Il mondo, si sa, ci invidia gusto e creatività e molti dei nostri prodotti continuano ad ingolosire. Questa volta tocca alla Ferrero affrontare una questione legale davanti alla Corte distrettuale di New York sul famoso marchio Nutella.

La Ferrero ha depositato una causa presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti, nel distretto orientale di New York per ottenere dai giudici newyorkesi la condanna di un’azienda statunitense per concorrenza sleale e per aver violato i diritti di privativa industriale sul marchio Nutella.

La GCAS, azienda di Brooklyn, aveva iniziato a promuovere la sua caffetteria e i suoi prodotti a base di cacao e Nutella con il marchio Nutelleria, acquistando i domini www.nutelleriany.com e www.nutelleriamia.com e aprendo propri profili sotto il medesimo nome su diversi social network.

La Ferrero ha invitato dapprima bonariamente la GCAS a non utilizzare la suddetta denominazione, informandola che tale uso avrebbe infranto i diritti di esclusiva sul proprio marchio Nutella, considerando peraltro, che i consumatori avrebbero potuto ritenere falsamente che l’attività della GCAS fosse, in qualche modo, connessa all’azienda Ferrero, fosse stata dalla stessa autorizzata o operasse sotto una licenza, anche perchè nella caffetteria, nei manifesti e sul sito comparivano i tipici vasetti di Nutella che pure era usata come ingrediente principale nei prodotti venduti nel GCAS Cafè. I consulenti dell’azienda nostrana avevano peraltro chiesto alla GCAS di attendere la risoluzione definitiva della questione prima di avviare la propria caffetteria con un marchio diverso.

La Ferrero pensava di essere giunta ad un accordo e che la disputa si fosse pacificamente risolta in via stragiudiziale.

Ma la GCAS, in fase di trattativa, è passata dalla denominazione Nutelleria ad usare Nuteria per contraddistinguere la sua caffetteria con il dominio www.nuteriany.com per il suo sito web, avviando comunque l’attività sotto quest’ultimo nome, senza avvisare i consulenti della Ferrero, ritenendo che tale cambio decisionale avrebbe soddisfatto la Ferrero.

Peraltro, la GCAS pare abbia, comunque, continuato ad utilizzare anche i nomi a dominio www.nutelleriany.com e www.nutelleriamia.com per promuovere i suoi prodotti e la caffetteria. Infatti, quando i consumatori digitavano la parola “nutelleria” sul browser di ricerca, venivano automaticamente reindirizzati sul sito www.nuteriany.com.

Questa pratica, come giustamente, hanno sottolineato gli avvocati della Ferrero, è fonte di confusione e di errore per i consumatori, i quali possono essere indotti nella falsa impressione che la caffetteria della GCAS operi in connessione o sotto una licenza della Ferrero.

Il rischio principale in questa questione è che l’azienda statunitense, in questo modo, avrebbe avviato una nuova attività, che poteva peraltro estendersi in più caffetterie simili, utilizzando una denominazione che riecheggiava tanto il marchio della Ferrero, senza esserne di fatto autorizzata.

La caffetteria, così denominata, infatti, può essere intesa dai consumatori come un punto vendita proprio della Ferrero o in qualche modo ad essa collegato.

Si tenga presente che se non è possibile vantare una privativa industriale sulla radice “nut”, in quanto si tratta di una parola di uso comune, il significato del termine in inglese è, infatti, “nocciola” o “noce”, il resto della parola “elleria” riporta alla mente del consumatore effettivamente il marchio Nutella.

Si deve considerare peraltro, che in Italia il suffisso “ria” è tipicamente usato per identificare un punto vendita, si pensi a “macelleria”, “panetteria”, “merceria”, ecc, quindi, se “Nutelleria” rimanda inevitabilmente alla Nutella, violando i diritti dell’azienda produttrice, “Nuteria”, potrebbe essere usato; occorre considerare, comunque, la notorietà acquisita dal marchio Nutella che, estende il suo livello di tutela.