Nel 1948 , quando la seconda guerra mondiale era ormai più che terminata, le nazioni europee si ritrovarono a riflettere su quanto era accaduto, la Gran Bretagna dovette fare i conti con la sua superficialità, nel timore di una nuova guerra europea aveva permesso una nuova guerra europea, dall’altra parte la Francia, dovette fare i conti con la sua eccessiva severità nei confronti della Germania, e le sue sanzioni, più dure del dovuto a causa dell’antica rivalità con la Germania, avevano contribuito ad alimentare proprio in Germania, un forte sentimento di ostilità verso le altre nazioni europee, soprattutto la nei confronti della Francia.

Sono passati 69 anni da quel 1948, e l’Europa sembra aver ormai dimenticato la lezione della seconda guerra mondiale. L’antica superficialità Britannica oggi dilaga in tutta Europa, con la proposta di trasformazioni deleterie per la sopravvivenza stessa dell’Europa moderna/post bellica. L’aggressività e le reazioni sproporzionate della Francia, continuano ad esistere, quasi immutate, incarnate dall’ipernazionalismo di alcuni movimenti politici, contagiando anche l’antico orso addormentato statunitense, che proprio come negli anni trenta, si ritira in letargo, un letargo aggressivo e severo più del dovuto nei confronti di varie nazioni straniere, e peggio ancora, nei confronti dei suoi stessi connazionali.
L’occidente così come lo conosciamo è attraversato da venti di crisi, istituzionale e politica, capaci di frantumare l’attuale organizzazione del mondo, un mondo imperfetto e ricco di difetti, ma un mondo libero, ma gli uomini sembra non siano amanti della libertà, preferiscono le catene, preferiscono l’odore del sangue e il brivido di paura che corre lungo la schiena quando squillano le sirene anti-aeree.

Il mondo contemporaneo si sta preparando ad una guerra con se stesso, una guerra nuova, più violenta e devastante di qualsiasi altro conflitto sia mai stato combattuto, e se i leader mondiali non si affretteranno a mettere da parte il proprio orgoglio, e non agiranno per il bene dell’umanità, i giorni della nostra civiltà rischiano di essere sempre meno.