista dall'altoin foto: Piazza Mazzini vista dall'alto